Questione di karma, il cammino spirituale di una strana coppia

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Da oggi al cinema l’opera seconda di Edoardo Falcone: Questione di karma con l’inedita coppia Fabio De Luigi ed Elio Germano.

Questione di karma

Questione di karma

Questione di karma

Seconda regia di Edoardo Falcone, Questione di karma prosegue idealmente il percorso iniziato dal regista nel primo film Se Dio vuole che vedeva il figlio del protagonista deciso a diventare sacerdote dopo l’incontro con un prete sui generis.

La nuova pellicola si occupa di esoterismo e reincarnazione e sembra quasi fare il paio con la canzone vincente dell’ultimo festival di Sanremo Occidentali’s karma simpatica presa in giro sullo pseudo interesse che molti borghesi hanno verso le filosofie e spiritualità orientali.

La strana coppia del film è formata da Fabio De Luigi ricco e originale rampollo di una antica famiglia di imprenditori ed Elio Germano, buffo faccendiere perennemente nei guai. Dopo l’incontro con uno studioso esoterista, Giacomo Antonelli (De Luigi) che invece di occuparsi dell’azienda familiare passa il suo tempo studiando lingue e filosofie orientali, si convince che il losco Mario Pitagora (Germano) sia la reincarnazione di suo padre morto suicida quaranta anni prima.

Quello che segue dà la stura a una serie di situazioni paradossali che però in realtà cambieranno molti dei personaggi della vicenda in una sorta di bildungsroman (storia di formazione) molto originale e con toni da commedia.

Il cast è di prim’ordine, accanto a De Luigi sempre monocorde come da copione e con la solita espressione da cane bastonato, il socio Germano è da par suo bravissimo a calarsi nei panni del cialtrone tutto sommato di buoni sentimenti. I ruoli di comprimari non sono però altrettanto d’effetto. Isabella Ragonese scompare dopo un buon inizio e anche gli interpreti di vecchia scuola da Philippe Leroy nel cameo dell’esperto esoterista a Stefania Sandrelli ed Eros Pagni non sono sufficientemente di peso per la trama.

L’impressione generale è, per dare un giudizio scolastico, quella di un compitino svolto dopo un buon studio ma che però non raggiunge le desiderate aspettative. Malgrado non sia eccelso, il film riesce a regalare comunque un po’ di buonumore, misto a una riflessione di fondo sul bisogno di ricerca interiore che l’uomo contemporaneo avverte prepotente ed è quindi consigliabile per chi vuole passare un paio d’ore di intelligente spensieratezza.

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