Lezione di cinema: Michael Radford, regista de Il postino

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E’ con molto piacere che oggi parliamo dell’inglese Michael Radford, regista de Il postino, al BIF&ST 2014 per parlare della sua carriera ed in particolar modo del film e del suo rapporto con Massimo Troisi, scomparso durante le riprese.

regista de il postino

Il regista de ‘Il postino’ Michael Radford

Michael Radford e Massimo Troisi

Il regista de Il postino Michael Radford ha dimostrato una generosità unica nel porre la doppia firma (sua e di Massimo Troisi) sul film. Dietro la preparazione del film ci sono però retroscena interessanti. Regista e attore si sono conosciuti e frequentati per anni prima di chiudersi in una stanza a lavorare alla sceneggiatura (cosa che è accaduta anche in California). Com’è stato il lavoro prima de Il postino? Per esempio pare che il regista avesse visto la genialità dell’attore in Ricomincio da tre. Michael Radford: Ho conosciuto Massimo perché il mio primo film raccontava guarda caso la storia di tre italiani prigionieri di guerra in Scozia. Si chiamava Another time, another place ed i protagonisti erano un napoletano, un romano ed un toscano. Loro parlavano italiano e gli scozzesi parlavano in scozzese e non si capivano. Era il mio primo film, avevo pochi soldi, ed una persona che conosceva bene l’Italia mi aveva detto che c’era una star napoletana che avrebbe potuto fare il ruolo del napoletano: era Massimo Troisi. Al festival di Edimburgo ho visto il suo film Ricomincio da tre che ho trovato molto divertente e ho notato anche che lui aveva un sense of humor molto vicino all’ironia inglese, cioè con molto sotto-testo. In questo video il regista racconta come ha incontrato Massimo Troisi e come, insieme, hanno trovato un soggetto su cui lavorare:

L’Italia e gli italiani

Il suo primo lungometraggio, il bellissimo film Another time, another place, fatto dopo una serie di studi e di lavori per la BBC (come un bellissimo documentario su Van Morrison, cantautore irlandese), vide come interprete principale un attore napoletano molto diverso da Massimo Troisi (tra l’altro anche un po’ più bassino): Giovanni Mauriello, che è stato per anni una delle voci principali della Nuova Compagnia di Canto Popolare e ha fatto poco cinema ma, nonostante ciò, in quel film fu davvero straordinario. Another time, another place è un film di incontri tra sconosciuti, tra persone diverse e dimostra come Michael Radford abbia da sempre avuto la curiosità di conoscere altre culture. Ha fatto recentemente anche un film in Spagna, in Italia è stato il regista de Il postino, ma anche de Il mercante di Venezia, ha un grandioso legame con la letteratura. Cosa piace al regista de Il postino, non dell’Italia ma degli artisti italiani, dei narratori, degli autori italiani?

La lezione di cinema di Michael Radford

La lezione di cinema di Michael Radford

Michael Radford: E’ quella umanità, che c’era anche nelle commedie del secolo scorso, anche se ora purtroppo non è più lo stesso. Però all’epoca quello fu il più grande cinema del mondo con una ventina di grandi registi, evidenza che non si può dire di nessun altro paese. E poi c’è l’umanità, il sense of humor che trova piacere nelle piccole cose della vita, in queste piccole cose della gente modesta nelle quali esistono tutti i grandi temi del cinema dell’umanità, non solo nei film al 100% d’autore come i film di Fellini o di Antonioni o Vittorio De Sica. Io ho avuto il piacere di rivedere I Soliti ignoti, che film straordinario! Fa ridere e contemporaneamente c’è un’empatia con l’umanità. E facendo questo film ho scoperto che a Napoli sono tutti attori, sono capaci facilmente di esprimere quella sensibilità, è gente che ha sofferto durante tutta la storia di Napoli come tutto il sud, il mezzogiorno in generale (anche se io conosco meglio Napoli). Hanno sofferto e quella sofferenza gli dà una profondità dello spirito. Recentemente ho fatto un film sulla guerra civile in Spagna. Non volevo fare un film politico, è anche politico, ma non volevo usarlo per dire la destra era da un lato e gli altri dall’altro. Volevo fare un film di questo tipo: un soldato in guerra ha un solo scopo, sopravvivere e tornare a casa e la mia era la storia di un soldato dei franchisti (franchista perché il suo paese era di destra ma suo fratello per esempio era dall’altra parte) che voleva rubare un mulo sul campo di battaglia e portarlo a casa perché per lui era un grande sogno. Questa era una storia che mi incantava perché raccontava veramente qualcosa dell’umanità… e ritorno sempre su quel tema.

Michael Radford durante la lezione di cinema

Michael Radford durante la lezione di cinema

Massimo Troisi: il lavoro sul set

Nel video che segue il regista de Il postino racconta come ha lavorato sul set del film con Massimo Troisi, come si sono scoperti e hanno affrontato questo lavoro in modo cadenzato:

Cittadino del mondo

In questo video il regista parla di se’ e di come ha amato girare per il mondo ed in particolar modo in Italia, e di come ama affrontare i luoghi comuni dei popoli per smontarli e mostrarne la vera essenza. Infine racconta un aneddoto di una zingara che gli ha parlato dell’Italia: Termina qui la prima parte della lezione di cinema di Michael Radford, regista de Il postino. Continua a leggere la seconda parte.

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