Prima di domani: quattro amiche, una morte e…

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Quando la morte può essere l’inizio di una ricerca interiore fatta di determinazione a dare un senso al significato della vita. La regista Ry Russo-Young, con soli tre film all’attivo, ha saputo adattare, per il grande schermo, la parabola spirituale scritta dalla giovane autrice Lauren Olivier e pubblicata nel 2011 con il titolo di ‘E finalmente ti dirò addio’. Una storia che cavalca l’onda del mondo adolescenziale, rappresentato da quattro amiche su cui ruotano amori, desideri, segreti e una morte precoce. Quella morte che spezza l’incantesimo delle loro esistenze per innescare un circolo vizioso rimesso in un giorno che si ripete all’infinito. Redenzione? Follia? Sogno? È quello che dovrà scoprire la giovane Sam (Zoey Deutch), indifesa e chiusa nel suo abulico mondo perfetto costruito intorno alle amiche e alla sua famiglia. Prima di domani è nelle sale dal 19 luglio.

La locandina del film 'Prima di domani'

La locandina del film ‘Prima di domani’

Prima di Domani

Il primo richiamo assoluto ricade nel riuscito ‘Ricomincio da capo’, diretto nel 1993 da Harold Ramis, con un Bill Murray che si vede costretto a ripetere all’infinito un’assurda giornata di lavoro, per imparare a migliorarsi. O meglio, trovare il tempo per potersi ricostruire. Quello che accade nel romanzo dell’autrice Lauren Olivier, proiettando sette giornate sistematiche che si susseguono dopo la fatale morte che incombe sul destino di quattro giovani ragazze, unite da una amicizia indissolubile ma che nasconde qualche segreto inconfessato. La stessa formula che ha decretato il successo delle serie televisiva ‘Pretty Little Liars’, trasmessa dalla ABC e basata sui romanzi scritti da Sara Shepard. Quel circolo vizioso fatto di spensieratezza tipica del mondo giovanile tutto scuola e romanticismo, si ricompone nella versione proposta dalla Olivier, trovando una chiave di lettura originale impostando il dramma di una morte oscurata dalla stessa precocità e affidata alla smaliziata inesperienza di una adolescente che si vede immersa in un incubo che non sembra avere fine.

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Logan Miller e Zoey Deutch in una scena del film ‘Prima di domani’

Ogni morte è un tunnel di luce in cui svaniscono sogni e speranze. Ogni morte è un disperato tentativo di dare un senso a ciò che ti sta accadendo. Perchè la giovane Samantha non ha l’esperienza necessaria per poter dare un valore aggiunto a quella vita che ancora deve scoprire. Troppe poche le frivolezze che avvolgono il suo mondo problematico di donna in erba. Ma sempre sufficienti a motivare Samantha nel tentativo di sfuggire a quel destino atroce. Prima rifugiandosi nella complessa disperazione fatta di disagio e ribellione, assaporando la trasgressione come antidoto alla morte (o alla vita?). Dopo, cercando di assaporare i momenti che la legano alle persone che le stanno vicino, cominciando da sua madre (una ritrovata Jennifer Beals) e la sua sorellina, trascorrendo tempo e affetti nella loro nuova dimensione, quasi come un percorso di crescita maturato nella convinzione che tutto ha un immenso valore intrinseco nell’attimo che viene celebrato.

Zoey Deutch e Alston Sage in una scena del film 'Prima di domani'

Zoey Deutch e Alston Sage in una scena del film ‘Prima di domani’

Lo stesso percorso che Sam ricerca nelle persone che ha sempre tenuto lontane dal lei. In quei compagni di liceo snobbati dalla troppa superficialità, che facilmente deride e non vuole capire. A cominciare dalla fragile Juliet (Elena Kampouris), derisa dalla stessa amica che un tempo le donava affetto e considerazione. Oggi, una cinica e spregiudicata ragazza (Halston Sage) che non vuole rimuovere le oscurità e i mali del suo passato. Ma quel passato sembra essere l’unica chiave per cercare di dare un ordine ad un assurdo presente che non conosce logica. Quella logica affidata alla crescita riposta nel riciclo della vita rimessa nell’esperienza che matura con le scelte che si fanno quotidianamente. Giuste o sbagliate che siano. Allora Sam capisce che il dolore può essere l’antidoto per migliorarsi, assieme alla comprensione e alla compassione per chi ti sta accanto.
Un film ben strutturato, capace di coniugare il meglio di una formula che felicemente si può auto celebrare nel melenso ‘Ghost’ di Jerry Zucker. Dove i riferimenti alla vita dopo la morte si coniugano in un rito che risplende di nuove sfaccettature. Come un bellissimo diamante che brilla di quella luce che sembra essere la risoluzione a quell’espiazione di un’anima che cerca di trovare una spiegazione a quella vita che ancora non conosciamo. Per essere quell’eterna pace che vorremmo tutti nel nostro riciclo della vita. Per sempre.

IL TRAILER DEL FILM ‘PRIMA DI DOMANI’

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