Anna di Charles-Olivier Michaud. Tra inferno e ritorno

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Di fatto uscito a ottobre del 2015 nel suo paese di origine, il Canada, Anna, arriva in ritardo in Italia, come spesso accade ai film non blockbuster o di cassetta ma con tematiche sociali o civili.

Anna di Charles-Olivier Michaud

Anna di Charles-Olivier Michaud

Anna

La storia, che non manca di descrizioni e scene non di rado brutali e cupe si concentra intorno alla protagonista principale, Anna appunto interpretata da una inappuntabile Anna Mouglalis, fotoreporter inviata in Tailandia per un servizio sulla tratta degli organi e sullo sfruttamento a fini sessuali di minori. Tematiche forti, scomode che non passano inosservate ai vertici di una malavita sporca e cattiva, del tutto priva di scrupoli che oltraggerà fisicamente la giornalista nel corpo e nell’anima.

Il periodo successivo alla violenza e alla nuova accettazione del sé, cambiato per sempre dai segni fisici permanenti è vissuto dalla donna a metà tra un desiderio di vendetta e la ferma intenzione di proseguire nella denuncia. La scoperta dell’uomo che di fatto ha reso possibile la sua condanna da parte della mala tailandese e il successivo riscatto spirituale di Anna danno alla pellicola una tenue luce di speranza in una storia che non vede quasi per niente raggi di sole.

Anna – il trailer

Il regista, il canadese Charles-Olivier Michaud, predilige per la pellicola scene in esterni ma con una luce opaca, stessa tonalità cupa che accompagna anche le scene in interni, quasi a voler sottolineare il buio dell’anima che pervade tutti i protagonisti della vicenda.

Diversi gli ambiti di genere in cui si potrebbe collocare la pellicola di Michaud: da una parte il percorso spirituale della protagonista prima spinta da una volontà a metà tra il desiderio di riportare una verità con la giusta distanza a un voyeurismo insito nell’attività di reporter poi invece destinata a un vero e proprio viaggio interiore dal buio alla luce; infine il thriller che porta Anna a indagare su chi ha voluto colpirla tanto dolorosamente fino alla triste e sconvolgente verità; infine la denuncia sociale verso un crimine altissimo che annualmente viola eu ccide vittime innocenti immolate al truce dio Denaro con la connivenza silenziosa di tutti.

Come ogni film sul sociale , Anna affronta il caso, getta la pietra ma ovviamente non può far nulla affinché ci sia un cambiamento. Scorrono le immagini sulle giovani vittime, molte viste a inizio pellicola. Anna ha imparato a capirsi, ha ripreso a scrivere e vuole continuare la lotta, ma la sua non può essere uno scontro contro i mulini a vento, è necessario che tutti ne prendano consapevolezza ed è questo il proposito del regista.

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