Continuiamo la nostra intervista a Giuseppe Petruzzellis, regista dell’interessante documentario sull’India dal titolo Indian Flow. Scopri nell’articolo come aiutarlo a finanziare il suo progetto.
La locandina del documentario
Giuseppe, cosa è successo dopo il tuo viaggio?
Sono stato in India poco più di un mese, e in questa fase di raccolta del materiale filmico mi sono sobbarcato tutte le spese, autofinanziando il progetto. Poi però, dopo aver portato a casa circa 17 ore di riprese, si poneva il problema della post produzione: una fase del lavoro molto più lunga e onerosa delle riprese sul campo. Avevo bisogno di trovare finanziamenti per coprire queste spese.
Avendo già avuto a che fare con produzioni sia televisive che cinematografiche, sapevo che in Italia è molto difficile che un autore emergente riesca a trovare i soldi necessari al completamento del proprio progetto, specie se non si tratta di un lavoro con caratteristiche prettamente commerciali.
Ho quindi cercato di pensare a modalità alternative, e mi e’ venuto in mente il sistema delle produzioni dal basso: una forma di editoria collettiva che in vari casi ha avuto successo. In pratica si utilizza una piattaforma online per presentare il proprio progetto al potenziale pubblico, e si permette direttamente ai futuri fruitori di partecipare alla copertura spese del progetto: con un piccolo contributo economico chiunque può diventare co-produttore del documentario.
In Italia il sito di riferimento per progetti di questo tipo si chiama proprio Produzioni dal Basso, ed e’ qui che ho lanciato la raccolta fondi per Indian Flow. Visitando la pagina e’ infatti possibile prenotare una o più quote del documentario: versando 15 euro si riceverà a casa un dvd di Indian Flow (senza spese di spedizione). Abbiamo già raccolto più di 100 adesioni, ma manca ancora un pò per raggiungere la totale copertura spese: speriamo bene!
Quali caratteristiche stilistiche ha questo documentario?
Pur essendo presente una voce narrante, ampio spazio e’ lasciato ad un racconto costruito unicamente su immagini/suoni/musica. In varie parti ho puntato su un montaggio molto ritmato, vicino stilisticamente alla videoarte o al videoclip musicale. Mi interessa tenere fresca l’attenzione del pubblico, sperimentando soluzioni creative anche diverse dai classici format televisivi. L’India è di per sè molto fotogenica, il che di certo aiuta. Mi preme però trasmettere anche una sensazione di partecipazione agli eventi narrati, avvicinando il più possibile lo spettatore alle storie che ho raccolto.
Quali sono i riconoscimenti più importanti che hai ricevuto?
Indian Flow è ancora in corso d’opera: sarà pronto a fine gennaio. Una volta finito lo manderemo a vari film festival e televisioni, in Italia e all’estero. Nel corso degli ultimi anni altri miei lavori hanno ricevuto diversi premi e riconoscimenti, e spero che anche in questo caso non manchino piacevoli sorprese!
C’e’ qualche aneddoto in particolare che ti va di raccontare?
In India capitano un sacco di cose curiose. Può succedere di incontrare lungo il bordo di una strada due donne vestite con coloratissimi e scintillanti sari (l’abito tradizionale indiano), che impastano delle pagnotte di sterco. Oltre a restare stupito dalla dignità e dall’eleganza con cui svolgevano questo lavoro, ho scoperto che questa lavorazione di riciclo permette di produrre un funzionalissimo bio combustibile.
Oppure mi è capitato di partecipare per caso al funerale di un santone: era tutt’altro che triste, sembrava una festa, e mi ha fatto riflettere parecchio sul modo in cui gli induisti si rapportano con la morte. Altra esperienza indimenticabile il Kumbha Mela, il più grande raduno umano esistente al mondo: il 14 Aprile ero ad Haridwar in mezzo a 16 milioni di pellegrini induisti, e non mi è mai capitato di sentirmi tanto a mio agio in mezzo ad una folla così immensa. Ovviamente queste sono solo alcune delle storie che costellano il racconto del documentario.
Il regista Giuseppe Petruzzellis
Ringrazio Giuseppe Petruzzellis per la disponibilità e invito tutti, con l’acquisto di una copia del suo interessante documentario, a contribuire al finanziamento di questo progetto.
eroico sto’ ragazzo!!!Bella intervista!!!!appena mi sarà possibile aderirò al finanziamento!!!Molto bella l’intervista!!!Brava Antonella!!!!(lo so che non hai bisogno dei miei complimenti!!)
Buon Natale
rita