Gli anni amari: il duro percorso dell’affermazione del sè

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Solitamente il periodo estivo è visto come poco attivo nel mondo del cinema, con uscite di pellicole minori o repliche e invece dopo la pausa forzata dovuta al Covid, quest’estate vedrà la programmazione di molte pellicole interessanti. Il 2 luglio da non perdere Gli Anni Amari di Andrea Adriatico.

Gli anni amari
Gli anni amari

Gli anni amari

Anni Settanta. Nel liceo Parini di Milano, la docente di lettere distribuisce ai suoi studenti gli esiti dei compiti di italiano. Si distingue tra essi l’elaborato di uno studente, penultimo figlio di una numerosa prole di un industriale (Antonio Catania) e una docente di lingue (Sandra Ceccarelli), di origini ebraiche con ascendenze ad Alessandria d’Egitto. Lo studente è Mario Mieli (Nicola Di Benedetto) alias Maria.

Inizia così la pellicola di Andrea Adriatico dedicata al controverso fondatore del movimento omosessuale in Italia. Mario Mieli è stato un uomo di intelligenza vivace, sicuramente superiore alla media, sempre consapevole di sé ma che altrettanto trovava in salita la strada verso l’affermazione del suo io a causa del muro di gomma determinato dalla mentalità paterna e anche ai tempi in cui si è trovato a sviluppare il suo pensiero.

Mieli ha vissuto negli anni Settanta, un decennio sicuramente esplosivo e importante ai fini delle inclusioni ma dove la lotta tra la libertà di pensiero e i retaggi di una cultura antica collidevano pesantemente determinando una sofferenza che portò Meli a provare esperienze estreme e poi al suicidio giunto a soli trenta anni.

Gli anni amari – il trailer

Il film

il vero Mario Mieli

Girato nel 2019, il film Gli anni amari sarebbe dovuto uscire il 12 marzo. Purtroppo è stato bloccato dal confinamento determinato dalla diffusione sul territorio nazionale della pandemia determinata dal Coronavirus.

Andrea Adriatico ricostruisce fedelmente il periodo che vede vivere e agire il protagonista e pone il personaggio al centro della vicenda grazie anche alla interpretazione particolarmente felice di Nicola Di Benedetto.

Il regista pone l’accento sul pensiero di Mieli, sempre lucido e supportato da argomentazioni logiche determinate da una cultura solida e una mente brillante .

Mieli è il simbolo dell’affermazione del sè e del percorso da compiere per il suo raggiungimento, percorso che accomunava molti movimenti di liberazione sorti in quegli anni.

Gli anni amari è un film non per tutti a causa della tematica non molto fruibile per determinate fasce di età. L’intreccio è sicuramente valido per la narrazione asciutta e fedele all’epoca raccontata.

Grande è inoltre il merito e il coraggio di parlare di un personaggio fortemente stigmatizzato da molti ambienti retrivi in vita, che però merita di essere conosciuto per il suo pensiero non condivisibile universalmente, ma decisamente acuto.

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