Secondo appuntamento per il format di successo ideato da Piera Detassis, il segreto dell’attrice al BIF&ST 2026. La nuova protagonista è l’attrice Anna Ferzetti.
Anna Ferzetti è una delle interpreti più apprezzate del panorama italiano contemporaneo, capace di alternare con naturalezza cinema, televisione e teatro. Dopo l’esordio sul grande schermo con Sul mare di Alessandro D’Alatri, ha consolidato la propria carriera grazie a ruoli in film come Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, Diamanti di Ferzan Özpetek e La grazia di Paolo Sorrentino.
Parallelamente si è distinta anche sul piccolo schermo con serie di successo e a teatro dimostrando una notevole versatilità interpretativa che negli ultimi anni le è valsa il consenso della critica e importanti riconoscimenti.
Anna Ferzetti – Un annus mirabilis
Per Anna Ferzetti il 2026 rappresenta un vero e proprio annus mirabilis. Dopo il successo corale di Diamanti di Ferzan Özpetek, l’attrice è approdata a uno dei ruoli più importanti della sua carriera con La grazia di Paolo Sorrentino, interpretazione che l’ha consacrata definitivamente come protagonista. A questo si aggiunge Domani interrogo di Umberto Carteni in cui veste i panni di un’insegnante in una scuola di periferia, affrontando con sensibilità temi come l’educazione, le seconde opportunità e il disagio giovanile.
Parallelamente al cinema, Ferzetti continua il suo percorso teatrale con People, Places & Things, intenso testo di Duncan Macmillan dedicato al tema delle dipendenze, diretto da Pierfrancesco Favino. Uno spettacolo che la vede protagonista di una prova interpretativa particolarmente complessa e che ha riscosso un notevole consenso di pubblico e critica.
Nel corso dell’incontro l’attrice ha parlato anche del rapporto professionale e personale con il marito Pierfrancesco Favino, sottolineando come tra loro non sia mai esistita alcuna forma di competizione, ma soltanto sostegno reciproco e confronto. Una serenità che affonda le radici anche nella sua storia familiare: Anna Ferzetti è figlia del grande attore Gabriele Ferzetti e cugina del critico cinematografico Fabio Ferzetti, ed è cresciuta vivendo il cinema come un ambiente naturale, imparando fin da bambina a considerare questo mestiere con rispetto e consapevolezza.
Ricordando il padre, l’attrice ha poi condiviso con il pubblico un aneddoto affettuoso che ne metteva in luce il lato più umano, restituendo il ritratto di un uomo capace di grande generosità e ironia, ben lontano dall’immagine austera che spesso traspariva dai suoi celebri personaggi sul grande schermo.
La vocazione ed il teatro
Nel ripercorrere la propria carriera, Anna Ferzetti ha ricordato di aver sempre cercato di alternare ruoli drammatici e brillanti, tra i quali ricordiamo Mamme imperfette, una delle prime web serie italiane di successo, diventata negli anni un piccolo cult.
Rispondendo alla domanda su come sia nata la sua vocazione, l’attrice ha raccontato di aver provato a intraprendere altre strade, senza però sentirsi mai davvero se stessa. ‘Mio padre mi ha sempre sconsigliato questo mestiere’, ha ricordato, spiegando come Gabriele Ferzetti conoscesse bene i sacrifici e le incertezze della professione. Eppure, per lei recitare è diventato una necessità irrinunciabile, quasi una forma di dipendenza. Un’immagine che l’ha portata a collegarsi alla protagonista di People, Places & Things, lo spettacolo diretto da Pierfrancesco Favino in cui interpreta una donna alle prese con le proprie dipendenze e fragilità interiori.
Parlando del teatro, l’attrice ha infine sottolineato il profondo senso di responsabilità che prova nei confronti degli spettatori: ‘Il pubblico deve essere esigente, paga un biglietto per andare a teatro e vuole tornare a casa soddisfatto. Io sento questa responsabilità e anche il mio compagno‘. Un principio che, ha spiegato, guida il suo modo di affrontare ogni spettacolo e che condivide pienamente con Pierfrancesco Favino, accomunati da un approccio rigoroso e rispettoso del lavoro e del pubblico.
Anna Ferzetti: la maturità come punto di svolta
Per Anna Ferzetti è arrivata un’età della vita in cui esperienze, incontri e cambiamenti le permettono di affrontare questo mestiere con una consapevolezza diversa. ‘Sono arrivata a un punto della mia età e della mia carriera in cui forse ho qualcosa in più da raccontare’, ha spiegato. La maturità, dunque, non come punto di arrivo, ma come una nuova possibilità di mettersi in gioco e di lasciarsi andare, anche grazie a un lavoro che le consente di assecondare una delle caratteristiche più profonde del suo carattere.
L’anima ribelle e la scuola tedesca
Nel racconto di Anna Ferzetti c’è anche una contraddizione che sembra appartenerle profondamente: da una parte il rigore, la disciplina e l’educazione ricevuta, dall’altra una natura più libera e ribelle. Per quindici anni ha frequentato la scuola tedesca di Roma, una scelta voluta da Gabriele Ferzetti, che desiderava per lei una formazione rigorosa e la conoscenza di una lingua straniera. ‘La scuola tedesca mi ha lasciato grande disciplina, grande rigore’, ha raccontato l’attrice, ricordando però di essere stata tutt’altro che una studentessa modello.
E proprio a quella parte più istintiva e anticonformista di sé sono legati i suoi tatuaggi: ne ha dieci, ciascuno legato a un momento importante della sua vita. Il primo, non a caso, lo ha fatto insieme al padre. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma che restituisce bene la complessità del loro rapporto.
Il rapporto con Paolo Sorrentino ed il destino di girare il film La grazia
C’è poi l’incontro con Paolo Sorrentino, che Anna Ferzetti racconta quasi come un appuntamento con il destino. Il 25 dicembre 2024, proprio il giorno di Natale, sul suo telefono arriva un messaggio del regista: ‘Tu’. La reazione di Anna è immediata: non soltanto per l’emozione di essere stata scelta da uno dei più importanti registi italiani, ma anche per quello che quella telefonata rappresentava nel suo percorso.
In La Grazia Ferzetti interpreta Dorotea, la figlia del Presidente della Repubblica interpretato da Toni Servillo, una raffinata giurista che affianca il padre nelle decisioni più delicate. Un ruolo importante, arrivato in un momento particolare della sua carriera e della sua vita, e che sembra assumere anche un significato simbolico: il riconoscimento di un talento che per anni ha cercato di affermare. L’interpretazione le è valsa anche il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista, in un film che ha conquistato complessivamente otto premi.
Termina qui la prima parte dell’articolo dedicato all’incontro con Anna Ferzetti all’interno del ciclo di incontri de Il segreto dell’attrice. Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte.
Hai letto gli articoli dedicati al BIF&ST 2026. Hai già letto l’articolo dedicato all’incontro con l’attore nativo americano Wes Studi?
