Bentornato papà – raccontare il dramma

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Bentornato Papà è un film del 2021 diretto e interpretato dall’attore Domenico Fortunato, presentato in anteprima al Bif&st 2021 e in uscita in sala il 7 ottobre. Nel cast troviamo anche il giovane attore in rampa di lancio Riccardo Mandolini, Donatella Finocchiaro, Giuliana Simeone e Giorgio Colangeli.

Bentornato papà
Bentornato papà

Bentornato papà

Il film racconta di questa famiglia pugliese composta dal padre Franco (interpretato dallo stesso regista Domenico Fortunato) un uomo nel culmine della sua carriera appena promosso a manager. La moglie Anna (Donatella Finocchiaro) una madre apprensiva innamorata della sua famiglia, il figlio Andrea (Riccardo Mandolini) un ragazzo che studia a Roma svolgendo parallelamente l’attività da DJ, la figlia Alessandra (Giuliana Simeone) una ragazza sensibile che studia col sogno di diventare maestra e infine il fratello di Franco, Silvano (Giorgio Colangeli) meno presente dei protagonisti elencati.

Durante il soggiorno di Andrea nella casa in Puglia dei genitori la famiglia viene sconvolta da un tragico avvenimento, Franco viene colpito da un ictus fulminante che lo costringe al ricovero d’urgenza. Da questo momento in poi il film è ambientato prevalentemente all’interno dell’ospedale e mette in gioco dinamiche familiari e emozioni fino a quel momento mai provate dai personaggi.

Al ricco cast da questo avvenimento si uniscono Dino Abbrescia, il vicino di stanza di Franco in ospedale e la figlia Silvia Mazzieri.

Il trailer del film

L’impatto delle tematiche

Il film fa riflettere lo spettatore su vari piani, in primis attraverso il personaggio di Andrea che ci fa capire quanto sia importante la famiglia e di quanto talvolta non lo si riesce a capire finché non si rischia di perderla, in questo è stato bravo Riccardo Mandolini rendendo alla grande prima il distaccamento e poi il dolore.

La pellicola sottolinea la caducità della vita, come da un momento all’altro si può rischiare di perderla evidenziando ciò con un ottimo montaggio che mette in sequenza la promozione di Franco a lavoro e subito dopo il tragico momento dell’ictus mostrandoci quanto sia breve il passo dalla sedia di un ufficio al letto d’ospedale.

Il film è un’altalena di emozioni, ogni volta che mostra i personaggi felici ne segue un evento tragico che rimischia le carte in tavola. I personaggi funzionano bene riescono a rendere a pieno le emozioni provate, compito per nulla semplice data la carica emotiva della pellicola.

Bentornato papà
Donatella FInocchiaro, Giuliana Simeone e Domenico Fortunato al BIF&ST. Foto di Antonella Molinaro

Bentornato papà, prova registica di Domenico Fortunato

Domenico Fortunato se la cava bene anche dietro la macchina da presa riuscendo a rendere dinamica anche un ambientazione apparentemente statica come l’ospedale e condendo il film con un paio di mini piani sequenza con la macchina che rotea di 360 gradi che evidenziano molto bene due momenti cruciali del film.

Interessante anche la scelta registica di far vedere il ricovero e l’operazione dal punto di vista di Franco. Purtroppo per quanto Riccardo Mandolini sia stato bravo a rendere bene il rapporto con la famiglia e il padre non si può dire lo stesso per quello con il personaggio di Silvia Mazzieri, un rapporto che si sviluppa troppo in fretta e che fa venire a galla tutti i limiti attoriali dei due giovani condito da scene melense opinabili.

La colonna sonora è forse la parte migliore del film, sempre in tono con ciò che vediamo sullo schermo, per la maggior parte delle volte composta da pianoforte e violini che evidenziano la tragicità della pellicola.

Domenico Fortunato mette in scena una storia vera, che purtroppo potremo vivere tutti un giorno, ci mette davanti alla fragilità della vita e di come la famiglia può renderla più solida. Un film con una forte carica emotiva che culmina in un monologo finale struggente che strapperà qualche lacrima al pubblico in sala.

Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al BIF&ST 2021 e l’articolo con le interviste ai protagonisti.

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