E’ stato presentato in anteprima al BIF&ST 2025 dove era in concorso nella sezione Per il Cinema Italiano Fratelli di culla, docufilm di Alessandro Piva. Nell’articolo l’intervista esclusiva al regista.
Fratelli di culla
Con Fratelli di culla Alessandro Piva ci apre le porte dell’ex Brefotrofio di Bari che dal dopoguerra in poi accolse centinaia di bambini abbandonati alla nascita da mamme che spesso non avevano possibilità di tenerli.
Tra racconti di balie, educatrici, assistenti sociali e di alcuni di quei ‘fratelli di culla’ che vi hanno passato l’infanzia, Piva svela un mondo poco conosciuto, un pezzo di storia di Bari che pochi conoscono ma che avrebbe tutte le carte per definirsi uno dei fiori all’occhiello della città.
Si perché in quel luogo questi bambini erano accolti con affetto e, grazie anche all’intervento delle istituzioni e dei cittadini Baresi, ricevevano le migliori attenzioni. A differenza degli orfanotrofi però nel Brefotrofio venivano accolte anche le mamme, che avevano la possibilità di accudire i loro figli, allattarli e avere il tempo di prendere consapevolezza della decisione definitiva.
Il documentario è molto emozionante perché alterna materiale di repertorio ai racconti dalle vive voci dei protagonisti con le loro storie diverse di adozione e ricerca della propria identità, tutte partite da quest’unico luogo che è ancora possibile vedere a Bari anche se purtroppo in uno stato di totale abbandono.
Si perché con il cambio del clima socio-culturale e dei modelli di assistenza e la riduzione della natalità e conseguentemente degli abbandoni, brefotrofi ed orfanotrofi furono chiusi lasciando dietro di loro queste storie emozionanti.
Fratelli di culla è un documentario che lascia un segno soprattutto per chi, come me, essendo di Bari, lo vive come un pezzo della città.
Intervista ad Alessandro Piva
In questa intervista esclusiva di Antonella Molinaro il regista Alessandro Piva racconta com’è nata la voglia di raccontare la straordinaria storia del Brefotrofio di Bari e l’incontro con le persone che ci hanno vissuto o lavorato.