Supergirl – Il secondo film del neo universo DC

Supergirl è un film del 2026, diretto da Craig Gillespie, con protagonista Milly Alcock. La pellicola uscirà, solo in sala, a partire dal 25 giugno, distribuita da Warner Bros Picture.

-Articolo di Michele Scarperia

Il lungometraggio, basato sull’omonimo personaggio dei DC Comics, rappresenta il secondo film del neo DC Extended Universe, dopo Superman di James Gunn (2025).

Supergirl

Durante il suo compleanno Supergirl (Milly Alcock) viaggia attraverso la galassia con il suo cane Krypto, quando imbatte in una strana presenza.

Il trailer del film

Supergirl, il primo film del DCEU senza James Gunn

Supergirl è un buon film, voglio iniziare così questa recensione. Il primo vero prodotto del nuovo universo DC che mostra chiaramente cosa succede quando manca James Gunn, nel bene e nel male. La regia è solida e visivamente curata, ma risulta spesso troppo derivativa, quasi ossessionata dal voler replicare stile, ritmo e tono che hanno caratterizzato altri successi recenti del genere (in particolare nelle scene d’azione).

Anche la sceneggiatura, in alcuni (troppi) passaggi, cade nella ripetizione e dà la sensazione di ripercorrere strade già battute, oltre ad avere sempre gli stessi espedienti narrativi per mettere in difficoltà la protagonista. Sono questi, e pochi altri, i difetti di una pellicola che per il resto funziona sorprendentemente bene.

Una grande analisi sulla crisi di una giovane donna

Al centro di Supergirl non abbiamo soltanto una banale avventura supereroistica, ma il ritratto di una ragazza depressa, stanca, svuotata da tutto ciò che la vita le ha tolto. Una giovane donna sola, accompagnata soltanto dal suo cane, disillusa e incapace di abbracciare un nuovo inizio. Il viaggio che compie all’inizio del film diventa così una potente metafora di rinascita, di accettazione del dolore e della necessità di trovare la forza per andare avanti anche quando sembra impossibile.

Gran parte del merito va alla grande Milly Alcock, che offre una prova intensa e convincete. L’attrice riesce a trasmettere fragilità, rabbia e speranza con naturalezza, confermandosi uno dei volti più interessanti della sua generazione. E’ una Supergirl diversa da quelle viste finora, più umana e vulnerabile con i poteri quasi come extra, e proprio per questo estremamente coinvolgente.

Al suo fianco troviamo un’altra giovane co-protagonista, che vive quasi la stessa situazione, e funziona bene la loro unione per andare avanti insieme. Il villain, pur rimanendo volutamente sopra le righe e a tratti macchiettistico, riesce comunque a lasciare il segno grazie a una buona presenza scenica. Discorso simile per Lobo: Jason Momoa è perfetto nel ruolo, carismatico e divertente, ma la sensazione è che il personaggio sia stato inserito solo per strizzare l’occhio ai fan e generare entusiasmo in vista del futuro del franchise.

Conclusioni

Supergirl è un film necessario. Non tanto per quello che rappresenta all’interno del macro disegno DC, quanto per il messaggio che porta con sé. Una storia che parla di perdita, dolore e ricostruzione personale, e proprio per questo saprà entrare in sintonia con moltissime persone. Chi sta cercando la forza di ricominciare, o chi si è già ritrovato a percorrere una strada simile a quella della protagonista, difficilmente resterà indifferente al viaggio di Kara.

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