Dal 30 maggio Sacro moderno, documentario di esordio di Lorenzo Pallotta, arriva su Raiplaysolo su Raiplay.
Sacro moderno finalmente in piattaforma
La giusta definizione di Sacro moderno è film documentario perché accanto alle suggestive immagini che impreziosiscono il lavoro di Pallotta, il regista, abruzzese di origine, unisce parti recitate.
La storia ruota intorno a due adolescenti Filippo e Simone, entrambi attori non professionisti, come tutti gli altri “interpreti”.
I due rappresentano due diversi approcci verso la tradizione e la cultura ancestrale.
L’ambientazione è Intermesoli, in provincia di Teramo. Il luogo è abitato da circa novanta persone. Intermesoli è incastonato tra i Monti della Laga e il Parco nazionale del Gran Sasso.
Tra Sacro antico e moderno
I due ragazzi protagonisti, Filippo e Simone, si muovono in un minuscolo paesello tra i monti abitato da pochi esseri umani. Simone accetta il passato e le tradizioni come sacralità. Pur esitante, Simone acquista nuove consapevolezze e porta avanti la memoria della sua comunità montana. Filippo invece se ne allontana sia con lo spirito che razionalmente.
Pallotta sceglie un doppio binario: da una parte l’ osservazione, caratteristica propria del documentario. Dall’altra il regista segue la fiaba nera, molto in parte con l’atmosfera del luogo scelto.
Le sequenze e i colori, la suggestiva scena conclusiva si focalizzano con le due scelte narrative registiche creando un unicum.
Girato oltre cinque anni fa, Sacro moderno è stato presentato nel 2021 nella sezione della festa del cinema di Roma denominata Alice nella città. L’occasione che ha portato il documentario su Raiplay, darà modo di conoscere luoghi pittoreschi e sconosciuti ai più. Inoltre il documentario offre la possibilità di entrare nello stile di vita di una comunità assai ristretta del tutto connessa con il luogo di appartenenza.
Decisamente di nicchia ma utile per conoscere un’umanità che è distinta dal mondo cittadino perché inglobata nella natura e nei suoi limiti.
