Intervista a Stefania Montorsi, inteprete del film “La Ragazza del mondo” di Marco Danieli

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Stefania Montorsi, attrice di origini pugliesi, ha sempre vissuto a Roma, dove inizia a recitare nei teatri, per poi approdare al cinema nel 1993 con due film importanti “Le mille bolle blu” di Leone Pompucci ed “Arriva la Bufera” di Daniele Luchetti, con il quale stabilisce un sodalizio artistico e sentimentale, lavorando con lui anche nel film “La nostra vita” (2010).

L’abbiamo incontrata in occasione della conferenza stampa del film “La ragazza del mondo” di Marco Danieli, dove interpreta Costanza, la madre di Giulia (Sara Serraiocco), la protagonista del film. Il suo ruolo è molto duro, perché nella comunità dei Testimoni di Geova, quando una persona sceglie di uscirne, le regole sono molto ferree e questo comporta che poi tutte le relazioni familiari e di amicizia siano interrotte, e nessuno può parlare o avere contatti con loro.

Intervista a Stefania Montorsi

Nel film “La ragazza del mondo” tu sei la madre della protagonista. Come hai lavorato con il regista Marco Danieli,  per il tuo personaggio?

Stefania Montorsi: Appena ho letto la sceneggiatura ho pensato che volevo fare questo film, e questa è la prima cosa che ho detto a Marco Danieli. La sceneggiatura era già scritta molto bene e quindi non ho dovuto fare un grosso lavoro sul mio personaggio, che era molto ben costruito sulla carta. Il regista aveva già molto chiaro quali fossero i suoi pensieri, le sue intenzioni, il suo rapporto con i vari membri della famiglia ed in particolare con la figlia. Io ho soltanto aggiunto qualcosa di mio, che viene dalla mia storia. Durante la lavorazione pensavo a mia madre. Anche se lei non era una testimone di Geova, trasferivo nel personaggio di Costanza la sua rigidità.

Stefania Montorsi

nella foto da sinistra: Stefania Montorsi, Sara Serraiocco, Marco Danieli e Michele Riondino

Come hai affrontato il dolore di una madre che deve disconoscere una figlia?

Stefania Montorsi: Costanza è al tempo stesso molto affettuosa con le figlie, ma anche molto dura, come sono un po’ tutte le persone che fanno parte di questo movimento. Se tu sei dentro e segui le regole allora va tutto bene. Appena qualcuno tenta di uscire fuori dal loro mondo, i problemi diventano giganteschi perché non viene accettata nessuna deroga poiché i regolamenti sono molto rigidi. Per Costanza il momento più difficile è proprio il distacco fisico dalla figlia, perché il regolamento lo vieta. E mi sono chiesta come poteva essere possibile. Quella è stata una scena in cui ho sofferto molto ad interpretarla. Dover dire ad una figlia “Vergognati”. Ma di che? Di amare? Per affrontarla ho attinto molto dalla mia esperienza personale, sia di figlia che di madre.

Quanto la tua esperienza di madre ti ha aiutata per prepararti al ruolo?

Stefania Montorsi: Come madre mi sono chiesta se sia giusto cercare di influenzare i propri figli. Inconsciamente tutti lo facciamo con la scusa di dire “Lo faccio per il tuo bene”, e magari loro sono in un momento delicato della loro vita, in cui stanno cercando di trovare la propria identità anche al di fuori di quel bozzolo chiuso che è la famiglia. Noi genitori abbiamo più esperienza, vorremmo evitargli che facciano degli errori. Questo film mi ha insegnato che invece devono sbagliare per poter crescere. E’ un film che racconta una realtà particolare, ma in realtà è una metafora, che parla un po’ a tutti i genitori e a tutti i figli.

Stefania Montorsi

L’attrice Stefania Montorsi

Di solito su cosa  basi  la scelta dei ruoli?

Stefania Montorsi: Mi deve colpire la sceneggiatura. Se riesco a leggerla dall’inizio alla fine senza interruzioni, già è un buon segno. E’ fondamentale che mi trasporti nel suo mondo, come in questo caso. Inoltre è fondamentale anche il rapporto che si instaura con il regista. Nel caso di Marco, lui è molto intelligente e molto calmo, quindi lavorare con lui è stato un vero piacere.

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