Song to Song: Vita, gioia e dolore… a tempo di Rock

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Il cinema di Terrence Malick, ermetico e minimalista, torna a far parlare di se. Questa volta tutto si racconta attraverso le emozioni e i sentimenti dei suoi protagonisti, in un ambiente musicale scrutato a occhi socchiusi. Un triangolo insolito, dove si muovono funambolici Rooney Mara, Ryan Gosling e Michael Fassbender, alfieri di un male di vivere che cercano di allontanare dalla propria realtà, plastica e affannosamente imperfetta nella sua sintetica costruzione. Contornati da un presagio documentaristico che ci lascia perplessi e angosciati, tutto parla con le parole soffocate dalla musica che anestetizza e si ribella… magicamente. A sei anni dalla Palma d’oro di Cannes, con The Tree of Life, arriva nelle sale, dal 10 maggio, Song to Song.

La locandina del film 'Song to Song'

La locandina del film ‘Song to Song’

Song to Song

I temi della morte e dell’amore sembrano rincorrersi, incessantemente. Anche quando la storia non sembra raccontata dai suoi protagonisti. Ma eppure esiste, nascosta dietro un muro di vetro che nasce dalla terra e dal cemento. Elementi così differenti, che fuggono e si nascondono tra la folla che grida i propri idoli. La musica come tema narrante e filo logico di un racconto che sembra sempre cercare un senso di esistenza concreta, così come la conosce lo stesso regista. Il Malick musicista, che pochi possono conoscere realmente a fondo, oggi si fa scoprire. E si serve dei corpi lisci e perfetti di quei protagonisti che si esplorano con gli occhi e la pelle. Perennemente fragili e costruiti nelle loro ambizioni. Così si muove Faye (Rooney Mara), giovane anima disincantata che ama la vita oltre l’amore. Inseguendolo e cercandolo attraverso il carisma di un discografico scaltro e magnetico (Michael Fassbender), che la seduce senza inibizioni.

Rooney Mara in una scena del film 'Song to Song'

Rooney Mara in una scena del film ‘Song to Song’

La disincantata anima di una musicista che si scopre innamorata di un uomo di successo che la conduce in un gioco di seduzione, pulito e avido di scoprirsi. Allora le parole non servono più. Allora tutto diventa ricerca di una identità trafugata dalla stessa vita. Perché il palco ha le sue regole, che con la realtà profanata dai fan non ha nulla a che fare. Ecco che si scoprono seducenti tra i miti che frequentano con naturale compostezza. La elettrizzante nevrosi di Iggy Pop o il magnetismo di John Lydon sembrano accomodare chi vuole emergere dalle loro vite assorbite. Uomini e dei che si uniscono in un gioco da cui è difficile uscirne integri e distaccati da quella bellezza che rifugge nell’oblio della perdizione a tutti i costi. Così come Faye arriva a conoscere BV (Ryan Gosling), musicista in cerca di una conferma delle proprie qualità. Quelle qualità in cui crede Cook-Fassbender.

Rooney Mara, Michael Fassbender e Ryan Gosling in una scena del film 'Song to Song'

Rooney Mara, Michael Fassbender e Ryan Gosling in una scena del film ‘Song to Song’

Il triangolo si compie, ma senza che la contesa si possa tramutare in odio. Elementi che si cercano, perdendosi nella loro follia di vivere un sogno che sembra distaccarsi da quella musica che inseguono. Perché l’amore ha le sue regole. Anche quando quelle regole sembrano essere fatte per essere abbattute. Cellule impazzite di un puzzle che si osserva da lontano, per poi avvicinarsi e spiare ogni singolo tassello in controluce. Ogni curva, spessore ha una precisa ragione di essere. Come Cook incontra Rhonda (Natalie Portman), cameriera che ha abbandonato l’insegnamento per una vita fatta di ragioni senza senso. Allora il meccanismo della seduzione innesca un rituale che si riconduce a quella voglia di annullarsi che tutto rigenera. Per allontanarsi nuovamente e cercare nuove frontiere di un sesso che sembra pudico e senza spregiudicatezze. Per BV vuol dire cercare una tranquillità interiore attraverso gli occhi di Amanda (Cate Blanchett), rifugiandosi nei valori della famiglia, anche con un padre malato terminale e un fratello che sembra così lontano dal suo mondo artificiale.

Michael Fassbender e Natalie Portman in una scena del film 'Song to Song'

Michael Fassbender e Natalie Portman in una scena del film ‘Song to Song’

Le esperienze di Terrence Malick si innestano profondamente nell’ampia tessitura di una storia che traspira con i pori che affondano come radici che hanno bisogno di acqua e sale. Come le lacrime che scendono a occhi socchiusi e a labbra strette. Perché il dolore non ha un nome e i pensieri sembrano sempre parlare con la voce del cuore. Quei sentimenti che si legano alla musica, nella forza rigenerante di una Patti Smith che ammonisce la vita con la forza struggente della propria malinconia. Un film impeccabile, che appartiene alla cultura di un regista capace di raccontarsi con disincanto e sostituendo lo sguardo alla macchina da presa, dove tutto è a caduta libera… di canzone in canzone.

Il trailer del film Song to song

 

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