Con La salita, Massimiliano Gallo debutta alla regia cinematografica firmando un film intenso e sorprendentemente maturo, che racconta una storia vera di rinascita attraverso l’arte. Presentato al BIF&ST 2026, il film si distingue per la sua capacità di unire memoria storica e racconto emotivo.
La salita
Ambientato nella Napoli del 1983, il film prende spunto da un fatto realmente accaduto: a causa del bradisismo, il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso e alcune detenute vengono trasferite temporaneamente nel carcere minorile di Nisida.
In questo contesto già complesso si inserisce la figura di Eduardo De Filippo, che decide di portare il teatro all’interno dell’istituto, avviando un laboratorio che coinvolge i giovani detenuti.
Il film segue in particolare l’incontro tra un ragazzo recluso e una detenuta, un rapporto che si sviluppa proprio grazie all’esperienza teatrale, trasformando uno spazio chiuso in un luogo di possibilità e cambiamento.
Il film presenta un cast corale di grande solidità, un ensemble che restituisce autenticità e profondità a una storia fortemente radicata nel territorio.
Il trailer del film
La salita – Un esordio di cuore di Massimiliano Gallo
La salita è un film che colpisce per sincerità e per la forza del suo messaggio. L’esordio alla regia di Massimiliano Gallo è sorprendentemente equilibrato: la narrazione evita ogni retorica e costruisce invece un racconto umano, fatto di sguardi, silenzi e piccole trasformazioni.
Il grande merito del film è quello di raccontare il carcere senza stereotipi: non come semplice luogo di detenzione, ma come spazio abitato da persone, ciascuna con la propria storia e possibilità di cambiamento. In questo senso, il teatro diventa il vero protagonista simbolico, un mezzo capace di aprire varchi dove sembravano esserci solo muri.
Il film si regge su un cast corale solido, in cui spicca la presenza di Roberta Caronia, intensa e misurata nel dare profondità emotiva al suo personaggio. Accanto a lei, uno degli elementi più interessanti del film è rappresentato dai giovani attori esordienti, che interpretano i detenuti con sorprendente autenticità. Le loro performance, spontanee e mai costruite, contribuiscono in modo decisivo al realismo della narrazione.
Completano il cast interpreti esperti come Mariano Rigillo nei panni di Eduardo De Filippo, figura che incarna l’idea di cultura come strumento di riscatto, e Gianfelice Imparato, che offrono ulteriore solidità all’insieme.
La regia sceglie uno stile sobrio, quasi discreto, che lascia spazio ai personaggi e alla storia. Il risultato è un film che emoziona senza forzare, accompagnando lo spettatore in una “salita” che è prima di tutto interiore.
Dal 9 aprile al cinema. Continua a leggere l’articolo dedicato alla conferenza stampa del film alla presenza di Massimiliano Gallo o gli altri articoli dedicati al BIF&ST 2026. Hai letto la recensione di A War on Women o Igor – L’eroe romantico del calcio?
