In uscita al cinema dal 25 settembre, La voce di Hind Rajab è un film del 2025 scritto e diretto da Kaouther Ben Hania.
Di Antea Cukon
La voce di Hind Rajab – Un film che nasce da un fatto reale
La voce di Hind Rajab, un film del 2025 scritto e diretto da Kaouther Ben Hania, porta sullo schermo la storia vera di una bambina palestinese di sei anni rimasta intrappolata in un’auto colpita durante i bombardamenti a Gaza, nel gennaio 2024. Hind riuscì a telefonare alla Mezzaluna Rossa Palestinese chiedendo aiuto, ma i soccorsi non arrivarono in tempo. La registrazione di quella chiamata è diventata il cuore del nuovo film di Kaouther Ben Hania, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia.
La forza di una voce
La regista, Kaouther Ben Hania, compie una scelta radicale: non mostra direttamente la violenza della guerra, ma affida la narrazione alla voce autentica di Hind. Lo spettatore non vede i bombardamenti né i cadaveri, ma ascolta quella telefonata, mentre sullo schermo scorrono i volti tesi degli operatori della centrale di Ramallah che tentano disperatamente di organizzare il salvataggio. È un cinema che lavora più con il suono che con l’immagine, costringendo chi guarda a riempire i vuoti con la propria immaginazione.
Il trailer
La voce di Hind Rajab – Un racconto fatto di attesa
Gran parte del film, La voce di Hind Rajab, si svolge tra le mura della centrale operativa. I minuti passano lenti, i tentativi di intervenire vengono bloccati dalla burocrazia o dalla situazione sul campo, e lo spettatore vive in prima persona l’impotenza degli operatori e la fatalità delle scelte che devono compiere. Non ci sono scene spettacolari, ma la tensione è continua, sostenuta dal montaggio che segue il ritmo della telefonata.
Kaouther Ben Hania adotta uno stile essenziale, evitando ogni forma di enfasi visiva. La macchina da presa indugia sugli sguardi, sulle mani che tremano, sugli sforzi per mantenere la calma mentre la voce della bambina continua a farsi sentire. Gli attori che interpretano i soccorritori sono credibili perché reagiscono emotivamente a un materiale autentico: non devono “recitare” la tragedia, ma lasciarla accadere davanti a loro. Tra gli attori principali troviamo Saja Kilani, Amer Hleher, Motaz Malhees e Clara Khoury.
Un film che divide
La scelta di concentrarsi solo su un episodio, senza spiegare in dettaglio le cause del conflitto, può essere vista come un limite. Alcuni spettatori potrebbero trovare eccessivo il peso emotivo di un dispositivo narrativo basato interamente su una telefonata. È un’esperienza dura, che non concede pause o distensioni. Ma proprio questa radicalità è ciò che rende il film unico e necessario.
Un atto di memoria collettiva
Alla fine della visione resta un senso di dolore e frustrazione, ma anche la consapevolezza di aver assistito a qualcosa che va oltre il cinema. La voce di Hind Rajab non è un film pensato per intrattenere, ma per ricordare, per non permettere che la storia di una bambina finisca dimenticata tra numeri e statistiche. La voce di Hind diventa così simbolo universale di tutte le vittime innocenti che non hanno avuto ascolto.
La voce di Hind Rajab – Un meritato Leone d’Argento
La voce di Hind Rajab è un film che mette alla prova, che chiede allo spettatore di restare, di ascoltare fino in fondo. Non offre risposte né consolazioni, ma trasforma il dolore in testimonianza e il cinema in strumento di memoria. Non a caso, ha vinto il Leone d’argento alla 82° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. È un’opera che non si dimentica facilmente e che, al di là di ogni giudizio estetico, ha la forza di scuotere chiunque la veda.
