Icone del cinema: Max Von Sydow – Terza Parte

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Continuiamo la lezione di cinema di Max Von Sydow. Dopo aver parlato degli esordi e della sua esperienza americana oggi ci parla del suo ultimo film Molto forte, incredibilmente vicino, nel quale interpreta una parte davvero molto particolare.

Un attore molto prolifico

Max Von Sydow, nella sua lunga carriera ha interpretato tantissimi film, ne ha diretto uno e ha lavorato tanto a teatro. Come è riuscito a gestire il tutto? La risposta nel video che segue:

Molto forte incredibilmente vicino

Nel video che segue Max Von Sydow spiega cosa l’affascinava del personaggio interpretato nel film di Stephen Daldry:

A New York è stata fondata un’associazione  che raccoglie persone direttamente coinvolte negli eventi dell’11 settembre si chiama Thursday Children, figli del martedì. Io e mia moglie abbiamo assistito alla proiezione di questo film insieme agli appartenenti dell’associazione ed è stata un’esperienza etremamente emozionante.

Al termine della proiezione tutti piangevano e mi si è avvicinata una donna con una ragazzina e mi ha chiesto ‘posso abbracciarla?‘ io ho risposto di si e poi guardando la ragazzina ha aggiunto ‘ha peso suo padre‘. Stephen Daldry ha lavorato tanto con gli appartententi a questa associazione ancor prima della produzione e realizzazione del film e questo è un aspetto molto importante.

Per la prima volta in Molto forte, incredibilmente vicino Sydow recita muto. Quanto è importante per un attore l’utilizzo della parola e come si è preparato al ruolo? Ecco la risposta:

In questo film effettiuvamente ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto prima cioè recitare in silenzio ma non credo ci siano differenze nel comunicare con o senza parole. Si comunica in ogni modo. Ho amato moltissimo recitare questa parte non ho cercato di riscontrare differenze psicologiche tra chi parla e chi non parla perchè il tema interessante nel film era un altro, era un film su due persone profondamente colpite da una grande catastrofe.

Il ragazzo aveva perso suo padre mentre l’inquilino che io interpreto aveva perso la sua famiglia, il suo amore, i suoi amici e ricordava ancora il terribile bombardamento di Dresda. Non so se a voi dica qualcosa ma a me si: è stato un terribile bombardamento avvenuto nel febbraio del 1945 poco prima della fine della seconda guerra mondiale. Gli alleati hanno lanciato bombe incendiarie sulla città di Dresda incessantemente per due giorni  e la città è praticamente scomparsa ci sono state 10000 vittime in soli due giorni molte di più rispetto a quelle dell’11 settembre.

Sia il ragazzo che l’anziano hanno provato uno shock. Il ragazzo poi tramite la chiave cerca di trovare qualcosa di suo padre mentre il nonno reagisce a questo shock punendosi e non parlando più.

Ci sono state varie discussioni durante la realizzazione del film perchè alcuni ritenevano che il personaggio dovesse parlare alla fine. Io ero contrario a questa opzione perchè il film doveva basarsi sul ragazzo e sul fatto che dovesse trovare qualcosa di positivo in questa storia.

In genere per un nuovo ruolo non guardo molto al mio passato e alle mie interpretazioni precedenti. Quando interpreto un ruolo sono interessato a quanto faccio in quel momento senza riferimenti alle mie esperienze attoriali precedenti. Mi piace fare cose che non ho mai fatto prima, certamente mi è capitato di avere pause di silenzio in altri film che ho interpretato ma mai sicuramente come in questo film.

Desidero ribadire che è stato molto interessante per me lavorare con Daldry che è anche regista teatrale e quindi in questo sento una profonda connessione con lui.

Mi è piaciuto molto interpretare questo ruolo. In italia sicuramente avrete visto e sentito parlare del film The artist. Quando questo ed il nostro film sono stati proiettati per la prima volta ad Hollywood, la stampa si è scatenata scrivendo che era accaduto che nello stesso tempo ci fossero due film con personaggi muti.

Però non ritengo si possa fare un confronto tra un film che è una imitazione dei film muti dove non si parlava perchè non esistevano i microfoni e raffrontarlo con un personaggio che decide di non parlare per motivi psicologici. Si tratta di due mondi diversi. The artist mi è piaciuto anche se non ritengo che i due film siano confrontabili.

Le domande del pubblico: come si diventa attori?

Ecco una domanda quasi ovvia per un attore come Max Von Sydow. Non altrettanto ovvia la risposta:

Un attore dovrebbe cercare di essere più sincero possibile ovviamente. E’ estremamente difficile descrivere cosa sia la recitazione, spiegarla, insegnarla. Bisogna farlo, farlo e continuare sempre a farlo non si può leggere come si può fare l’attore, bisogna farlo e sperimentare cercando sempre personaggi e stili diversi.

Un attore deve cercare di creare il momento perfetto, deve ricercare la sincerità, il contatto, cercare di trasmettere l’immagine del personaggio. E’ difficile parlarne, è difficile dire cosa sia l’arte della recitazione, un attore come artista è diverso da un pittore, uno scrittore perchè loro producono e alla fine possono osservare il risultato. Un attore è diverso, lui è lo strumento della propria arte e al contempo è anche il risultato, l’opera d’arte stessa, ma a volte, come in teatro, non può rivedere cosa ha creato, questo succede solo nei film.

Termina qui la terza parte della lezione di cinema di Max Von Sydow. Continua a leggere la quarta ed ultima parte.

 

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