Ecco tutti i vincitori degli Oscar 2010: The Hurt Locker batte Avatar, Tarantino un pò a mani vuote, piccolo trionfo di Precious e serata di tono medio, soliti vestiti-bomboniera e la Canalis protagonista assoluta della kermesse; ecco la sintesi della 82° edizione…
Sono andato a scovare un vecchio volume “Il cinema secondo Hitchcock” in cui un giovane Francois Truffaut incontra per una serie di spassose interviste uno dei padri assoluti del cinema thriller.
Andando a sfogliare il libro ho ritrovato sottolineature, appunti e altro che mi sono balzati alla mente legandoli ad una pellicola già recensita da cinemio.it dalla nostra Paola Orsini, “Amabili resti” di Peter Jackson.
Proviamo a dimenticare gli impavidi colori nelle scene più emozionanti e taglienti di Suspiria; cerchiamo di immaginarci Profondo Rosso senza le ambientazioni della Fontana del Po o di Villa Scott a Torino; sbarazziamoci dell’immagine/vetrina, dell’omicidio iniziale nella galleria d’arte di L’uccello dalle piume di cristallo; eliminiamo gli sguardi di Alida Valli, Karl Malden, Daria Nicolodi, Jennifer Connely dallo schermo buio, le musiche emersoniane e gobliniane e raschiando qua e la, con scarti di opinione, ci troveremo di fronte l’ultimo film di Dario Argento, Giallo.
Con la fine del 2009 ci lasciamo alle spalle un anno un pochino complesso, tra scandali, truffe, raggiri e statuette volanti (e non parlo di Oscar o di cinema sia ben chiaro).
Cosa augurarsi allora per il grande schermo nell’anno a venire?
Una coppia di giovani americani riprende con la propria telecamera una serie di attività paranormali che si manifestano nella loro casa è più precisamente nella loro camera da letto; un aspirante regista indipendente cerca di documentare l’orrore della trasformazione in zombie dell’intera umanità mentre fugge con gli amici per trovare un possibile riparo; una giornalista rimane intrappolata in un condominio con il suo cineoperatore e registra le mostruosità degli inquilini infettati da un terribile virus.
Anche il mese di ottobre si avvia al termine e ci si prepara per l’americana festa di Halloween dove streghe, vampiri, zombies riemergono dalle tombe per portare un po’ di terrore (come se ne avessimo bisogno visto il succedersi di eventi tragici nel nostro paese) nelle nostre fredde serate autunnoinvernali.
Tra i morti che risorgono c’è n’è uno fresco fresco, appena inumato che non ne vuol sapere di starsene buono buono al fredduccio del suo loculo.
Allora cominciamo dal principio e facciamo un po’ di chiarezza.
Lo stato, quindi noi, con il Fondo Unico per lo Spettacolo, mette a disposizione delle somme da ripartire annualmente tra le varie discipline artistiche (Teatro, Musica, Cinema, Danza, Lirica) per favorire lo sviluppo della cultura e la valorizzazione di artisti di degno talento.
Non sopporto la serialità dei film horror, quel voler a tutti i costi prolungare una storia che termina spontaneamente con i titoli di coda e la testa ancora frastornata, con l’uscita dal cinema e gli occhi visibilmente sbarrati e con qualche incubo notturno ricorrente tra le coltri.
Non mi va giù che si prendano in giro gli amanti della paura con basse ridefinizioni del genere (tanto più che noi assidui frequentatori del macabro abbiamo i nostri beniamini impressi indelebilmente nei nostri crani e non ci facciamo ingannare tanto facilmente).
E’ si, fa caldo nelle città, l’afa comincia ad abbattersi tra le magliette attillate e le auto senza aria condizionata. Mentre il caldo muove tra i vicoli stretti delle città di mare e i riposi pomeridiani sudano di pance all’aria cerco irrimediabilmente un refrigerio; apro il frigo e bevo un succo ma non mi soddisfa perfettamente, manca qualcosa che mi rinfreschi l’anima, tipo un bel film mordente, cinico, ironico e decisamente ghiacciato.
Come ogni estate, anche se quest’ultima tarda ad avvicendarsi con la primavera, il cinema italiano, inteso sia come produzioni che come esercizi, cade in un lisergico letargo.

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