Speciale Sudestival 2017: Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

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Penultimo appuntamento con il Sudestival 2017. Il film in concorso è Mine dei registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, che vede come protagonista l’attore Armie Hammer. Nell’articolo una doppia recensione della giuria dei giovani e l’intervista ai registi.

Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Mine

Mine è il titolo di un film che racconta la tragica storia di un soldato americano (Mike), inviato in Afghanistan per completare una missione assieme al suo migliore amico. Sfortunatamente per loro qualcosa va storto e si ritrovano a vagare nel deserto per raggiungere la via di fuga. Dopo ore di cammino i due entrano inavvertitamente all’interno di un campo minato dove si svolgerà la maggior parte del film. Mentre i due soldati camminano, il compagno del protagonista ne schiaccia una, armandola: l’esplosione lo dilania e lo riduce in fin di vita mentre Mike, facendo il primo passo verso l’uomo, ne attiva una; per non farla esplodere è costretto a rimanere immobile e a vedere il suo migliore amico morire. Il protagonista passerà su quella mina due giorni e due notti che lo spingeranno ad avere allucinazioni e a ricordare il proprio passato; nel mentre, ci sarà anche un personaggio che interagendo con lui riuscirà a sdrammatizzare, per qualche battuta, la situazione.

I due registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro al loro esordio decidono di partire con qualcosa di comunque già visto, per quanto riguarda il contesto, ma con una trama decisamente innovativa e molto ben narrata. Il film riesce a far vivere le stesse emozioni del protagonista, raccontando nel tempo stesso la sua storia e lasciandoci con un finale assolutamente incredibile.

Davide Zazzera, IV AE IISS Vito Sante Longo, Monopoli

Soldati. Morte. Guerra. Questi gli ingredienti di ciò che a primo impatto può essere definito un war movie ma che al suo interno rivela un percorso psicologico ben più profondo, capace di sorprendere e tenere con il fiato sospeso dalla prima all’ultima scena: questo è Mine. Infatti la condizione in cui Mike, il protagonista, è costretto a sottostare per un numero di ore, a dir poco disumano, è solamente il pretesto per permettere al pubblico di andare ben oltre la fabula e vivere continui flashback legati a quelli che nel film stesso sono definiti “passi falsi”: momenti che, seguiti da un suono di innesco, costituiscono vere e proprie catene che impediscono al soldato di “andare avanti”. Saranno proprio quelle catene che in principio lo imprigionavano a dargli la forza di superare ogni avversità portandolo a stare inginocchiato come le precedenti ore nel deserto, ma davanti a colei che rappresenta il suo futuro. Attraverso gli occhi di Mike il pubblico vive questo percorso assumendo su di sé piena consapevolezza sia degli eventi narrati sia di un importante messaggio di vita applicabile a qualunque generazione.

Alessandro Lillo, VA Classico Polo Liceale “Galileo Galilei” Monopoli

Fabio Guaglione e Fabio Resinaro con il direttore artistico Michele Suma

I registi di Mine Fabio Guaglione e Fabio Resinaro con il direttore artistico Michele Suma

Intervista ai registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

Fabio e Fabio benvenuti su cinemio. Mine è la vostra opera prima e del film siete anche autori della sceneggiatura. Potete raccontarci com’è nato il film?

Fabio R.: Il film di un uomo bloccato su una mina è nato… perché noi ci sentivamo bloccati! Dopo tanti progetti di lungometraggio falliti, il mondo cinematografico per noi era diventato un campo minato. Ci è venuta forse così in mente l’idea del soldato Mike Stevens completamente immobile ed in preda a paura e tensione.

Fabio G.: questo stratagemma narrativo però non era sufficiente. Ci siamo convinti potesse diventare un film quando abbiamo capito che l’uomo fermo su una mina era in realtà l’occasione per raccontare metaforicamente le “mine” che bloccano tutti noi.

Fabio R.: Il progetto è nato anche e soprattutto in quel momento perché cercavamo l’idea di un film a basso costo che però fosse intrigante e potesse interessare un attore importante a partecipare. E Mine fu l’idea giusta.

I registi di Mine Fabio Resinaro e Fabio Guaglione

I registi di Mine Fabio Resinaro e Fabio Guaglione

Perchè raccontare il problema delle mine antiuomo e questa situazione così particolare?

Fabio G.: Abbiamo usato il codice dei film di genere per raccontare qualcos’altro. Quello che sembra un war movie, un film politico o una storia di denuncia sociale, in realtà si rivela essere il dramma di un essere umano, che racconta i problemi universali di ognuno di noi.

