Speciale intervista: incontro con i registi Lee Daniels e Bent Hamer

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In occasione dell’uscita dei film Precious e Tornando a casa per Natale, il nostro nuovo collaboratore Davide Cinfrignini ha avuto l’occasione di partecipare alle conferenza stampa dei registi di entrambi i film. Ecco cosa hanno raccontato.

Tornando a casa per Natale: parla il regista Bent Hamer

Il regista norvegese Bent Hamer ha presentato a Roma il suo sesto lungometraggio, Tornando a casa per Natale, rilasciando un’intervista esclusiva alla stampa subito dopo la proiezione del film. Hamer ha rivelato come fin dall’inizio non avesse intenzione di fare un film sul Natale, ma di come avesse pensato che l’atmosfera natalizia potesse essere una buona occasione per far vivere certe situazioni ai personaggi della sua pellicola.

A tal proposito è riuscito ad ottenere questa atmosfera anche grazie al supporto del compositore John Erik Kaada. I due, come racconta il regista di Factotum, hanno cominciato a lavorare sui suoni che avrebbero accompagnato le scene, sin dall’inizio delle riprese, lavorando più sull’effetto complessivo che sulla qualità della composizione singola. Per quanto riguarda la canzone finale, Home for Christmas, Kaada si è reso conto di non poterla cantare lui stesso, coinvolgendo nel progetto la giovane cantautrice di Oslo, Maria Mena.

Il regista Bent Hamer

Il regista Bent Hamer

Il film, che nel mercato norvegese ha ottenuto un buon risultato al box office, contiene dei riferimenti religiosi: sembra infatti che Hamer attraverso le vicende della coppia serbo-albanese abbia voluto fare riferimento alla storia di Giuseppe e Maria. Il regista norvegese attraverso questa pellicola ha voluto parlare principalmente della gente del suo paese, le ambientazioni lo hanno aiutato nel costruire un discorso sulla solitudine e su quanto essere soli possa essere connesso alla natura che ci circonda.

Per quanto riguarda gli inconvenienti tecnici, Hamer ha rivelato di aver scelto la Svezia come luogo delle riprese dopo un accurato studio per la precisa esigenza di avere la neve durante le riprese: ovviamente, come spesso capita, al momento di iniziare a girare la neve è venuta meno. In un primo momento gli è stata concessa della neve artificiale, dando dei grossi disagi per quanto riguarda le tempistiche di ripresa, poi successivamente il problema si è risolto con l’inizio delle nevicate invernali.

Una scena del film

Una scena del film

Precious: parla il regista Lee Daniels

Il regista e produttore di Precious, Lee Daniels, è riuscito finalmente a portare la sua seconda creatura cinematografica in Italia, grazie al fondamentale supporto della Fandango di Domenico Procacci. Subito dopo la proiezione del lungometraggio in esclusiva al Cinema Barberini di Roma e dopo più di 70 premi ritirati in tutto il mondo, il regista afroamericano si presenta alla stampa nostrana e parla con sincerità della sua vita, del film e dei suoi progetti futuri.

Precious per Daniels è un film molto personale, che considera particolarmente riuscito per la sua grande comprensione della violenza, visto che anche lui come la protagonista del film ha subito intimidazioni fisiche dal padre in età adolescenziale. Il regista di Shadowboxer racconta di un episodio che lo ha particolarmente scosso durante la sua infanzia: quando aveva sette anni una sua amica di colore si è presentata a casa sua nuda e piena di segni sul corpo dicendo “Mia mamma mi ucciderà prima o poi“. Daniels ci dice che vide per la prima volta il volto della madre spaventato, comprendendo quanto si sentisse impotente in quella situazione.

Il regista Lee Daniels

Il regista Lee Daniels

Parlando del cast, Daniels ci ha detto delle difficoltà che ha trovato nel scovare un’ attrice adatta al ruolo di Precious; in un primo momento dopo aver visonato più di 400 ragazze ne aveva selezionate 10, tutte molto simili al personaggio di Precious anche sul piano della vita privata. Quando è arrivato il momento di provinare Gabourey Sidibe, Daniels si è reso conto che la ragazza oltre ad essere molto brava non era come le altre ragazze visto che parlava come una bianca; così ha capito che scegliere le altre sarebbe stato come sfruttarle e per la parte ha scritturato Gabourey.

Parlandoci poi del rapporto con la Premio Oscar, Mo’nique, Daniels ci dice quanto tra i due ci sia una forte complicità e che per lui è molto facile dirigerla visto che segue fedelmente ogni sua indicazione. Nell’ultima scena del film però Mo’nique si è discostata da quello che le aveva indicato di fare: sembra infatti che Daniels avesse detto a lei alle altre due protagoniste (Gabourey Sidibe e Mariah Carey) che sulla scena non sarebbero dovute scendere lacrime; al momento di girare invece che lo stesso regista è scoppiato a piangere contagiando le tre attrici che hanno portato a termine la scena in un solo ciak.

L'attrice

L’attrice Mo’nique

Parlandoci dei suoi progetti futuri, Daniels ha raccontato che sta pensando di girare un musical ispirato a Le notti di Cabiria con un cast afroamericano e un film con al centro della vicenda la storia di un maggiordomo (“un Forrest Gump di colore“) che ha lavorato alla Casa Bianca tra la prima amministrazione Eisenhower e l’ultima amministrazione Nixon.

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