Speciale Sudestival 2017: In bici senza sella – parla il produttore Alessandro Giuggioli

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Nuovo appuntamento con il Sudestival 2017. Questa volta parliamo di In bici senza sella, film ad episodi i cui autori sono sette registi esordienti. A parlarcene, ospite del Festival, il produttore ed attore Alessandro Giuggioli.

In bici senza sella

In bici senza sella

In bici senza sella

Il film “In bici senza sella” racconta la piaga del precariato in Italia in 6 episodi della durata di 10-20 minuti. Il panorama lavorativo della penisola, asfittico ed instabile, viene analizzato secondo più punti di vista: dal ragazzo laureato e super qualificato che tenta invano di trovare un’occupazione, alla pregnante che, per non incorrere nel licenziamento, nasconde la gravidanza sotto gli abiti imbottiti. Le varie situazioni vengono esasperate e portate al limite del grottesco, offrendo al pubblico una commedia “agrodolce” che riesce a far ridere, pur trattando un tema abbastanza problematico. Gli episodi percorrono un tragitto ideale che termina con l’ottenimento del tanto agognato “posto fisso”, con l’ordinazione sacerdotale degli ultimi due protagonisti, che solo nell’ambiente ecclesiastico riescono a trovare una collocazione stabile. Nel complesso, il lungometraggio offre una visione surreale, ma non completamente distorta, degli affanni di una generazione vessata dall’incertezza occupazionale che, nonostante tutto, non vuole arrendersi.

Antonella Pinto, IV A SIA – Istituto tecnico economico Vito Sante Longo, Monopoli

In bici senza sella

L’attore e produttore di In bici senza sella Alessandro Giuggioli

Intervista al produttore ed attore Alessandro Giuggioli

Ciao Alessandro benvenuto su cinemio. In bici senza sella nasce da una tua idea. Vuoi raccontarci la genesi del film?

Il progetto nasce 4 anni fa. Ero appena tornato da Londra dove avevo vissuto per tre anni. Nell’ansia di trovare subito qualcosa da fare avevo mandato una sceneggiatura di un cortometraggio a varie produzioni. Una di queste, la Tandem Film mi ricontatta e mi invita per un colloquio. Dopo due ore il produttore della Tandem, Enzo Giulioli, mi fa “noi non produciamo corti, però mi sembri un ragazzo sveglio, ti va di imparare il mestiere di produttore?”. Naturalmente ho accettato. Devo veramente tutto ad Enzo, è stato non solo un grande insegnante, ma un vero e proprio mentore, se oggi posso dire di essere un produttore lo devo tutto a lui. Dopo i primi mesi mi sono subito reso conto delle difficoltà che può avere una produzione indipendente che investe sui giovani a trovare i finanziamenti per mettere su un film. Io di registi giovani, per la mia carriera di attore, ne conoscevo parecchi e tutti bravissimi, così li ho convocati in ufficio e ho proposto la mia idea: perché non facciamo un film ad episodi, come si faceva tanti anni fa, in modo tale da abbattere i costi, e riuscire a finanziare ogni episodio appena riuscivamo a raccogliere un po’ di soldi.

A cosa ti sei ispirato per la scelta del soggetto e per la stesura della sceneggiatura?

L’idea di affrontare il tema del Precariato era quasi una necessità, volevamo raccontarci, raccontare la nostra generazione e le difficoltà insormontabili che si trovava ad affrontare. Il film è stato scritto a più mani, ben 8. Interpellando tutta una serie di registi e sceneggiatori che come me hanno vissuto l’esperienza della profonda instabilità della nostra economia e che l’avrebbero potuta riportare nella maniera più efficace. Abbiamo semplicemente raccontato storie che ci erano capitate. Le abbiamo naturalmente un po’ romanzate, ma i fatti e gli avvenimenti raccontati nel film li abbiamo vissuti sulla nostra pelle. Il film, ripeto, nasce dall’idea e dalla necessità di raccontarsi: senza fronzoli, senza vittimismo, attraverso una specie di tragicomico grido di dolore, che intende spingere alla riflessione, divertendo.

In bici senza sella Sole Tonnini

La regista di In bici senza sella Sole Tonnini

Raccontaci un po’ la fase iniziale del progetto. Essendo un film ad episodi la produzione è stata finanziata in parte dal crowdfunding e ci sono contributi di ben 7 giovani registi.Come li hai selezionati e come hanno reagito all’idea del film?

Facendo l’attore fin da giovane avevo già lavorato o collaborato con diversi registi ed autori, che però ancora non erano riusciti a realizzare la propria opera prima, e per me era uno scandalo trattandosi di registi molto molto validi, così li ho chiamati ed invitati in ufficio per una riunione senza dirgli null’altro. Quando poi davanti a loro ho espresso la mia idea ho ricevuto il sostegno di tutti, anzi ho dovuto fermarli perché li per li stavano già iniziando a scrivere i vari episodi!!!! Il film è stato realizzato con un budget bassissimo, anche grazie ad una campagna di crowdfunding: con pochi e semplici mezzi digitali e sfruttando al massimo competenze e fantasia, per intervenire sui bisogni che man mano si andavano a creare sui set. Lo si è potuto realizzare grazie alla creatività e alla voglia di mettersi in gioco, oltre che alla profonda formazione, di tutti coloro che hanno partecipato al progetto. I primi registi a mettersi all’opera sono stati Sole Tonnini, Gianluca Mangiasciutti e Francesco Dafano, è grazie anche a loro lavoro e alla validità dei due primi episodi girati ( I Precari Della Notte, Il Parassita) se siamo riusciti ad attrarre un così grande interesse.

