Spettacolo di grande impatto quello vissuto al Teatro Piccinni di Bari per Puglia Culture, dove il protagonista indiscusso è stato Vinicio Marchioni nella rilettura intensa e contemporanea di Riccardo III il capolavoro di William Shakespeare firmata da Antonio Latella.
Riccardo III – Un Riccardo magnetico e feroce
La grandezza di Riccardo III risiede nella forza inesauribile del suo protagonista: un uomo spregiudicato, dotato di intelligenza acuta e carisma magnetico, che non esita a manipolare, tradire e uccidere pur di raggiungere il trono. Su questo terreno, Vinicio Marchioni ha costruito una performance carismatica e stratificata: il suo Riccardo non è solo un tiranno assetato di potere, ma un’anima tormentata che seduce e respinge, avvince e inquieta.
Marchioni ha incarnato il personaggio con una fisicità potente e un controllo scenico impeccabile, giocando con i registri del parlato e del non detto, trascinando gli spettatori dentro un viaggio psicologico intenso, tra ambizione, claustrofobia emotiva e un’irresistibile spinta autodistruttiva.
Il potere del simbolismo
Il regista Antonio Latella, già a Bari con lo spettacolo Chi ha paura di Virginia Woolf interpretato dallo stesso Marchioni con Sonia Bergamasco, ha scelto un allestimento contemporaneo, con scenografie mirate e luci incisive che hanno esaltato il contrasto tra potere e isolamento. Il palco si è trasformato in un luogo simbolico dove i giochi di ombre e percorsi scenici riflettevano le molteplici maschere di Riccardo: al contempo affascinante e mostruoso.
La scenografia è curata nei dettagli simbolici: tra gli elementi visivi che emergono dalla rappresentazione ci sono le rose bianche, utilizzate come richiamo alla casata degli York (in opposizione al rosso dei Lancaster), e un albero cavo che allude forse nella forma e nella presenza alla potente icona della Torre di Londra.
Il set non è solo sfondo, ma parte integrante dell’azione drammatica: la scenografia interagisce con gli episodi di morte e con i momenti chiave, per esempio in alcune scene gli attori compaiono “fuori scena” creando un effetto di presenza spettrale che accompagna le dinamiche narrative.
Insieme alla scenografia giocano un ruolo essenziale i costumi di Simona D’Amico, le luci di Simone De Angelis e le musiche e il suono di Franco Visioli, elementi che contribuiscono alla costruzione di un mondo scenico coerente e suggestivo, capace di rendere palpabile tanto il clima di corte e potere quanto le pieghe interiori dei personaggi.
Un cast al servizio della tragedia
Accanto a Marchioni, un cast di alto livello che ha interpretato più ruoli per coprire la numerosità dei personaggi dell’opera: Silvia Ajelli (Regina Elisabetta), Anna Coppola (Regina madre, Duchessa di York), Flavio Capuzzo Dolcetta (custode), Sebastian Luque Herrera (Principe York, Richmond), Luca Ingravalle (Principe Edoardo), Giulia Mazzarino (Lady Anna), Candida Nieri (Regina Margherita), Stefano Patti (Buckingham), Annibale Pavone (Clarence – Re Edoardo – Stanley), Andrea Sorrentino (Hastings, Sindaco).
Insieme hanno sostenuto la complessità della tragedia e hanno aggiunto profondità e dinamismo alla narrazione, creando un equilibrio di forze teatrali che ha arricchito lo spettacolo. Il ritmo è stato calibrato con grande sapienza: momenti di grande tensione si alternavano a passaggi di introspezione psicologica, offrendo al pubblico una visione sfaccettata del male come impulso umano e politico.
Riccardo III: teatro vivo e pulsante
Riccardo III è stato un evento teatrale di altissimo profilo, capace di restituire al pubblico la potenza di un testo eterno attraverso una performance intensa e una regia coraggiosa. Vinicio Marchioni ha dimostrato ancora una volta di essere un interprete di grande versatilità e sensibilità, capace di tenere lo spettatore sospeso tra fascinazione e inquietudine.
Una serata di teatro che conferma la vitalità della prosa italiana contemporanea e la sua capacità di reinventare i classici senza tradirne l’anima. La messa in scena ha confermato come il teatro classico, se interpretato con intelligenza, forza e senso del presente, possa ancora scuotere, interrogare e coinvolgere, trasformando una storia antica in uno specchio dei nostri tempi.