Il film vanta un cast internazionale. Come avete scelto i vostri attori e come avete lavorato per la costruzione dei personaggi?

Fabio R.: Peter Safran, il produttore americano, ci ha aiutato a scrivere una sceneggiatura che potesse funzionare nel mercato internazionale, attraverso varie stesure. Una volta raggiungo quell’obiettivo, ha mandato lo script a tutte le agenzie di Hollywood per cercare il protagonista. Armie Hammer fu il primo che si interessò al progetto… Ma l’ironia della sorte è che noi non eravamo convinti! Avendo visto tutti i film precedenti di Armie, da The Social Network a Lone Ranger, ci sembrava troppo pulito, troppo bravo ragazzo, troppo ciuffone californiano, bello, sorridente, espansivo… Poi per fortuna Peter ci ha fatto riflettere e ce lo ha fatto incontrare.

Fabio G.: Da lì abbiamo capito che Armie era super intelligente, super disponibile e pronto ad una trasformazione completa. Avrebbe dato sfumature interessanti al nostro personaggio che sulla carta, in verità, era un po’ bidimensionale. La prima domanda che gli abbiamo fatto è stata “sei disposto a rasarti a zero?

La proiezione di Mine al Sudestival

La proiezione di Mine al Sudestival

La domanda è spontanea ogni volta che ci sono due registi dietro un film. Come avete lavorato sul set? Vi siete divisi i compiti?

Fabio G.: A monte parliamo moltissimo in fase di scrittura e storyboard per condividere la visione del film, ciò che “dovrà essere”. Poi ci dividiamo un po’ i compiti ma questo non vuol dire che entrambi non siano egualmente presenti e concentrati in ogni fase. Quando siamo sul set, lui è un po’ più sulle cose tecniche, sta in camera, parla con il direttore della fotografia… Io parlo più con gli attori, sto al monitor. Sul set dobbiamo andare veloci…

Fabio R.: E non c’è tempo di litigare.

Fabio G.: Poi inizia la post…

Fabio R.: E lì torniamo a litigare.

Fabio G.: Io seguo più montaggio e musiche, lui tutto ciò che riguarda i VFX… e il film prende la sua forma finale…

Il regista di Mine Fabio Resinaro

Il regista di Mine Fabio Resinaro

Per un’opera prima il progetto è davvero molto ambizioso. Com’è andata la fase delle riprese? Ci sono aneddoti o difficoltà che vi va di raccontare?

Fabio G.: La difficoltà principale sicuramente, viste le risorse modeste, è stata la continua lotta contro il tempo. Abbiamo girato tutto il film in 5 settimane.

Fabio R.: Le difficoltà aumentavano a causa della nostra ambizione. (Ride NdR)

Il film ha partecipato a numerosi festival. Com’è stato il riscontro di critica e pubblico? C’è un complimento o un’osservazione che vi è rimasta più nel cuore?

Fabio R.: Il riscontro è andato oltre ogni nostra aspettativa. Il pubblico ha amato il film, ne è stato sorpreso ed emozionato.

Fabio G.: Ma ancora più siamo rimasti stupiti dalla quasi unanimità della critica. Il complimento che mi è rimasto dentro è l’attribuzione a noi di “una capacità di narrare per immagini che arriva al cuore”.

Il regista di Mine Fabio Guaglione

Il regista di Mine Fabio Guaglione

Forse è ancora presto ma, visto il riscontro della vostra opera prima, state già pensando all’opera seconda? Continuerete a lavorare insieme anche a questa?

Fabio G.: Lavoriamo insieme da 17 anni, separarsi ora forse non sarebbe una mossa geniale… (Ride NdR)

Fabio R.: Abbiamo già un’idea per il secondo film. Sappiamo già come metterci nei guai di nuovo.

Come vi è sembrata l’esperienza al Sudestival?

Fabio G.: Il Sudestival è stata un’esperienza bellissima. Una bella occasione per vedere paesaggi stupendi del Sud Italia che visitiamo troppo poco, e per parlare con un pubblico davvero caloroso.

Fabio R.: In più siamo stati piacevolmente imbottiti di buon cibo e buon vino, che non guasta mai…

Ringrazio Fabio Resinaro e Fabio Guaglione per la disponibilità e rimando alla prossima settimana per l’ultimo appuntamento del Sudestival 2017.

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