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Hamnet – Nel nome del figlio – Chloé Zhao verso il secondo Oscar

Hamnet – Nel nome del figlio è un film del 2026 diretto da Chloé Zhao, con protagonisti Paul Mescal e Jessie Buckley. Il lungometraggio distribuito da Universal Pictures uscirà solo in sala a partire dal5 febbraio.

-Articolo di Michele Scarperia

Il film è stato presentato al 50esimo Toronto Film Festival e alla 20esima Festa del Cinema di Roma, inoltre durante la notte dei Golden Globe ha ricevuto il premio come miglior film drammatico e migliore attrice protagonista a Jesse Buckley.

Hamnet

Hamnet – Nel nome del figlio

Quest’opera racconta la storia che ha ispirato la creazione del capolavoro di William Shakspeare, Amleto.

Il trailer del film

L’importanza vitale dell’arte

Con Hamnet Chloé Zhao porta al cinema l’adattamento dell’acclamato romanzo di Maggie O’Farrell, Nel nome del figlio – Hamnet, esplorando con delicatezza e intensità la tragedia personale che sta dietro la creazione di uno dei capolavori più immortali della letteratura: Amleto.

All’inizio, tuttavia, il film fa tanta fatica a partire. Il ritmo è compassato, e la costruzione del climax emotivo non emerge con quella progressione naturale e coinvolgente che ci si potrebbe aspettare. Per i primi minuti lo spettatore può avvertire una certa resistenza ad entrare nella vicenda: la messa in scena è riflessiva, rarefatta, e risulta difficile farsi avvolgere immediatamente dalla narrazione.

Ma superata la prima metà arrivando alla scena cardine della perdita, Hamnet finalmente esplode. E’ qui che la storia trova il suo cuore pulsante: l’elaborazione del lutto da parte di una madre e di un padre. La differenza nei modi di affrontare la perdita, l’istintività ferina di Agnes contro la riservatezza più ragionata di William, diventa il nucleo dell’opera offrendoci una visione potente e umana della sofferenza.

Nel finale, poi, la funzione salvifica dell’arte si rivela con tutta la sua forza. E’ attraverso il teatro e la creazione artistica che la memoria del figlio vivo, non restando solo nel cuore di chi lo ha amato, ma acquisendo una dimensione universale, condivisa e immortale. Questo elemento è il punto più alto dell’opera.

Hamnet – Recitazione, tecnica e conclusioni

Dal punto di vista recitativo, Hamnet vive grazie a due incredibili performance. Paul Mescal è intenso e misurato nel ruolo di William, ma è Jesse Buckley a dominare incontrastata la scena: la sua Agnes è carna, anima e dolore, un ritratto di maternità e perdita che ha già valso alla Buckley il Golden Globe e la lancia verso l’Oscar.

Tecnicamente, come tipico di Chloé Zhao, è un lavoro di grande eleganza. La fotografia di Lukasz Zal tratteggia paesaggi e interni con un lirismo che trasforma ogni inquadratura in poesia visiva, mentre la colonna sonora di Max Richter accompagna il flusso emotivo con toccante sensibilità. La regia di Chloé Zhao mostra le sue capacità nel fondere introspezione e emozione, lavorando su tempi, sguardi e silenzi.

Hamnet è un film che richiede pazienza e apertura emotiva, ma che ripaga con un’esperienza intensa e umana. Un’opera che conferma Chloé Zhao come una delle voci più rilevanti del panorama contemporaneo.

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