2Night: Un’auto. Una notte. Due vite.

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Arriva il prossimo 25 Maggio, dopo essere stato presentato nella sezione “Alice in città” all’ultimo Festival del cinema di Roma lo scorso Ottobre, il secondo lungometraggio di Ivan Silvestrini dopo la commedia Come Non detto (2012) e con protagonisti Matilde Gioli e Matteo Martari: 2Night.

2Night di Ivan Silvestrini

2Night di Ivan Silvestrini

2Night

Un Lui (Matteo Martari; La felicità è un sistema complesso) incontra una Lei (Matilde Gioli; Il capitale umano, The Startup), una sera, in una discoteca a sud di Roma. Si guardano. Si piacciono. Partono con l’auto di lui per raggiungere casa di lei e passare la notte insieme. Ma il loro viaggio sarà più lungo di quello che pensano.

Trailer del film “2Night”:

Minimalismo narrativo

Al di là dell’essere il remake dell’omonimo film di Roi Werner, 2Night nasce da presupposti di un cinema tanto caro a Richard Linklater (inevitabile il riferimento alla sua trilogia Prima dell’alba, Prima del tramonto, Prima di mezzanotte) o del Locke con Tom Hardy: se prendiamo il genere sentimentale della trilogia sopra citata e lo fondiamo con la location-automobile di Locke viene fuori proprio questo affascinante prodotto del regista romano Ivan Silvestrini che, reduce dal buon esordio con Come non detto e pronto per il mercato estero con il suo prossimo Monolith, decide di scegliere un progetto su commissione dal taglio indie e ricerca una Roma meno scontata per far perdere i suoi personaggi senza nome, archetipi di una generazione (quella dai 25 ai 35 anni) persa nei meandri di una società in cui con difficoltà vede una luce, una speranza, una via d’uscita.

Non a caso gli attori scelti sono non-romani, alieni di un luogo che li affascina e li spaventa ma che fondamentalmente non gli appartiene. Il racconto è classico, dal tramonto all’alba, e i caratteri (come di consueto) inevitabilmente opposti per provare a scoprirsi, conoscersi e magari crescere insieme prima che l’alba giunga e il mondo si risvegli.

Un'immagine di 2Night

Un’immagine di 2Night

La ricerca

In 2Night, Ivan Silvestrini (alla regia) e Davide Manca (alla fotografia) riescono a farci immergere nel racconto, a rendere dinamico e fascinoso l’insieme e a dare corpo alla bellezza di due attori che sanno lavorare bene seppur nell’ermetismo dei loro personaggi e nella costrizione narrativa del raccontarsi dentro un veicolo lungo i 74 minuti del film.

Un problema sostanziale, però, è da riscontrare nella sceneggiatura. Motivo per cui i pregi di cui sopra non reggono il confronto. Scritto da Antonio Manca, Antonella Lattanzi e Marco Danieli, il film si perde in tanti giri di parole a volte futili e nel caratterizzare due personaggi certamente diversi tra loro ma che rimangono preda di archetipi che non evolvono, fin troppo ermetici e senza il fascino di volerlo essere, quel mistero che ben si sarebbe accompagnato ai toni estetici che il film dona o quelle velature di grottesco che bene avrebbero accompagnato la scelta dell’archetipo.

Un'immagine di 2Night

Un’immagine di 2Night

L’esempio di riferimento sarebbe un Roman Polanski che, tra Venere in Pelliccia (2013) e Carnage (2011), riesce a dare forma, fascino, sfaccettature ed evoluzione ai (pochi) personaggi che presenta, sviscerando i dialoghi fino a farti perdere ogni cognizione temporale. Qui invece spesso le cose accadono perché devono accadere (come l’arrivo dell’ex di lei, interpretato da un sempre bravo Giulio Beranek [Lasciati Andare] che si vede però non crederci tanto dentro ad un dialogo di servizio all’avanzamento della storia) o i personaggi parlano dentro agli stereotipi del loro carattere senza mai raggiungere un climax per portarci alla fine della storia senza l’emozione che il cesellamento dei copioni di Linklater riesce a fare o un Locke di Steven Knight donava all’unico attore che portava avanti il suo film per 85 minuti.

Peccato, perché c’era davvero tutto per rendere questo film un piccolo cult. Complimenti a chi ha investito e creduto in un progetto come questo, parte di quell’alternativa sempre più centrale e voluta nel panorama cinematografico contemporaneo italiano.

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