Kong-Skull Island: il Re è tornato!

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Il regista Jordan-Vogt Roberts ci riporta nella terribile Isola del Teschio. Questa volta non ci sono animali primitivi ad accoglierci, ma una divinità riposta nel più celebre scimmione gigante che il cinema abbia fagocitato, lasciando nell’oblio la mitica scalata all’Empire State Building. A contornare le ire di King Kong ci sono un gruppo di militari e ricercatori scientifici, guidati dal capitano James Conrad (Tom Hiddleston) e affiancati dalla pacifista fotoreporter Mason Weaver (Brie Larson). Tutto questo è Kong-Skull Island, nei cinema dal 9 marzo.

Kong-Skull Island

La sagoma di King Kong in ‘Kong-Skull Island’

Kong-Skull Island: onore al Re

È difficile dimenticarsi della storia originale della Bella e la Bestia, quando l’immaginario riposto nel mito celebrativo di King Kong ricade inesorabilmente nella mostruosa mano che stringe la proverbiale biondina di turno. Nel 1933, Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack diressero il primo lungometraggio originale, capostipite di una lunga tradizione che si è protratta per oltre ottant’anni. Si è passati dalla prima Anna interpretata da Fay Wray alla Dwan di una esordiente Jessica Lange, nel reboot omonimo prodotto da Dino De Laurentiis. Per goderci il primo King Kong in computer grafica dobbiamo aspettare il tocco magico di Peter Jackson, abile nel ricostruire la storia originale con una eclettica Naomi Watts ad interpretare l’attricetta Ann Darrow, di cui si innamora il mastodontico Re Kong. Il regista Jordan-Vogt Roberts ha nuovamente reimpastato tutti gli ingredienti, per deliberare una storia satura di un cliché che forse poteva scadere nel dissacratorio. Ma il risultato è stimolante.

Kong-Skull Island

L’imponente mole di King Kong, in una scena di ‘Kong-Skull Island’

La storia. Siamo nel bel mezzo di una battaglia aerea, durante la Seconda Guerra Mondiale. Due piloti si accaniscono sino all’ultima delle loro forze, anche una volta precipitati su di una misteriosa isola a sud del Pacifico. Mentre combattono all’arma bianca, una mano gigante li distoglie da quell’estenuante lotta: è l’imponente sagoma di un gorilla che redige la propria podestà sul territorio. Sono passati trent’anni e il conflitto del Vietnam ha segnato l’orgoglio di un esercito americano affranto da quella resa inaspettata. Quell’orgoglio è rappresentato dal tenente colonnello Preston Packard (un recidivo Samuel L. Jackson), entusiasta ad accettare di affiancare le proprie truppe alla spedizione scientifica diretta da William Randa (John Goodman), dedito a setacciare la sconosciuta Skull Island per scoprire cosa si nasconde tra le spire di quell’angolo di mondo ancora inesplorato. Per aiutarlo nell’impresa sostenuta dal governo americano, ci sono l’ex capitano del servizio aereo britannico Conrad e la fotoreporter Mason Weaver.

Kong-Skull Island

Tom Hiddleston e Brie Larson in una scena del film ‘Kong-Skull Island’

I primi esiti di quella spedizione sono disastrosi. Allo scoppiare delle prime detonazioni rilasciate dalla compagnia scientifica, l’enorme mole di King Kong appare ai loro occhi, distruggendo alcuni elicotteri e uccidendo una decina di militari. Questo innesca una miccia di odio implacabile nell’animo del tenente Packard, deciso a vendicare la morte dei propri uomini, a tutti i costi. Ma la conoscenza con Hank Marlow (un eclettico John C. Reilly), lo stesso militare sopravvissuto al duello aereo del precedente conflitto bellico, li informa della vera natura del dio Kong e della popolazione nativa, abitante nell’isola del Teschio. Kong non è altro che l’ultimo sopravvissuto di una specie che è minacciata da un’altra terribile stirpe di mostri carnivori, gli Strisciateschi, enormi rettiloidi che distruggono qualsiasi forma di vita presente nel territorio. Sarà proprio la battaglia tra le due razze giganti che vedrà decimare ancora di più la piccola compagnia di uomini rimasti in vita, soccorsi dal governo americano per riportarli a casa. Un lieto fine che riunirà Marlow alla propria famiglia e darà a Kong il dominio inesorabile del proprio regno.

Kong-Skull Island

Samuel L. Jackson in una scena del film ‘Kong-Skull Island’

Le prodezze grafiche virtuali sono di prim’ordine, come il cast diretto da un sapiente regista che con Kong-Skull Island ha voluto riappropriarsi di un mito setacciando il sapore agrodolce dei B-Movie d’annata. Merito degli stessi sceneggiatori Borenstein-Connolly-Gatins-Gilroy, abili nel destreggiarsi con dei dialoghi affilati e al limite della satira decadente. La tentazione di voltare la schiena a questa meticolosa ricostruzione può solleticare più volte lo spettatore, ma il carisma del protagonista ha sempre la meglio sul risultato finale del film. Ben vengano quindi gli effetti speciali a salvare le sorti di uno spin-off di ampio respiro, che vedrà proseguire il proprio cammino con altri due episodi dedicati a Godzilla: King of Monsters e Godzilla vs. Kong. Non ci resta che aspettare il nuovo grido di Kong.

Il trailer del film Kong: Skull Island

 

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