Il primo incarico: parlano Giorgia Cecere ed Isabella Ragonese – Prima Parte

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Si è tenuta lo scorso 5 maggio a Bari, la conferenza stampa di presentazione del film Il primo incarico a cui hanno partecipato la regista Giorgia Cecere e la protagonista Isabella Ragonese. Nell’articolo ciò che ci hanno raccontato.

E’ uscito, purtroppo solo in questi giorni, il film di Giorgia Cecere Il primo incarico, nonostante fosse stato presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia durante la quale aveva riscosso un buon successo. A tal proposito ecco il video con i tre minuti di applausi alla fine del film

Il processo di nascita del film

Il film è sostenuto dall’Apulia Film Commission e dal Salento Film Fund, con il contributo della Provincia di Brindisi, del comune di Cisternino e del comune di Castriglione del Capo. Giorgia Cecere ha fortemente voluto questo film perchè nato da una storia familiare a cui è fortemente legata:

In questo film si saldano due elementi rilevanti in me: il primo deriva dai racconti che ho ascoltato su com’è andato l’incontro e lo strano matrimonio, che poi si rivelò di grande amore, tra mia madre e mio padre. Mia madre ebbe il suo primo incarico come insegnante e partendo da questo piccolo paese del sud del Salento si ritrovò in un luogo molto simile a quello che abbiamo ritrovato miracolosamente a distanza di 50 anni a pochissimi km da dove la storia originaria era avvenuta.

Il secondo elemento è che questa storia aveva un potenziale romanzesco notevolissimo ed universale perchè è un percorso di formazione di una giovane donna che potrebbe svolgersi in ogni luogo. Per scriverlo ho avuto accanto Yang Li Xiang, un pittore cinese oggi molto importante che è anche un grandissimo narratore e maestro di cinema. Lui ha fatto l’accademia del cinema di Pechino e poi il centro sperimentale a Roma dove ci siamo conosciuti.

Il film è fatto soprattutto di uno sguardo ed è un omaggio d’amore alla grande tradizione visiva del cinema italiano. Mi sembra che negli ultimi anni, nonostante ci siano state opere molto potenti e registi originali, ci siamo un po’ dimenticati della nostra tradizione della bellezza dello sguardo e così ho guardato ai film orientali, avvalendomi dell’aiuto di Yang.

Tra l’altro lui è l’unico tra di noi ad aver realmente vissuto in campagna in condizioni estreme: quando era ragazzo in Cina gli studenti dovevano andare per forza un anno in campagna e vivere la vita dei contadini. Quindi molte cose della realtà di questa vita vengono dalla sua esperienza.

Intuendo che la bellezza tutto sommato è forse quello che costa meno (il film è davvero low budget) e guardando i film orientali dove una bottiglia, una tendina, una finestra creano un’immagine pittorica molto affascinante, ho pensato che si poteva percorrere questa strada che è stata splendidamente realizzata da un direttore della fotografia al suo primo film, il pugliese Giovanni Troilo.

Il personaggio di Nena

Ecco invece cosa ha raccontato l’attrice Isabella Ragonese sulla costruzione di Nena, il suo personaggio:

La genesi del film è stata per me un pò atipica: di solito l’iter è leggere la sceneggiatura, incontrare il regista, fare il provino. In questo caso Giorgia mi ha contattata direttamente. Avevo appena finito Nuovomondo e non avevo ancora girato Tutta la vita davanti. Abitavo ancora a casa dei miei e lei mi ha chiamata lì.

Periodicamente ho iniziato ad andare a Roma a trovarla, e parlavamo in qualche modo del film senza parlarne realmente. E’ stata la strada che Giorgia ha voluto prendere coscientemente ed io in totale incoscienza. Ho avuto da subito istintivamente fiducia in lei. Il percorso è stato molto lungo: nel frattempo ho fatto tanti altri film, ci eravamo ripromesse di farlo nel momento in cui lei avesse avuto la possibilità di girare e non ci siamo tradite.

E’ una storia tutta femminile d’amore, di coraggio e di fedeltà. Ed è anche lo spirito con cui ho affrontato il film: Giorgia mi ha sempre detto che sono stata molto importante per il film ma il regalo è stato fatto anche a me perchè è davvero raro avere la possibilità di fare un personaggio così difficile da definire.

Io ho sicuramente lavorato cercando di capire cosa la spingesse a raccontare questa storia e avevo intuito che era qualcosa a lei familiare, quindi sono andata anche per imitazione del suo modo di fare che mi ha affascinato sin dall’inizio. Solo rivendendo il film da spettatrice ho notato certe cose, ma è stato bello che durante la lavorazione ho abbandonato quello che di solito con l’esperienza un attore fa e cioè schematizzare tutto.

Il copione l’ho avuto una settimana prima di girare. Andavo un po’ per intuito, lei mi guardava e mi diceva: ecco Nena porterebbe i capelli così, questo Nena non lo farebbe mai. Ora da spettatrice vedo le sue caratteristiche, quelle una donna cocciuta.

Il film parla di una trasformazione, di una formazione per cui è anche molto sfuggente come personaggio, si contraddice ma è proprio questa la sua particolarità. Forse è il film che ho vissuto più istintivamente e quando lo rivedo ho la sensazione che ci sia la vita dentro e che ognuno possa vedere ciò che più lo affascina.

I protagonisti del film

Parla Giorgia Cecere:

A parte Isabella, tutti gli altri che sono nel film non sono attori protagonisti. E’ stato un azzardo ma lo ritenevo necessario per costruire un mondo nuovo, inconsueto per lo spettatore. Volevo che si ritrovasse come la protagonista sin dall’inizio in qualcosa che non riecheggiasse con niente del nostro quotidiano e neanche di quello che abitualmente vediamo al cinema.

Sono state tutte persone generosissime: i bambini sono stati straordinari, molto più difficile invece per un adulto avere la generosità di sottoporsi anche a trattamenti forti. L’hanno fatto con uno strano amore per il cinema per cui io mi sono sentito a casa.

Erano tutti disponibili fino in fondo a tirar fuori con l’anima ciò che serviva per il film, provando anche un legittimo orgoglio quando ciò accadeva. Forse qualcuno di loro continuerà, per esempio Francesco Chiarello che nel film interpreta Giovanni.

Termina qui la prima parte dell’intervista a Giorgia Cecere ed Isabella Ragonese. Leggi qui la seconda ed ultima parte.

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