L'attrice di In bici senza sella Emanuela Mascherini

L’attrice di In bici senza sella Emanuela Mascherini

Del film sei produttore ed anche attore. Come hai gestito il doppio ruolo?

Diciamo che ho faticato un po’, i giorni in cui abbiamo girato le scene in cui recitavo sono stati giorni folli e faticosissimi, ma restano per me un’esperienza impareggiabile.

Hai avuto delle difficoltà?

Tutte quelle che si incontrano nel fare un prodotto con un decimo dei mezzi necessari…

L'attore di In bici senza sella Luca Scapparone

L’attore di In bici senza sella Luca Scapparone

Com’è andata la fase delle riprese? Ci sono aneddoti che ti va di raccontare?

Abbiamo dovuto correre parecchio sul set, il primo segreto per risparmiare è riuscire a girare tanto in pochi giorni e noi in quello siamo stati “dei treni”, alcuni episodi sono stati girati in meno di tre giorni, uno addirittura in un giorno e mezzo!!! Di aneddoti ne abbiamo tanti ma quello che preferisco raccontare è quello riguardante il Parassita. Necessitavamo della pioggia, e naturalmente non avevamo il budget necessario per potercela permettere. Così insieme a Luca Scapparone e Michele Bevilacqua ( i due protagonisti del Posto Fisso) ci siamo costruiti da soli una macchina della pioggia: qualche metro di tubo per innaffiare i giardini e dici ero di stecchetto di legno, devo ammettere che il risultato è Hollywoodiano!!!

Il film ha partecipato a numerosi festival. Com’è stato il riscontro di critica e pubblico? C’è un complimento o un’osservazione che ti è rimasta più nel cuore?

Il film ha vinto il Toronto Independent Film Festival come miglior film, è stato premiato da Cineteca Italiana come miglior film sulla tematica del Lavoro, poi ha partecipato al Festival di Roma, quello di San Paolo Brasile, è stato proiettato davanti a 1600 studenti della Sapienza ( vogliono ripetere l’evento anche alla Sorbonne di Parigi ), e ora è in concorso in tantissimi Festival. Mi fa piacere dire anche che sia il Festival di San Diego che quello di Miami ci hanno proposto un evento speciale per lanciare il film anche in America, il che avverrà a metà Maggio. La critica ha apprezzato moltissimo l’operazione, sono usciti tantissimi articoli e abbiamo ricevuto un’attenzione inimmaginabile!!! Inoltre il pubblico continua ad andarlo a vedere seppur a tanta distanza di tempo dall’uscita, e questo mi sta portando a preparare una sorpresa che però al momento ancora non posso comunicare!

La frase che mi è rimasta più nel cuore è quella che mi hanno detto due ragazzi all’uscita da un cinema in Toscana, mi hanno detto “ ma questo è un film straordinario!” e alla mia curiosità hanno risposto “perché questo è il NOSTRO film, la nostra vita, questo film CI RIGUARDA”, penso non me lo scorderò mai….

Il cast di In bici senza Sella al Sudestival con Michele Suma

Il cast di In bici senza Sella al Sudestival con Michele Suma

Com’è stata l’esperienza al Sudestival?

Essere presenti in un contesto di così alta qualità già era una grande soddisfazione. Non mi aspettavo però di tornare a Roma con un ricordo così bello!!! E’ stata una giornata che porterò con me per sempre. Avere l’occasione di presentare il film a una gruppo così nutrito di spettatori è cosa rara, se penso poi che più della metà di loro sono giovani o giovanissimi la cosa diventa unica! Si vede che dietro questo festival c’è il lavoro, lungo e appassionato di un gruppo di persone che amano il cinema nel vero senso della parola, e non come succede spesso in questi contesti per il suo lato “glamour” ma per il suo lato culturale e di insegnamento.

Di questo ringrazio il gran lavoro del Direttore Michele Suma e di tutto il suo bellissimo team, probabilmente se in Italia esistessero almeno 100 Suma il nostro settore non vivrebbe la crisi che sta vivendo, i cinema in tutta Italia sono pressoché vuoti, poi arrivi a Monopoli, una piccola città, e scopri che sono state organizzate dello stesso film ben tre proiezioni perché seppur la sala è grande (più di 400 spettatori) due sole proiezioni non bastano… Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non un grande In Bocca al Lupo per il Sudestival ormai maggiorenne, l’augurio di diventare ancora più importante e il grande desiderio di tornare!

Ringrazio Alessandro Giuggioli per aver risposto alle nostre domande e faccio, a nome di cinemio un in bocca al lupo al film In bici senza sella

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