Lino Guanciale

Lino Guanciale – Intervista per il ritorno di Flusso nei teatri

Lo spettacolo di Lino Guanciale e Gianmarco Saurino, scritto da Christian di Furia, Flusso torna nei teatri di tutta Italia a partire dal 3 novembre. Ecco una breve intervista a uno dei due protagonisti.

-Articolo di Michele Scarperia

Intervista a Lino Guanciale

Buongiorno Lino, vorrei iniziare parlando proprio di Flusso. In quest’opera teatrale c’è un uomo che si trova a navigare tra ricordi, pensieri, immagini e frammenti della propria identità. Quant’è difficile interpretare non tanto un personaggio, quanto il movimento stesso della sua coscienza? E cosa ti ha permesso di trovare un ordine dentro questo apparente disordine?

Buongiorno a te, si effettivamente è una delle difficoltà più interessanti nel portare in scena questo personaggio. Solitamente l’attore è abituato a costruire dei personaggi, a cercare una traiettoria, una logica interna. Invece in Flusso, questa traiettoria è sempre messa in discussione. Non ha un percorso lineare, ma perché la nostra memoria non è lineare, come anche la coscienza. E quindi il lavoro è stato proprio quello di non cercare di mettere in ordine a tutti i costi, ma di accettare e provare a renderla comunicabile. In questo senso il teatro diventa un luogo in cui fotografare il tempo mentre accade.

Questo spettacolo tra i tanti temi, sembra suggerire che crescere non significhi per forza lasciare indietro il bambino che siamo stati, ma serve dialogare con quella parte di noi. Tu, oggi, cosa pensi che l’adulto debba ancora imparare dal bambino che è stato?

Io credo che l’adulto debba imparare dal bambino la capacità di non considerare definitiva l’immagine di sé. Il bambino, al contrario di noi che tendiamo a costruirci delle definizioni, è libero e non sa ancora chi sarà e per questo ha una disponibilità enorme verso il possibile.Crescere, per me, significa imparare a portare quel bambino dentro una consapevolezza diversa.

Passando ad altro, parlando di uno dei tuoi ruoli più iconici, ne L’Allieva interpreti Clauido Conforti, un brillante medico legale che ha una storia con Alice. Alice giovane specializzanda, un pò impacciata ma molto curiosa e determinata. Tu invece molto più sicuro di te, ironico, sfuggente e misterioso, e tra voi due c’è questo continuo rincorrersi e allontanarsi. Ti chiedo quanto c’è di Lino Guanciale nel carattere di Claudio Conforti?

Beh io credo che in ogni personaggio ci sia qualcosa dell’attore. Nel caso di Claudio forse c’è soprattutto il mio rapporto con l’ironia, che uso spesso per entrare in relazione con altri o prenderne le distanze. Però Claudio ha una sicurezza e un controllo molto più suoi che miei. E’ un personaggio che sa molto bene cosa vuole, mentre io nella vita vivo molto più il dubbio.

E poi c’è una cosa che mi interessava molto di lui: quella sua apparente freddezza. Claudio è un uomo che usa spesso la distanza come forma di protezione. Quella è una cosa che ho cercato di raccontare nel rapporto con Alice, il loro continuo tira e molla è rappresentativo della paura di Claudio e della sua voglia di comprendere le persone. In questo forse c’è qualcosa di me: non tanto nei miei comportamenti, quanto nel tentativo di capire cosa c’è dietro le persone prima di giudicarle.

E in ultimo, collegandomi al rapporto tra Claudio e Alice: nella vita di tutti i giorni sei più uno che rincorre o che preferisce essere rincorso?

Molto divertente questa. Ci dovrei pensare di più, ma così di getto ti dico che credo di essere stato entrambe le cose. Penso che l’idea di rincorrere o essere rincorsi abbia molto a che fare con il momento della vita in cui siamo. Sicuramente non mi è mai piaciuta l’idea della conquista come una sorta di gara a chi si nasconde: quando una persona ti interessa o per te ha significato davvero qualcosa, credo sia importante la avere il coraggio di fare un passo, in qualsivoglia caso il confronto e l’uscire allo scoperto è sempre la scelta più sana.

Oltre che ormai il concetto di essere rincorso ha completamente cambiato senso, ahimé è una cosa che noto che si sta perdendo in accezione sana. Sui social vedo usare sempre di più il termine “ghosting”, e credo che a prescindere da ciò che accada sia sempre la scelta più sbagliata di tutti, se ne ho capito bene il significato (ride).

Ti ringrazio Lino per l’estrema disponibilità, mi auguro ti abbia fatto piacere, spero di riuscire ad assistere dal vivo al tuo spettacolo quanto prima.

Grazie a te, è stato molto interessante, e per quanto riguarda lo spettacolo ti lascio il mio contatto o quello dell’ufficio stampa e sei mio ospite con chi vuoi in una data a tua scelta.

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