Rompicapo a New York: quando l’amore non basta

Una famiglia: papà Xavier (Romain Duris), Francese e scrittore di professione, la madre Wendy (Audrey Tautou), Americana e imprenditrice di successo e le loro due piccole creature, un maschio e una femmina, che vivono a Parigi. Sembrerebbe l’inizio di una bella favola. Ma siamo nel 2014, e le cose si complicano, si complicano da impazzire…

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Rompicapo a New York

di Pasquale Mesiano

Il loro rapporto inaridisce e Wendy trova un nuovo amore Americano, per il quale decide di trasferirsi al di la dell’oceano con i figli. Xavier non si perde d’animo, vuole stare accanto ai suoi figli, per non ripetere gli stessi errori di suo padre, assente e ora quasi estraneo. Tenta un salto nel buio, va a New York ospite di Isabelle, la sua migliore amica. Ora è solo, deve ricominciare tutto da zero: trovare un lavoro, un appartamento, ricreare una vita che comprenda i suoi figli, in una nuovo continente.

Ironia drammatica e accattivante

Ora sembrerebbe un dramma, e invece…invece no. Siamo nell’epoca della comunicazione diretta su Skype, delle linee aeree Low Cost che attraversano i continenti, dei rapporti che iniziano e finiscono senza tragedie. E’ la vita dei quarantenni di oggi, dove nulla è definitivo, tutto è dinamico, una vita già vagheggiata dai grandi filosofi del XIX secolo, che fanno compagnia in sogno al nostro Xavier, come amici sempre conosciuti che si fanno vivi proprio nel momento di maggior bisogno, aiutandolo a riflettere.

Xavier non deve solo lottare per i suoi figli, deve ritrovare se stesso, deve cercare il modo di adattare se stesso alla società moderna. E quando il suo vecchio amore, dopo aver letto il romanzo autobiografico di Xavier, gli dice: ”Non capisco perché ora tu veda la tua vita in modo così complicato”, lui sgrana gli occhi stupefatto…

Questo è terzo capitolo della trilogia di Cedric Klapich dopo l’acclamatissimo L’appartamento spagnolo e Bambole Russe. Il film è totalmente autonomo rispetto ai precedenti episodi, quindi non ci sono problemi nella comprensione della trama.

Giudizio: ottimo…o perlomeno ben riuscito. Klapich cala perfettamente i personaggi nei loro ruoli, in un contesto assolutamente verosimile, sicuramente consueto ma mai banale. Il film è pervaso da una sottile ironia drammatica e molto accattivante. La storia di Xavier, Wendy, Isabelle e degli altri personaggi è una declinazione delle vite di tutti noi, e Kaplich non va oltre, non pretende di raccontare “la” storia ma “una storia”, emblematica dei nostri tempi.

Sceneggiatura divertente, bravi attori, ottima regia; non poteva che venirne fuori un’ottima pellicola (persino da rivedere).

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