Il 22 ottobre a Latte di Filippo Marasco, è stato assegnato il premio Rai cinema nell’ambito di Alice nella città 2026.
Latte, cortometraggio di Filippo Marasco
Un bambino “roscio” tutto lentiggini (Christian Liberti) e sua madre (Barbara Chichiarelli) in auto. La donna è apparentemente serena perché vuole presentare al figlio quello che ritiene un suo importante affetto. L’ uomo (Pietro Ragusa) è un dentista e, decisamente irritato dalla presenza del piccolo, trasforma in un trauma la prima visita di controllo che il bambino doveva effettuare per l’estrazione di un dente da latte
Latte, diretto da Filippo Marasco, è una piccola chicca. Una storia concentrata in poco più di 15 minuti ma che riesce a rendere con maestria e professionalità dei sentimenti contrapposti. Tutto questo grazie anche alla bravura dei tre protagonisti, in testa il piccolo Liberti spontaneo come solo i mini attori sanno fare.
Vincitore del premio Rai cinema nell’ambito della manifestazione Alice nella città 2026, l’opera è il film di diploma di Filippo Marasco, allievo della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté. Ed è proprio stata la felice dicotomia tra un’opera di un esordiente che affronta la prova con straordinaria maturità a fare assegnare il premio al giovane artista.
Il corto sarà anche distribuito fuori dall’ Italia con il titolo Milk. Con questo titolo parteciperà infatti al Leeds International Film Festival in partenza il 29 ottobre.
Due chiacchiere con Filippo Marasco
Ciao Filippo, puoi parlarci un po’ di te?
Mi chiamo Filippo Marasco, ho 25 anni, e vengo da Voltri, che è l’ultimo quartiere di Genova, lungo la costa. Sono cresciuto dicendo andiamo a Genova per dire andiamo in centro, e per questo, dire che faccio il regista mi sembra ancora un po’ strano!
Come hai vissuto il tuo percorso nella Scuola Volonté?
Ho vissuto il percorso alla Volonté con una certa fatica, la scuola è il luogo dove per la prima volta si vive l’atrito con la realtà di una macchina produttiva, ci ho messo un po’ per farci i conti, diciamo che dovevo semplificare, ma a volte si tende ad appellarsi a grandi concetti per difendere le proprie idee, è un posto che mi ha insegnato tantissimo, soprattutto nel confronto dei miei colleghi, molti dei quali sono diventati tra i miei migliori amici.
Immagino che tu abbia accolto con grande soddisfazione la tua vittoria. Potresti parlarcene?
Grande soddisfazione, un po’ di incredulità e grande sollievo, mi chiedo spesso se tutto lo sforzo che serve per fare un corto poi abbia un effettivo riscontro nella realtà, l’opportunità di avere latte su Rai mi garantisce che il lavoro arriverà ad un pubblico, è la cosa più importante.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto lavorando su tre progetti, tutti e tre ambientati a Genova, due sono lungometraggi e il terzo è un corto che ho già scritto, che spero di girare presto, sono storie molto personali, spero che il premio vinto ad Alice mi aiuti a presentarle alle persone giuste!
