Festival del film di Locarno 2009: diamo spazio ai registi emergenti italiani

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Questa settimana volevo segnalare un’interessante rassegna cinematografica che si sta svolgendo in questi giorni (dal 5 al 15 di agosto): Il Festival di Locarno; in televisione se ne sente parlare appena, anche se in realtà non sono bene informata perchè guardo molto poco la televisione, cosa che peraltro consiglio a tutti (si sta moglio meglio senza tv…).

Comunque ho appreso l’esistenza e il lavoro di due registi che secondo me meritano di essere visti e approfonditi e cioè: Pippo Delbono e Federica Di Giacomo. Si tratta di due registi soprattutto il primo molto apprezzato all’estero, ma scarsamente conosciuti in Italia; in particolare di Delbono sono i seguenti film che hanno avuto una scarsa distribuzione in Italia per questo non credo che molti di voi li avranno sentiti, e cioè: Il grido, La paura e Guerra.

Il film LES DERNIERS JOURS DU MONDE è stato proiettato in prima mondiale domenica 9 agosto sulla Piazza Grande

Il film LES DERNIERS JOURS DU MONDE è stato proiettato in prima mondiale domenica 9 agosto sulla Piazza Grande

Da quanto ho intuito (visto che devo essere sincera e purtroppo non li ho visti, ma rimedierò sicuramente, sperando di riuscirci) si tratta di un indagine sui problemi, quelli veri che l’Italia ha in questo momento, in particolare si parla della questione immigrazione (riferendosi al caso di Abba, ucciso a sprangate per aver rubato un pacco di biscotti), la decisione tutta italiana (e che ricorda tanto il fascismo) di inserire le ronde e molto altro ancora compresi i mostri della Corrida e quelli dei contenitori diurni della Rai.

la cantante giapponese Shoko Nakagawa esibitasi al Festival

la cantante giapponese Shoko Nakagawa esibitasi al Festival

E’ di Federica di Giacomo invece il film Housing, coprodotto da Raicinema, nel quale la regista insieme e grazie alle inchieste della giornalista Antonella Gaeta approfondisce il tema dell’emergenza casa in Italia soprattutto nelle regioni meridionali, dove le case popolari sono assegnate con il contagocce e quando finalmente si riescono a ottenere si ha una paura tremenda di perderla e per questo non si abbandonano mai. Quello che più interessa è il fatto che non c’è mai una divisione fra buoni e cattivi, in quanto si appartiene tutti allo stesso sistema e tutti si rimane schiacciati dallo stesso in un modo o nell’altro.

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