Mother Mary è un film del 2026, scritto e diretto da David Lowery, con protagonista Anne Hateway. La pellicola, distribuita da I Wonder Pictures, uscirà solo in sala a partire dal 14 maggio.
-Articolo di Michele Scarperia
Mother Mary
Mother Mary (Anne Hateway) è una cantante di musica pop ritiratasi che vuole tornare sulle scene. Per farlo decide di collaborare con la sua storica stilista e costumista, l’incontro tra le due farà venire fuori vari scheletri del suo passato.
Il trailer del film
Mother Mary – Un tentativo poco riuscito
Mother Mary di David Lowey prova a entrare nell’universo delle grande icone pop contemporanee, mescolando suggestioni che ricordano Lady Gaga e Taylor Swift. Anne Hateway interpreta una star di fama mondiale travolta da una profonda crisi personale dopo un brutto incidente, evento che segna l’inizio di un percorso quasi spirituale e autodistruttivo.
Il film alterna continuamente momenti musicali spettacolari e lunghi confronti emotivi tra la protagonista e Sam, ex amica e storica stilista. Il regista usa le esibizioni come tappe simboliche del crollo interiore della cantante, ma nel tentativo di fondere musical, dramma psicologico e horror, la narrazione si perde totalmente, risultando un discreto disastro.
Il problema principale di Mother Mary è proprio la mancanza di una direzione chiara. Il film cambia tono di continuo senza riuscire davvero a trovare un equilibrio, lasciando la sensazione di assistere a tante idee interessanti che però non riescono mai a unirsi in qualcosa di davvero coerente. Anche il rapporto tra le due protagoniste, che dovrebbe essere cuore emotivo della storia, rimane freddo e distante: il dolore, i rancori e il passato traumatico condiviso emergono solo a tratti, senza creare una vera empatia con lo spettatore.
Punti di forza
In questo contesto però, Anne Hateway riesce comunque a sostenere gran parte del peso del film con un’interpretazione intensa e magnetica. L’attrice dà vita a una popstar fragile, ossessionata dalla propria immagine e intrappolata dentro il personaggio che lei stessa ha costruito. L’attrice riesce a passare con naturalezza dalla sicurezza quasi divina delle scene sul palco ai momenti più variabili e tormentati, rendono Mother Mary credibile anche quando la sceneggiatura fatica a darle profondità.
Dove invece Mother Mary convince maggiormente è nella componente musicale e visiva. Le canzoni originali, curate da Jack Antonoff insieme a FKA Twigs e Charli XCX, contribuiscono all’effetto wow del film. Anche l’estetica è uno degli aspetti più riusciti: tra costumi elaborati, scenografie imponenti e tanto altro, Lowery costruisce un mondo affascinante che riflette bene il contrasto tra il glamour del palco e la solitudine dietro le quinte.
Mother Mary – Conclusioni
Nonostante l’impatto visivo e alcune intuizioni interessanti sulla cultura delle celebrità, Mother Mary resta un’opera irrisolta. La critica allo star system funziona solo a metà e il film sembra voler dire troppo senza approfondire davvero nulla. Rimane così un progetto ambizioso ma dispersivo, pieno di talento creativo e immagini potenti, che però fatica a trasformarsi in un racconto davvero coinvolgente.
