#Venezia74: Ella e John di Paolo Virzì

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#venezia74: Vecchietti alla rivalsa, verrebbe da dire. Ma sarebbe sminuire qualcosa di più. Una delle cose che si evince da questa Mostra del Cinema di Venezia è quanto la potenza e la bravura dei divi storici di Hollywood sia ancora grande e di quanto sia piacevole poterne assistere dentro storie costruite più per i personaggi-divi che per i personaggi delle storie stesse: è il caso, dopo Redford e Fonda, di Donald Sutherland e Helen Mirren all’interno della tredicesima pellicola del regista livornese Paolo Virzì (prima in lingua inglese): Ella e John, nelle sale italiane dal prossimo 25 Gennaio 2018, distribuito da 01.

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Ella e John

Virzì ha deciso di fare il passo. Diventa inevitabile per molti autori del nostro cinema ad un certo punto della loro carriera quella di tentare il ‘passo americano’, di fare il film in lingua. E Virzì ha dimostrato nei suoi ultimi lavori, forse Il capitale umano (2014) e La pazza gioia (2016) ne sono gli esempi più tangibili, di quanto fosse giunto ad una maturità nel raccontare anime e storie da aver bisogno di fare questo passo.

Ed eccolo qui, un anno dopo l’uscita fortunata de La Pazza Gioia che torna con Ella e John con due divi hollywoodiani: lui ogni giorno sempre più svampito e smemorato, lei con un cancro che la sta divorando, vivono la loro vita da ottantenni con due figli molto più apprensivi di quanto ormai non siano mai stati loro. E così i due decidono di fuggire per un viaggio on the road in camper, il loro ultimo viaggio insieme prima dell’happy ending.

Ella e John

Paolo Virzi regista di Ella e John

Con un sapore fortemente amaro parte così una storia che molto ha in comune con alcune opere di Virzì, più di tutte proprio La Pazza Gioia dove, al di là dei temi, li accomuna la leggerezza (con un sapore quasi alla Cameron Crowe) della semplicità, dove i dialoghi tra i due hanno un sapore sempre dolceamaro e brillantemente interpretato da un Donald Sutherland da Oscar e un Helen Mirren che, pur riconoscendo la profondità e il corpo dell’attore che lo accompagna, gli tiene testa in un gioco tra le parti che Virzì conduce bene.

Certo è da dire che questo progetto, all’interno della sua filmografia, non risulta certo un passo avanti e ci troviamo lontani dalla maturità tecnica fornita in quella perla che è Il capitale umano. Di certo, però, Virzì ha raggiunto una maturità in cui ha preferito non osare, non sbilanciarsi, raccontando la sua storia e donando un nuovo film adatto a tutti, di facile (e furba) commozione e che per questo forse tradisce una non totale bontà d’intenti ma sappiamo che Virzì, anche giustamente forse, ha sempre pensato alla propria linea autoriale quanto al pubblico che deve decidere di andare in un multiplex e scegliere il suo film. Ella e John è un film godibile e dalla lacrima facile e Virzì ha tenuto testa ai due colossi che si prestano da protagonisti alla sceneggiatura scritta dal regista con la Archibugi, Francesco Piccolo e Stephen Amidon. Ma non cercate altro da questo film perché non lo troverete qui.

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