Un posto sicuro: parlano i protagonisti Francesco Ghiaccio, Marco D’Amore e Giorgio Colangeli

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Tra i premiati del BIF&ST 2016 c’è l’attore Giorgio Colangeli che ha ricevuto il Premio Gabriele Ferzetti per il migliore attore protagonista per la sua interpretazione in Un posto sicuro di Francesco Ghiaccio. Nell’articolo leggiamo e ascoltiamo gli interventi del regista Francesco Ghiaccio e dei protagonisti Marco D’Amore e Giorgio Colangeli.

Un posto sicuro

I protagonisti di Un posto sicuro: il regista Francesco Ghiaccio e gli attori Marco D’Amore e Giorgio Colangeli

Un posto sicuro: la genesi del film secondo Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio

In questo video il regista Francesco Ghiaccio parla della genesi del suo film Un posto sicuro, pensato, sceneggiato e prodotto insieme all’attore Marco D’Amore, protagonista del film:

Un posto sicuro: parla l’attore Giorgio Colangeli

In questo video l’attore Giorgio Colangeli parla del suo ruolo e dell’importanza del film che racconta i fatti reali e la tragedia di Casale Monferrato. Si sente una responsabilità in più in questo tipo di ruoli?

Le difficoltà produttive del film

Film come Un posto sicuro, con temi diversi dai soliti, hanno sempre difficoltà ad essere prodotti. Nonostante tutto Un posto sicuro ha girato molto e continua a farlo, sia in festival che nelle scuole. Di seguito le impressioni di Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio

Marco D’Amore: Io mi ero già confrontato con una reazione del genere lavorando a Gomorra e in quel caso è stato comodo dire che era un problema solo napoletano. Quando tra 10 anni in Veneto, Piemonte, Lombardia capiranno che le fondamenta su cui si fondano le loro città sono marce allora faranno un passo indietro e si capirà che questo di Casale Monferrato è un problema non solo nazionale ma mondiale perché l’amianto è prodotto nei due terzi dei paesi del mondo.

Sul nostro territorio ci sono 32.000 tonnellate di amianto la maggior parte dei quali smaltite illegalmente perché la bonifica costa tanto. In Italia muoiono 5000 persone all’anno per l’amianto per cui in quel senso dico che il problema è politico. Quanto alla censura sul film io penso che sia preventiva, ancora più pericolosa perché è una censura intellettuale che racconta di un paese in cui i giovani non fanno più i conti con le idee, i sogni, le aspirazioni e si confrontano con quello che vorrebbero raccontare ma fanno già i conti con i soldi e quindi una storia non vale la pena di essere raccontata perché non fa soldi.

E’ il motivo per cui ci hanno detto ‘che la raccontate a fare questa storia sull’Eternit? Chi se la va a vedere?’. Così facendo, attuando questo tipo di censura preventiva, tra 10 anni racconteremo solo di corna, del gay che si innamora della signorina, del telefonino che ti fa vedere il messaggio (i telefonini bianchi ride). Questa è una censura sottile, pericolosissima che si insinua nel cervello dei giovani autori, registi, attori e andrà ad influire sulla scrittura, sulla direzione, sull’interpretazione, fino a creare un’omologazione totale. Per me la differenza la fa il pubblico responsabile che decide di boicottare. Perché poi facciamo tante chiacchiere ma ci sono film che fanno 70 milioni e noi che siamo usciti solo in 5 copie abbiamo fatto 80.000 euro.

Francesco Ghiaccio: Riguardo le scuole, abbiamo visto migliaia di studenti, continueremo ad incontrarli e quello che sentiamo ad ogni incontro è che il nostro lavoro ha senso perché meglio di altri loro riescono a sentire quel futuro che Casale Monferrato ha cercato in tanti anni.

La scena centrale del film: il rapporto tra padre e figlio

In questo video Giorgio Colangeli parla di una delle scene centrali del film: quella in cui il padre fa un monologo al figlio. Quella scena è nata per caso, come raccontano l’attore ed il regista Francesco Ghiaccio:

Giorgio Colangeli: la responsabilità di un ruolo

Un posto sicuro è la testimonianza diretta di un dramma che ha vissuto l’Italia, in particolare Casale Monferrato, e nasce ricollegandosi ad una sorta di cinema civile che ha una lunga tradizione nel cinema italiano. Come si è avvicinato l’attore Giorgio Colangeli a questa storia, a questo film, a questo personaggio?

Giorgio Colangeli: Io ho vissuto una grande full immersion a Casale Monferrato che è una città fortemente segnata ma anche redenta dal fatto di essere stata protagonista di una storia, un allarme, che è però planetario. A Casale Monferrato è stata ormai fatta una bonifica quasi totale cosa che non si può dire in altri posti. Il problema è di tutto il mondo anche perché in Italia ormai ne siamo consapevoli e anche se fino ad ora non si è fatto moltissimo, ci sono grandissimi e popolosissimi paesi nel mondo in cui l’amianto è ancora lavorato, fabbricato e venduto.

Noi abbiamo il problema della bonifica lì c’è il problema di dire ‘fermatevi per voi per noi‘. Ma questi discorsi in quei paesi sembrano arrestare lo sviluppo che noi abbiamo voluto, come quando diciamo ai brasiliani di non distruggere le foreste e noi in Europa le abbiamo distrutte da secoli per cui è un discorso che rischia di non stare in piedi.

Le foto dei protagonisti

In queste gallerie una carrellata di foto dei protagonisti del festival

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