#Venezia74: Manhunt di John Woo

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 0 Flares ×

#Venezia74: Arriva fuori concorso e ad un giorno dalla chiusura di questa 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia il nuovo film del regista John Woo, Manhunt, omaggio fumettistico dell’ action poliziesco asiatico anni 60-70.

la-locandina-ufficiale-di-venezia-74-maxw-1280

Manhunt

Che sia un maestro indiscusso della regia e della messa in scena, il buon John Woo, è un dato di fatto. Vedere un suo film è sempre un dono prezioso e per quanto, nella sua lunga filmografia, ci sia stato qualche passo falso (nel periodo hollywoodiano), il maestro ha già dato tanto e torna oggi con un film che nulla aggiunge ma che ricorda quanto determinante possa essere un Regista in un progetto.

Si, perché Manhunt non spicca per un copione dalla trama particolarmente avvincente: abbiamo un avvocato di una grossa azienda che sta per cambiare lavoro e viene incastrato di un omicidio che non ha commesso, venendo dunque braccato tanto dalla polizia quanto da alcune agenti segrete con una forza sovraumana. In tutto ciò il nostro protagonista dovrà capire cosa sta succedendo e perché è stato incastrato.

Manhunt

Manhunt

Quello che eleva il film è innanzitutto l’imbottitura comica nella costruzione drammaturgica tipica dei film anni 60-70 giapponesi, così sopra le righe e surreali da destare oggi solo sorrisi e puro intrattenimento. E questo John Woo lo sa ed è questo che vuole, facendo così in modo che il prologo del film dia chiare intenzioni di ciò a cui stiamo per assistere (la discussione attorno ai vecchi film).

Un altro, fondamentale, punto di forza è poi la messa in scena e la regia: Woo sa esattamente dove mettere la macchina da presa e come Rendere i caratteri dei personaggi, le interazioni tra di loro, e creare quel sapore quasi trash all’intera operazione eppure senza scadere nel banale o nel b-movie. Le scene d’azione e di combattimento hanno un ritmo invidiabile e il film riesce a collocarsi in uno spazio a-temporale per il suo essere un ‘omaggio a …’ quanto un prodotto assolutamente contemporaneo. E ci ricorda quanto maestri come lui dovrebbero avere tanta più considerazione di quanta in realtà non abbiano.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 0 Flares ×