fringe la serie tv

Fringe serie TV: trama, recensione, stagioni e dove vederla

Fringe è una serie TV di fantascienza che parte come procedural investigativo e diventa progressivamente una storia molto più complessa su universi paralleli, identità e conseguenze delle scelte.

In questa recensione vogliamo fare un viaggio tra la trama, i personaggi e le varie stagioni di Fringe, spiegando anche dove si può guardare la serie oggi.

Ricordi cosa successe tempo fa quando quasi in concomitanza uscirono “The Prestige” e “The Illusionist”?

Il primo, capolavoro teoretico di Christopher Nolan, era una guerra di maghi che nascondeva un intenso quanto lucido pamphlet sulla dualità bene/male e realtà/illusione; che inevitabilmente oscurò la bellezza del secondo, con l’onesta regia di Neil Burger, storia d’amore tragica ed intensa ambientata in una nebbiosa Vienna di inizio secolo.

Storia che, per quanto ben raccontata ed emozionante, nulla poteva contro l’abissale profondità di pensiero del primo. 

Ecco cosa è successo con Lost: il serial, che definire di culto sarebbe riduttivo se non un insulto, ha riscritto non solo la grammatica televisiva quanto l’immaginario collettivo, innestando nel suo tessuto:

  • scienza
  • filosofia
  • religione
  • occultismo
  • parapsicologia
  • per creare una cattedrale maestosa quanto irraggiungibile.

Inevitabile che ogni altra cosa del suo creatore passi in secondo piano: dal pur riuscito (ma buttato via nell’ultima, importante stagione) Alias, fino ai vari Cloverfield e Star Trek per il grande schermo, per arrivare a Fringe, la serie tv.

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Che cos’è Fringe?

Testo originale di Gianlorenzo Franzì — aggiornamento editoriale 2026 a cura della redazione di Cinemio.it

fringe la serie tv

Fringe è una serie TV di fantascienza che ruota attorno a casi misteriosi, esperimenti scientifici fuori controllo e fenomeni che sembrano impossibili.

Nella serie troviamo l’agente Olivia Dunham, lo scienziato Walter Bishop e suo figlio Peter, coinvolti in indagini che, un piccolo passo alla volta, fanno emergere una storia molto più grande e complessa.

Ed ecco il punto: Fringe è sì una serie TV, ma è anche una via di mezzo fra la complessa struttura narrativa a livelli di Lost e l’attrazione gravitazionale per il paranormale di X-Files, senza però essere pietra angolare come il primo né specchio dei tempi come il secondo.

Insomma paga lo scotto di nascere dopo questi capisaldi della narrativa per immagini contemporanea, rimanendo più in ombra di quanto meritasse, mentre invece si eleva di almeno una spanna da tanta spazzatura presente nei palinsesti.

La storia di questa serie TV

Fringe è la storia dell’agente FBI Olivia Dunham (una brava Anna Torv, forse fisionomicamente troppo simile a Cate Blanchett per essere credibile fino alla fine…).

Inizialmente Olivia Dunham è impiegata per risolvere il mistero di un volo aereo finito misteriosamente in tragedia (ecco Lost che si affaccia timidamente….).

Successivamente Olivia scopre che quello non era altro che l’inizio di un arazzo, iniziato ad essere intessuto anni prima e destinato a coinvolgere realtà parallele, esperimenti scientifici e minacce molto più grandi di quanto inizialmente potesse immaginare.

La trama si infittisce episodio dopo episodio, e prende il volo circa verso il nono episodio (The Dreamscape) della prima stagione, quando i casi dei singoli episodi iniziano a legarsi alla storia principale;; fino a diventare elettrizzante attesa per ogni nuova puntata dopo il primo finale di stagione (There’s More Than One Of Everything).

Quando il quadro della situazione si fa un po’ più chiaro, finalmente capiamo che i 20 episodi a cui abbiamo appena assistito non sono altro che l’inizio di una storia ancora da raccontare, proprio come accadeva in Lost.

La forza e la debolezza di Fringe

È qui probabilmente il limite e la forza del serial, come detto sopra: non dire niente di nuovo, ma dirlo con una forza e un’intelligenza non comuni. 

C’è un po’ di tutto, dall’ipotesi di complotto all’invasione aliena, dagli indizi impercettibile che ad Abrams piace disseminare qua e là (stavolta sono i “glifi”) fino a idee e personaggi presi in prestito dai fumetti (se l’Osservatore non vi dice niente, rileggetevi i Fantastici Quattro).

Senza contare la resa straordinaria degli effetti speciali, la sapiente gradazione di ogni ingrediente, e l’attenta costruzione dei caratteri che conta soprattutto uno scienziato pazzo originale e godibile come non se ne vedevano da tanto, troppo tempo, quel dott. Walter Bishop che ha le fattezze di un incredibile John Noble, capace di passare (e noi con lui) dal sorriso al pianto in un tremore di palpebra.

Certo, come le cose di J.J. Abrams, Fringe ha il difetto ad un certo punto di attorcigliarsi su se stesso fino a diventare comprensibile solo agli iniziati che hanno intrapreso il viaggio fin dall’inizio: ma credimi sulla parola, è un viaggio che vale la pena fare.

Tu cosa ne pensi di Fringe come serie TV? Parliamone nei commenti qui sotto.

10 Comments

  1. Donatella
  2. stefano
  3. Ramon
  4. Claudio
  5. OLIVER
  6. MarioSka
  7. Maria Luigia Nadali
  8. Tina Solarini
  9. Maurizio Carnaccini

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