The Big Leap, con Scott Foley e Ser’Darius Blain, su DisneyPlus: la recensione

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In arrivo il 1° dicembre su Disneyplus, The Big Leap, effervescente serie andata in onda originariamente su Fox a inizio autunno. Mix ben equilibrato di comedy e drama, con quel pizzico di musical che dona il ritmo senza eccedere, si basa sul documentario-reality britannico Big Ballet: un coreografo, Wayne Sleep, e una prima ballerina, Monica Loughman, lavorano con una troupe di ballerini dilettanti per realizzare il loro sogno di interpretare il Lago dei Cigni.

Nella versione televisiva, creata da Liz Heldens e distribuita fuori dagli USA come Star Original, compaiono tra i protagonisti volti noti del piccolo e grande schermo come Scott Foley (il Jake Ballard di Scandal), Ser’Darius Blain (Anthony “Fridge” Johnson nei vari Jumanji), Mallory Jansen (l’inquietante A.I. Aida e Madame Hydra di Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.), Teri Polo (interprete dei vari Ti presento i miei), solo per citarne alcuni.

The Big Leap - locandina
The Big Leap – locandina

The Big Leap

Metti un gruppo di persone diversamente in crisi: una donna (Julie/Teri Polo) che tenta di esorcizzare l’avanzare implacabile degli anni facendo live sui social che parlano di accettazione e di healthy aging, mentre il marito a sua insaputa si chiude nello studio per navigare su siti porno e altri generi di (webcam) live; un uomo (Mike/Jon Rudnitsky) che si ritrova senza lavoro, in depressione, lasciato dalla moglie e che si ricicla forzatamente inserendosi suo malgrado nella gig economy, quella delle piattaforme collaborative alla Uber e similari.

E ancora: un giocatore di football (Reggie/ Ser’Darius Blain) che rischia di affondare la sua carriera a causa di bevute, bravate e commenti fuori luogo postati in rete (stile un apprezzamento sul posteriore di Michelle – sì, Obama); una ragazza madre (Gabby/Simone Recasner), sovrappeso, che ha abbandonato i suoi sogni di ballerina rimanendo incinta alla fine del liceo; il suo miglior amico (Justin/Raymond Cham), cacciato di casa dal padre dopo il suo coming out; una coppia di gemelli tiranneggiati dalla madre; una donna (/) che di lavoro licenziava gli altri licenziata per il suo tumore al seno; e altri esempi di varia umanità, come direbbe Costanzo.

Unisci a loro due dance coach la cui carriera è stata interrotta in un caso, – Monica/ Mallory Jansen -, per una brutta caduta, nell’altro, – Wayne/Kevin Daniels -, per una brutta abitudine, la dipendenza a alcol e droga. E, ciliegina sulla torta, affiancali ad un regista-producer (Nick/Scott Foley) senza scrupoli che deve a tutti costi fare uno show di successo dopo aver rischiato seri provvedimenti in seguito alla denuncia dei concorrenti del precedente reality che ha curato.

Metti tutti gli elementi insieme, shakera a ritmo di una selezione eterogenea di hit e canzoni orecchiabili, condisci con momenti classici da tv-spazzatura, genere confessionali o verità rubate quando si pensa che le telecamere siano spente, et voilà: il mix ideale per cercare una seconda chance. O, meglio, fare il grande salto (the big leap, appunto).

The Big Leap – official trailer

Una serie che volteggia leggera su temi importanti e attuali, divertendo ed emozionando insieme

The Big Leap è parso a molti una versione più lieve e divertente di UnReal, e sicuramente alcune somiglianze sono presenti, a partire dal mettere a nudo i meccanismi spietati della televisione in generale e dei reality più da vicino. Altrettanto evidenti sono i riferimenti allo show che ha ispirato la serie, quel Big Ballet i cui coreografi si chiamano, quasi a rendere la citazione didascalica, Wayne (Sleep, questa volta) e Monica (Loughman).

Anche altri richiami saltano agli occhi guardando la serie (le cui prime tre puntate abbiamo potuto visionare in anteprima): il gruppetto di amici di Mike (Jon Rudnitsky, l’uomo licenziato lasciato dalla moglie), e lui stesso, tra l’altro, ricordano da vicino la banda che attorniava il protagonista di The Full Monty; il momento in cui Gabby (Simone Recasner) viene sollevata da Reggie (Ser’Darius Blain) pare uscito fuori da Dirty Dancing; le sfuriate e il perfezionismo quasi maniacale di Monica (Mallory Jansen) ricorderanno agli spettatori italiani le asperità di Alessandra Celentano di Amici o delle eco di Black Swan.

Ma, al di là dei possibili raffronti, The Big Leap vola di energia sua propria. È frizzante, ben calibrato, lieve di quella leggerezza che fa tirare un sospiro di sollievo, soprattutto di questi tempi. Cionondimeno, tocca tematiche attuali, senza la pretesa di svolgerle, svilupparle approfonditamente. Solo, come farebbe il volo di una farfalla – o una ballerina che volteggia – sfiorandole, mostrandole come parte del quadro, senza bisogno di accanircisi e sviscerarne i dettagli.

C’è il body shaming, c’è il capitalismo brutale e l’inadeguatezza della cosiddetta new economy, c’è il cancro al seno che è sempre e comunque la prima causa di morte per tumore al mondo, ci sono rapporti inappropriati tra professori che approfittano delle studentesse o degli studenti, ci sono madri che spingono i propri figli per ricompensarsi dei propri fallimenti, c’è la difficoltà ad accettare le scelte dei propri figli e, a volte, anche le proprie.

C’è anche il COVID, ma ce ne accorgiamo solo perché l’assistente imbranato di Nick – uno dei personaggi più divertenti della serie – esagera con le dosi di liquido idroalcolico quando lo versa nelle mani del suo capo, e poi niente più, se non saltuari accenni (dal “non sono più stata toccata dall’inizio della pandemia” di Gabby ai commenti sparsi sulle difficoltà provate negli ultimi due anni).

C’è, sopra ognuno di loro, il personaggio di Nick, un misto di cinismo e ingenuità, di opportunismo e buoni sentimenti che, con le sue contraddizioni pienamente assunte e consapevoli, vale di per sé la visione della serie – oltre al fatto che Scott Foley è sempre un bel vedere. Altri, con lui, rubano la luce dei riflettori, come il tenerissimo Simon (Adam Kaplan) che piano piano riesce a liberarsi dal giogo psicologico della madre; o la madre di Gabby, che inizia come una inacidita ipercritica e gradualmente si scioglie dando spazio alla sua maternità un po’, fino ad allora, celata. E così molti altri: il bello di The Big Leap, almeno da ciò che si deduce dagli episodi iniziali, è che ognuno dei protagonisti (ed è una serie corale, lo sono tutti, a loro modo) fa davvero un grande salto nel corso delle puntate e progredisce. Sono tutti personaggi di cui si può seguire lo sviluppo psicologico e apprezzarlo. E, nel frattempo, sorridere. Molto.

The Big Leap - cast
The Big Leap cast

Bilancio finale di The Big Leap

Positivo: bel prodotto, bravi gli attori, belle le musiche. Fresco, divertente, leggero, viene voglia di guardarlo e vedere come va a finire. E nel frattempo ci si affeziona pure un po’ ad ognuno di loro.

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