The Beauty è una serie televisiva del 2026 ideata da Ryan Murphy e Matt Hodgson, con protagonisti Ashton Kutcher, Evan Peters e Rebecca Hall. La serie uscirà in Italia su Disney+ a partire dal 22 gennaio.
-Articolo di Michele Scarperia
The Beauty
La serie ci parla di due agenti FBI che indagano sulla misteriosa morte di una top model, scoprendo una cospirazione che mette in pericolo gli equilibri mondiali dietro.
Il trailer del film
Il racconto dell’ossessione per la bellezza
The Beauty di Ryan Murphy è una serie straordinaria e profondamente disturbante, un’opera che usa il linguaggio del body horror per sezionare l’ossessione contemporanea per il corpo, la bellezza e il sesso, ma soprattutto per raccontare una società che ha smarrito il valore simbolico dell’amore e del dialogo. Murphy costruisce un universo in cui il desiderio non è più relazione, ma mero consumo, nel quale il corpo diventa terreno di controllo, punizione, tortura e potere.
Ma oltre al tema già citato, questa serie parla di COVID e gestione derivante da esso, declina l’ossessione per la bellezza a vero e proprio virus di livello mondiale.
Il clamoroso secondo episodio, che rimane l’apice della serie, segna un punto di non ritorno: prima ancora dell’evento chiave, è il dialogo tra i due protagonisti a perdere senso, a svuotarsi, come se i personaggi fossero già condannati e lo sapessero. Da lì in avanti la serie accelera senza mai perdere lucidità, alternano azione a sequenze volutamente disturbanti con una regia sempre precisa. Murphy dimostra di sapere governare il caos, sia tecnicamente che narrativamente, trasformano l’eccesso in linguaggio.
Un secondo climax lo abbiamo nel nono episodio, celebrazione totale dell’amore e del sentimento puro coronato da una delle scene di sesso meglio girate e montate che abbia visto in televisione, di una delicatezza rara con la musica che si incastra alla perfezione con i gemiti dei protagonisti, gli attori che dimostrano una chimica eccezionale e tanto altro, non eccitante ma toccante. Scena seguita poi da una delle sequenze più disturbanti del prodotto, rimane sempre una serie di Ryan Murphy, e da un colpo di scena notevole. Episodio che dimostra come questa serie riesca a parlare bene anche di amore, mostrandoci la povertà dei rapporti occasionali (mostrati non a caso sempre in modo sterile e freddo) e la ricchezza di trovare la propria persona (mostrandoci com’è veramente fare l’amore). E tanti come me, purtroppo o per fortuna, capiranno e vivranno appieno ciò che Ryan Murphy ci dice con le immagini.
The Beauty – Estetica di Murphy in purezza
L’estetica è totalmente murphyana: patinata e marcia allo stesso tempo, seducente, eccitante ma repellente, rappresentate dell’ossessione che lo stesso Murphy ha per il corpo. Le citazioni body horror, da Cronenberg a Carpenter, non sono mai solo esercizio di stile, ma servono a rafforzare un discorso coerente sul corpo come spazio sociale. The Beauty ovviamente ricorderà a tutti il recente The Substance, ma in questo caso il focus viene spostato sulla nostra quotidianità legata alla fissa per la bellezza, colpendo così più vicino lo spettatore.
Il cuore tematico della serie è feroce, al contrario di The Substance qui Murphy affronta i mostri della società contemporanea che viviamo ogni singolo giorno. Sviscera concetti come “incel” e “chad” presentadoli come sintomi tossici di una generazione deformata dal culto dell’apparenza, amplificato al massimo dai social. Non a caso questi termini sono messi in bocca a un personaggio estremamente negativo, quasi a denunciarne l’orrore intrinseco. La serie parla di secrezioni, di fluidi, di carne che si ribella, e arriva persino a demonizzare un certo tipo di sesso, non per becero moralismo ma per mostrane la deriva disumanizzante.
La forza dei protagonisti e l’impianto mistery
La dinamica tra Evan Peters e Rebecca Hall è uno dei punti di forza dei primi episodi: tesa, ambigua, magnetica. La componente mistery legata a loro funziona e tiene incollati allo schermo, alimentando una narrazione che non ha mai paura di sporcarsi le man, anzi. Menzione positiva anche per il personaggio di Ashton Kutcher su cui non posso dire troppo per evitare spoiler.
I cameo, legati al mondo della moda (anch’esso criticato sulla scia lunga di Neon Demon (2016) di Refn), come quello di Bella Hadid, sono intelligenti e mai gratuiti, perfettamente integrati in un mondo che vive anche di superfici e icone.
Conclusione
Nel finale, Murphy non cerca consolazione. The Beauty si chiude come si è sempre raccontata: lasciando lo spettatore inquieto, costretto a guardare il riflesso di una società che ha fatto della bellezza un’arma e del corpo un campo di battaglia. Non offre mai risposte rassicuranti, ma una domanda urgente: quanto siamo disposti a distruggerci per essere desiderati e ammirati? Una serie che non si limita a provocare, ma incide.
