Red Snake: la storia dolorosa di Nadia Murad

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Arriva in digitale dal 18 giugno Red Snake, il film drammatico e di guerra ispirato alla dolorosa storia vera di Nadia Murad, Premio Nobel per la Pace nel 2018.

Red Snake
La locandina di Red Snake

RED SNAKE

Red Snake segue la storia di una ragazza yazidi di nome Zara. Inizialmente ricca e benestante, viene rapita dopo un assedio nella propria città e viene venduta come schiava sessuale ad un guerriero jihadista. Zara è una combattente e riesce a scappare spinta dalla voglia di rivedere il proprio fratello, l’unico affetto ancora in vita. Nella sua fuga incontra e si unisce ad una squadra di combattenti tutta al femminile che combatte i guerriglieri dell’Isis…

Il trailer del film

 Red Snake: una storia da ascoltare

Quello che colpisce di più di Red Snake, oltre alla fotografia è la storia vera e dolorosa di Nadia Murad, attivista per i diritti umani che nel 2014 viene rapita e tenuta in ostaggio da parte dello stato islamico. Sono fatti molto vicini a noi, ma poco conosciuti. Fare questo film era una necessità: è una di quelle storie da dover raccontare e ascoltare.

‘Quando le donne si ribellano vengono cancellate dalla storia, cancellate dalla società e rimandate a casa a fare le schiave, ma non questa volta” è una citazione chiave nel film che ritroviamo anche nel trailer che diventa ridondante anche nella nostra testa, un affermazione difficile da accettare ma vera.

Il film è diretto da Caroline Fourest, regista di documentari che si è ispirata alla forza di queste forti combattenti che, invece di diventare vittime indifese dell’Isis, si sono unite alla resistenza curda. Le donne possono fare tutto, anche combattere da sole per i propri diritti o per i diritti di tutti. In Red Snakes, pur essendo un film tutto al femminile, viene detto che ”la rivoluzione non ha sesso”, essere liberi è un diritto di tutti, infatti le nostre combattenti sono tutte diverse tra loro, hanno varie origini e religioni e diversi ruoli. In questo film si segue soprattutto la vicenda di Zara che passa dall’essere una ragazza normale a una donna resiliente.

L’impronta documentaristica di Caroline Fourrest si percepisce in tutto il film, la regista ci fa vedere uno scorcio di realtà e come la guerra cambia le persone. Un’altra cosa che colpisce è la fotografia ineccepibile.

A chi consiglio questo film? A chi ama le storie vere o i film di guerra, e a chi è stufo di vedere una donzella in difficoltà che aspetta che l’eroe la venga a salvare.

SPOILER in questo film Zara si salva da sola, come molte altre donne. Forse l’emancipazione di Zara non sarà fantasmagorica come quella di Harley Quinn, ma merita di essere conosciuta.

 

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