Couture

Couture _ Più sfilacciato che cucito

Couture, ultimo film di Alice Winocour, con Angelina Jolie, Louis GarrelElla Rumpf. Dura circa 106 minuti, e sarà nei cinema italiani a partire da mercoledì 26 agosto 2026.

Couture

Couture

Le vite di tante persone si intrecciano, scorrendo parallele e sfiorandosi ogni tanto.
Una truccatrice, una modella, una sarta e una regista che fanno le loro vite, una cosa le unisce, una sfilata che sarà a breve, e l’ansia affinché tutto sia perfetto.
Ognuna con la propria storia, ognuna con i propri sogni, speranze e aspettative. Più per caso che per realtà si trovano a confronto.

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Il trailer del film

Couture

Couture è come un orlo sfilacciato. Uno di quello da cui penzolano i fili, che oggettivamente di da fastidio, ma che al momento lasci, perchè non hai delle forbici a disposizione. Vediamo storie che non si intersecano mai, storie parallele che scorrono nella (quasi) totale indifferenza della altre.
Un film che ti inganna già dal titolo Couture, che uno pensa che andrà a vedere un film sulla moda. Invece questa specie di didascalico reportage senza un vero soggetto va avanti per inerzia, usando la sfilata come vago pretesto per unire il tutto. Storie abbozzate e mai finite, storie che non dicono nulla, che accennano cose qui e lì e lasciano tutto in sospeso. Una truccatrice che vuole fare la scrittrice, una modella che vuole fare la farmacista, una regista che scopre una malattia e una sarta che… Beh una sarta che cuce. Una sarta che cuce in un atelier di altissima moda in cui tutti sono in abiti civili e non in camice bianco. Una cosa che non è credibile, una cosa che se la racconto a un addetto del settore ride fino domani mattina.

Il titolo che illude

Accadono cose (assurde) che vengono lasciate sospese, accadono altre cose di cui sinceramente non si capisce il significato. La storia della modella, la storia più debole di tutto il film, e non che le altre brillino. Una modella che boh, modella insieme alle altre. Che non ha mai sfilato e non sa nemmeno come si faccia, e che viene mandata dalla sua agenzia come modella di punta e di apertura di sfilata. Una passerella in mezzo ai boschi, in cui le modelle devono fare 800 metri di camminata per arrivare davanti al pubblico. la trama è come un filo da imbastitura, sembra tenere, ma se lo tiri leggermente si spezza.
Angelina Jolie cerca di salvare un film, ma non basta la sua sola bravura per mettere le toppe su tutto il resto.

E’ come se fosse stata fatta la teletta di prova di questo film, ma si siano saltati gli sdifettamenti e si sia passati direttamente in produzione, con un abito di prova ancora imbastito e non cucito. E, in conclusione, continua a sfuggirmi cosa questo film volesse dirmi, perchè tutto è accennato e correre su binari paralleli che non si incontrano mai.
Ve lo consiglio? No, ma sono sicura che il titolo “Couture“, attirerà pubblico convinto di andare a vedere un film inerente alla moda e che uscirà abbastanza confuso su quello che ha appena visto.

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