Cinemio incontra i registi emergenti: intervista a Davide Melini

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Il regista di oggi si chiama Davide Melini, italiano che vive in Spagna, ha poco più di trent’anni e da cinque lavora nel campo del cinema. Dopo qualche esperienza come assistente alla regia (è stato anche assistente di Dario Argento per La Terza Madre), nel 2006 gira i suoi primi cortometraggi: Amore Estremo e La Sceneggiatura. In questa intervista ci parla di The Puzzle, il suo penultimo cortometraggio.

La locandina del film

La locandina del film

The Puzzle

In poco più di 4 minuti Davide Melini costruisce un thriller d’effetto che riesce a tenere sulle spine lo spettatore dall’inizio alla fine. Il risultato è ottenuto solo grazie alla precisione della regia e della fotografia, e alle musiche, riducendo al minimo i dialoghi (a questo proposito, infatti, non è rilevante il fatto che il film sia in lingua inglese).

The Puzzle ha girato molti festival e ottenuto molte recensioni positive.Per maggiori informazioni è possibile vedere il blog del regista e del cortometraggio. Ma ora passiamo alle domande al regista:

Davide, come è nata l’idea del corto?

Tutto è cominciato nel dicembre del 2008, quando fui contattato da una casa di produzione italiana (la Bell Film) che intendeva offrirmi la regia di un lungometraggio thriller. Io, che dal 2007 vivo in Spagna, sarei dovuto tornare in Italia per presentare questo progetto al Ministero dei Beni Culturali di Roma, accompagnato ovviamente dai produttori del film. Dato che la mia ultima opera realizzata risaliva a due anni prima, ho sentito la necessità di fare qualcosa di più recente.

Scrissi molti soggetti, senza però trovare quello giusto. Ricordo perfettamente quel periodo nero! Quando vuoi realizzare qualcosa in modo forzato e il tempo è contro di te, non puoi fare altro che deprimerti. È esattamente quello che accadde a me. M’imposi una pausa. La mia mente necessitava di un periodo di riposo. E devo dire che è andata bene, perché senza stress ho potuto fantasticare con più tranquillità. Scrissi così questa storia, non sapendo poi che avrei scoperto – a distanza di anni – che esistono altri tre o quattro corti simili, un film vero e proprio e addirittura un libro. Ma questi sono i rischi che corre uno scrittore!

Alessandro Fornari

Il protagonista Alessandro Fornari

Quali sono state le difficoltà che hai avuto durante la lavorazione?

Comincio col dire che i miei film sono studiati sempre mesi e mesi prima. Poi, quando si gira, ogni componente della troupe sa già cosa fare. Nel caso specifico di The Puzzle sapevo che avrei avuto a disposizione una sola notte di riprese. Così spesi tre mesi in pre-produzione, studiando dettagliatamente il film (la location la conoscevo molto bene, visto che si trattava di casa mia!). Alla fine sapevo tutto: ogni movimento di camera, l’uso delle luci, la scenografia, i movimenti dell’attrice… sapevo già prima di girare come sarebbe venuto il montaggio finale!

Studiando il film nei minimi dettagli si riduce al minimo ogni spiacevole contrattempo. Ci sono persone che fanno film per hobby e altre che lo fanno per crescere. Io appartengo decisamente a questo secondo gruppo, pur avendo grande rispetto anche per il primo. Le riprese filarono lisce come l’olio. L’attore principale, Alessandro Fornari, per girare il film venne direttamente da Londra, città in cui risiedeva in quell’anno. Insomma – ripeto – tutto era stato studiato alla perfezione.

La protagonista Chachito Noguera

La protagonista Cachito Noguera

Si verificò un solo inconveniente: la rinuncia ad una scena durante i titoli di testa. Era un pezzo per me fondamentale, in cui si vedeva la protagonista (la brava Cachito Noguera) fare e risolvere un primo puzzle. Questa scena mi serviva per introdurre il personaggio e far capire la sua passione per i puzzle. Il tempo a disposizione, però, trascorse troppo velocemente, e alla fine – pur se a malincuore – dovetti rinunciare.

E dopo?

Dopo cominciò la post-produzione, che durò tre giorni in tutto. Avevo finalmente un nuovo film da presentare al Ministero dei Beni Culturali di Roma! In seguito cominciò ovviamente anche la distribuzione del corto, che ricevette ottime critiche sia nazionali che internazionali.

Una foto dal set

Una foto dal set

Quali sono i riconoscimenti più importanti che hai ricevuto?

Come detto in precedenza, il corto ha avuto ottime critiche, segnate da 14 finali di festival internazionali, con un terzo posto nel Festival Internazionale di Roma, e quasi quaranta recensioni da tutto il mondo (Italia, Spagna, Stati Uniti, Inghilterra e Germania). A marzo dello scorso anno The Puzzle ha fatto la sua prima apparizione in un cinema di Boston; a dicembre è stato proiettato per la prima volta in Italia (su Coming Soon Television); quest’anno è prevista l’uscita anche alla televisione spagnola.

Insomma, malgrado l’esiguità dei mezzi a disposizione, malgrado un budget di 300 euro, malgrado avessi una sola notte di riprese, e malgrado sia un corto che non supera i cinque minuti, è un progetto al quale mi sento molto affezionato.

Il regista Davide Melini

Il regista Davide Melini

Per concludere, faccio un in bocca al lupo a Davide Melini per i suoi progetti futuri e invito i lettori a leggere tutti gli altri articoli sui registi emergenti.

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