Father Mother Sister Brother, il film di Jim Jarmusch con un cast spettacolare che comprende Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, Mayim Bialik e Sarah Greene.
di Antea Cukon
Father Mother Sister Brother
Scrivere di Father Mother Sister Brother significa confrontarsi con un’idea di cinema che rifiuta la spettacolarizzazione del conflitto e sceglie invece la sottrazione. Jim Jarmusch costruisce un film in tre episodi che non cerca mai di spiegare o risolvere i rapporti familiari, ma li osserva nel loro stato naturale: incompleti, imperfetti, spesso silenziosi. Father Mother Sister Brother è vincitore del Leone D’Oro come Miglior Film al Festival di Venezia 2025. È un film che parla di legami, ma soprattutto di distanze emotive, di affetti che esistono senza riuscire a trovare una forma chiara.
Father – Quando il passato pesa più delle parole
Nel primo episodio, Father, due figli adulti tornano a far visita al padre anziano, un uomo solitario che vive ai margini, sia fisicamente che emotivamente. Il confronto tra Jeff, Emily e il padre non è mai diretto: nessuno alza la voce, nessuno pretende chiarimenti definitivi. Tutto resta sospeso, come se il tempo per dirsi davvero le cose fosse ormai scaduto.
Tom Waits interpreta il padre con una presenza ruvida e malinconica, mentre Adam Driver e Mayim Bialik incarnano due reazioni opposte allo stesso vuoto affettivo. È un segmento che racconta il peso dell’eredità emotiva, mostrando come certi rapporti continuino a condizionarci anche quando sembrano ridotti a un rituale stanco.
Father Mother Sister Brother – Il trailer
Mother – L’amore trattenuto
Il secondo capitolo, Mother, è forse il più delicato. Due sorelle fanno visita alla madre, una donna colta, elegante e profondamente riservata. Qui il film rallenta ulteriormente, concentrandosi su piccoli gesti, conversazioni apparentemente banali e silenzi che dicono molto più delle parole.
Cate Blanchett e Vicky Krieps danno vita a due figlie diverse nel modo di stare al mondo, mentre Charlotte Rampling costruisce una figura materna complessa, mai idealizzata. Il rapporto tra madre e figlie è fatto di affetto sincero, ma anche di una distanza che nessuna delle tre sembra davvero capace di colmare. Jim Jarmusch racconta l’amore familiare come qualcosa di reale, ma fragile, che richiede uno sforzo continuo per non trasformarsi in semplice abitudine.
Sister Brother – La familiarità imperfetta
Con Sister Brother, il film si sposta su un registro leggermente più leggero, senza perdere la sua malinconia di fondo. Due fratelli gemelli si ritrovano dopo una perdita, costretti a fare i conti con ricordi condivisi e dinamiche mai del tutto risolte. Tra ironia, piccoli scontri e momenti di complicità, emerge un legame che resiste proprio grazie alla sua imperfezione.
Indya Moore e Luka Sabbat riescono a rendere credibile questa relazione fatta di affetto ruvido e confidenze incomplete. È l’episodio che mostra come, a volte, il legame fraterno sia quello che meglio sopporta il disordine emotivo.
Father Mother Sister Brother – Uno stile coerente e contemplativo
Dal punto di vista stilistico, Father Mother Sister Brother è un film coerente e rigoroso. La regia è minimale, il ritmo lento, la messa in scena essenziale. Non è un film che cerca di intrattenere nel senso tradizionale del termine: chiede attenzione, pazienza e disponibilità all’ascolto. In cambio, offre uno sguardo sincero e mai giudicante sulle relazioni familiari.
Infine, Father Mother Sister Brother è un film che non offre risposte, ma invita a riconoscere le crepe nei rapporti più intimi. Un’opera silenziosa, asciutta e profondamente umana, che lascia allo spettatore il compito di ritrovare, in quei legami incompleti, qualcosa di sé.
