[Video] Lezioni di cinema: Fabrizio Gifuni – prima parte

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Eccoci arrivati al quarto appuntamento con le lezioni di cinema dell’edizione del BIF&ST 2011. A parlare è l’attore Fabrizio Gifuni il più giovane a ricevere il Premio Fellini 8 ½ per l’eccellenza artistica. Oggi ci parla della complessità del mestiere dell’attore, se lo si vuole fare con serietà.

Essere attore ed autore

Fabrizio Gifuni è un attore a tutto tondo essendo impegnato in cinema, teatro e televisione ma è anche autore di testi teatrali, cosa che fanno solo i grandi attori internazionali. Ecco cosa ha detto a riguardo:

Essere attore ed autore non è una difficoltà, è un modo di essere e di interpretare questo lavoro.  Io credo che questo lavoro possa essere vissuto in maniera diversa. Quello che c’è sotto sono le motivazioni di fondo che hanno portato un artista a dedicare la propria vita a questo.

Il lavoro dell’attore

Questo è un periodo di neoralismo. L’errore è che si pensa che tutti possono fare l’attore. Io ho sempre pensato che ci siano molti equivoci attorno a questo lavoro. Istintivamente chiunque pensa che non si può fare il musicista se non si conosce la musica ed aver passato un certo numero di anni a studiare così come non si può diventare danzatore se non si è studiato danza. Non si può essere uno scultore se non si è frequentato un’accademia.

Quando si arriva al lavoro dell’attore diventa tutto più nebuloso e più possibile. In fondo siamo tutti attori, tutti recitiamo sul grande palcoscenico del mondo ed istintivamente è più difficile capire che il lavoro dell’attore è una disciplina esattamente come le altre anzi ha un grado maggiore di complessità perchè il lavoro di preparazione di un attore molto spesso mette insieme tecniche differenti, richiede uno studio anche maggiore.

Una scuola e un periodo di formazione non è solo auspicabile ma indispensabile. Lo studio non finisce mai, va avanti per tutta la vita. Purtroppo viviamo in tempi talmente osceni in cui ormai tra le tante difficoltà ed imbarazzi di vivere in questa fogna a cielo aperto, c’è anche quella di vivere stritolati da un ciclone di immagini e false rappresentazioni in cui sembra che tutto sia uguale a tutto in questo grande contenitore dello spettacolo.

E nel 90% dei casi è pura pornografia. Si può fare tutto: si fa l’attore il presentatore il ballerino e tutto ha la stessa indegnità. E’ difficile in questo momento lavorare in questa direzione. Quando qualcuno inizia ad indirizzare il lavoro mettendo dei paletti diventa non soltanto evidente ma anche sconcertante.

Iio non credo di essere un attore particolarmente rigoroso o impegnato. Questo pensiero deriva dal fatto che essendo circondati da tonnellate di spazzatura, quando si intuisce che uno cerca di fare semplicemente con serietà il proprio lavoro si diventa un attore impegnato.

La televisione

Non è detto che in televisione si faccia solo spazzatura. C’è anche una fiction televisiva di qualità. C’era una volta la città dei matti è stata la fiction più di successo dell’ultimo anno. Anche La meglio gioventù era una fiction prima di diventare un film.

Dopo l’esperienza de La meglio gioventù c’era stata un pò l’illusione che quello potesse essere il precedente per cui dopo quel film sarebbe stato difficile tornare a toccare livelli bassi nella fiction perchè in qualche modo si era dimostrato che si può fare un altro modo di televisione. In realtà l’aspettativa è andata delusa: sì è tornati tranquillamente a fare cose di pessimo gusto.

Cosa deve avere un copione per essere interessante

Questa è una delle cose più difficili. Innanzitutto devi aver avuto delle proposte ed essere nella condizione di fare o non fare delle scelte. Per prima cosa non ho mai fatto distinzione tra cinema e tv, ho sempre lavorato con la stessa professionalità, per me l’unica differenza è che la fiction viene vista da più persone e su uno schermo più piccolo.

Per la scelta ci sono tante variabili: c’è la storia, ti piace o non ti piace, ti interessa o meno, è raccontata bene o no, il personaggio, ti smuove qualcosa o non ti senti adatto, c’è il regista, l’elemento centrale di un progetto cinematografico, che sta alla cabina di comando, che deciderà la storia e il montaggio.

Poi c’è la produzione, che con la distribuzione, se all’inizio non te ne preoccupi, dopo un certo numero di anni capisci che ci sono dei film belli, importanti, emozionanti che hai fatto e che poi sono stati distribuiti in 5 copie e altri su cui puntavi meno distribuiti in 200 copie, film in cui sei stato messo nella condizione di lavorare bene perchè i produttori lavoravano affinchè il film venisse girato nel migliore dei modi e altri che hanno lavorato unicamente pensando a guadagnare più soldi e il resto non gli importava.

Quindi dopo un certo numero di anni ti fai queste domande, non ultima le persone con cui lavorerai perchè fare un film è come fare un viaggio in mare aperto su una barca in cui l’equipaggio è determinante per il piacere e la rotta del viaggio. Che tutte queste varianti si allineino succede raramente quindi devi iniziare a capire quali di queste varianti solo determinanti per te e su cosa vuoi chiudere un occhio.

Termina qui la prima parte della lezione di cinema di Fabrizio Gifuni. Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte.

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