E’ andato in scena lo scorso 16 gennaio al Palatour di Bitritto (BA) Le emozioni che abbiamo vissuto, spettacolo di Walter Veltroni che racconta in maniera intima e coinvolgente la storia degli anni ’60.
Le emozioni che abbiamo vissuto
C’è un silenzio particolare che si crea a teatro quando le parole toccano corde profonde. È quello che ha accompagnato Le emozioni che abbiamo vissuto, lo spettacolo di Walter Veltroni andato in scena davanti a un pubblico partecipe e attento, coinvolto in un viaggio intimo e allo stesso tempo collettivo dentro la memoria del nostro Paese.
Veltroni non sale sul palco per recitare, ma per raccontare. Con il suo stile pacato, quasi confidenziale, guida gli spettatori attraverso una sequenza di immagini, ricordi, volti e momenti che hanno segnato la storia italiana e quella personale di intere generazioni. Non c’è retorica, ma il desiderio sincero di condividere ciò che ci ha fatto emozionare, crescere, cambiare durante i favolosi anni ’60.
Lo spettacolo si muove tra storia, politica, sport, cinema e musica, mescolando eventi epocali e ricordi quotidiani. Veltroni passa con naturalezza da una vittori alle Olimpiadi una pagina dolorosa della storia nazionale, da una figura simbolo della cultura italiana a un episodio della sua infanzia. Il risultato è un mosaico emotivo in cui ciascuno ritrova qualcosa di sé.
Il pubblico ascolta, sorride, si commuove. In sala si avverte la sensazione di essere parte di una stessa comunità emotiva, unita da ricordi condivisi che, pur appartenendo al passato, continuano a parlare al presente.
La forza della parola, della musica e dell’ascolto
La scena è essenziale, quasi spoglia. Nessun effetto speciale, nessuna sovrastruttura. A tenere insieme lo spettacolo è la parola, sostenuta da un ritmo narrativo equilibrato e da una colonna sonora discreta che accompagna alcuni passaggi chiave.
Il musicista che accompagna Walter Veltroni nello spettacolo è il pianista torinese Gabriele Rossi. Sul palco con Veltroni, Rossi non si limita a suonare, ma diventa un vero e proprio interlocutore e sponda narrativa, con un ruolo che va oltre l’accompagnamento musicale e contribuisce a creare l’atmosfera emotiva del racconto teatrale.
Veltroni riesce a trasformare il teatro in uno spazio di ascolto e riflessione, dove il tempo sembra rallentare e lasciare spazio alle emozioni, quelle “vissute” e quelle che riaffiorano all’improvviso, magari senza essere state mai davvero elaborate.
Le emozioni che abbiamo vissuto non è un monologo tradizionale, ma una condivisione di memoria, un invito a fermarsi e guardare indietro per capire meglio chi siamo oggi. È uno spettacolo che non cerca applausi facili, ma che conquista con la sincerità del racconto e con la capacità di parlare a generazioni diverse.
In un tempo spesso dominato dalla frammentazione e dalla velocità, lo spettacolo di Walter Veltroni ricorda il valore della memoria condivisa e della narrazione come strumento di connessione. Un’esperienza teatrale sobria ma intensa, capace di lasciare una traccia emotiva che accompagna lo spettatore anche dopo l’uscita dalla sala.
