Insidious-Fuori dall’altrove è un film del 2026, di genere horror, diretto da Jacob Chase con protagonisti Amelia Eve e Brandon Perea. La pellicola esce in sala il 19 agosto, distribuita da Sony Pictures.
-Articolo di Michele Scarperia
Quest’opera rappresenta il sequel diretto di Insidious-The red door (2023) e il sesto film del franchise.
Insidious-Fuori dall’altrove
Il film ci parla di Gemma (Amelia Eve), una giovane madre dentista che cresce la propria figlia all’interno della casa in cui è nata, portando con sé un profondo trauma.
Il trailer del film
Insidious, non c’era più bisogno
C’è qualcosa di quasi commuovente nel modo in cui Insidious continua, imperterrito, a bussare alla porta dell’orrore contemporaneo. Solo che, arrivati al sesto capitolo, viene da chiedersi se qualcuno abbia mai pensato di non aprirgli. Insidious-Fuori dall’altrove prova almeno a cambiare un minimo, le regole del gioco.
Dopo averci abituato all’idea di un mondo parallelo nel quale i vivi possono perdersi e i morti aspettarli, il regista ribalta la prospettiva: stavolta non siamo noi a entrare nell’Altrove, è l’Altrove a trovare il modo per venire da noi. Sulla carta, l’idea funziona. E per qualche scampolo anche sullo schermo.
Il problema è che il franchise Insidious sembra ormai conoscere talmente bene la propria grammatica da essere diventato incapace di sorprendere. Ogni porta che cigola, ogni corridoio buio, ogni silenzio e ogni figura che compare sullo sfondo sono prevedibili. Il film sa come costruire uno spavento, ma troppo spesso sembra sapere anche esattamente quando dovremo spaventarci noi. E così il terrore diventa solo abitudine.
Le “novità” o quelle che sembrano tali
La scelta di abbandonare la famiglia Lambert e affidarsi ai nuovi personaggi è probabilmente la decisione più intelligente del film: invece di continuare a spremere una storia già vista, quest’opera prova almeno a chiedersi cosa possa esserci ancora dall’altra parte della porta. La risposta, però, non è sempre all’altezza della domanda.
Perché le novità del film sopra elencate, avrebbero potuto trasformarlo in qualcosa di più sporco e disturbante. Invece quest’opera si muove su codici fin troppo familiari, come se anche i demoni avessero ricevuto una sorta di scaletta da rispettare. Ci sono momenti efficaci, alcune immagini riuscite e un’atmosfera che funziona, ma manca quella sensazione di pericolo autentico che aveva reso memorabile il primo capitolo.
Non è un horror brutto. Sarebbe ingeneroso definirlo tale. E’ un film che sa fare il suo mestiere, ma anche che sembra avere più paura di tradire lo spettatore che di spaventarlo e sorprenderlo davvero. Alla fine, l’Altrove resta un luogo affascinante proprio perché non dovrebbe essere completamente comprensibile. Questo lungometraggio, invece, continua a illuminarlo con una torcia sempre più potente. E quando illumini troppo un mostro, prima o poi smette di fare paura.
