The echo chamber

The Echo Chamber – L’ultima soggetto di Bertolucci

The Echo Chamber è un film del 2026, diretto da Andrea Pallaoro, con protagonisti Luca Marinelli e Alicia Vikander. Questo lungometraggio è stato presentato in concorso alla 83esima Mostra del cinema di Venezia, verrà distribuito in sala a partire dal 10 settembre da 01Distribution.

-Articolo di Michele Scarperia

Quest’opera rappresenta un soggetto originale del regista Bernardo Bertolucci, rimasta inedita dalla sua morte nel 2018. Su essa hanno lavorato alla sceneggiatura Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini.

The echo chamber

The Echo Chamber

Anna (Alicia Vikander) ha una complicata relazione con Leo (Luca Marinelli), un produtture discografico dipendete dal droga. Le loro vicende si svolgeranno sotto l’ala della cantante Ava (Susan Sarandon).

Il trailer del film

Il coraggio di entrare in una stanza di dolore

The Ehco Chamber è un film che chiede allo spettatore di entrare in una stanza e di avere il coraggio di non uscirne forse mai. Andrea Pallaoro prende l’ultimo soggetto di Bernando Bertolucci per farne un’opera sospesa, claustrofobica e carnale, dove l’amore non è mai soltanto amore, ma diventa dipendenza, cultura, controllo, bisogno.

Leo e Anna vivono un rapporto fatto più di assenze che di presenze, di copri che si cercano e si respingono. L’appartamento diventa così molto più di una semplice ambientazione: è una prigione emotiva, un luogo nel quale i ricordi rimangono incastrati tra le pareti e ogni oggetto sembra conservare la traccia di qualcuno che non c’è più. Pallaoro costruisce immagini fatte di silenzi esguardi, lasciando che siano i corpi a raccontare ciò che i personaggi non riescono a dire.

Ma non va sottovalutata la ottima scenggiatura su cui hanno lavorato Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, che contribusice nel non raccontare una banale storia d’amore tossico, ma quest’opera racconta ciò che rimane di un amore quando diventa una forma di dipendenza. Un sentimento che dovrebbe liberare e che invece finisce per diventare una gabbia.

Luca Marinelli e Alicia Vikander, performance carnali

Luca Marinelli e Alicia Vikander lavorano soprattuto sulla fisicità dei loro personaggi, costruendo una relazione disturbante, estremamente umana. Marinelli riesce a rendere visibile la fragilità, mentre la Vikander restituisce al suo personaggio un’ambiguità che impedisce allo spettatore di stabilire con certezza chi sia davvero vittima e carnefice. E poi c’è Susan Sarandon, presenza quasi spettrale, che attraversa il film come una voce proveniente dall’aldilà regalandoci i momenti più affascinanti dell’opera.

Un’opera tanto elegante, quanto imperfetta

Pallaoro realizza così un film tanto elegante, quanto imperfetto. La sua ricerca di sospensione si trasforma a tratti in immobilità e alcune sequenze si dilatano ben oltre il necessario. La parte finale tende a predere quella precisione chirurgica che aveva ben caratterizzato l’inizio, e l’epilogo indebolisce leggermente l’opera.

the echo chamber

The Echo Chamber – Conclusioni

The Echo Chamber è un film che forse pretende troppo da se stesso, che a tratti si perde nella propria ossessione e ripetizione. Eppure è nella sua imperfezione che riesce a conservare qualcosa di prezioso: la sensazione di essere entrati in uno spazio nel quale, una volta usciti, una parte di noi è rimasta dentro.

Perché The Echo Chamber non è solo un film sull’amore, sul dolore o sulla dipendenza: è un’opera sulle stanze che ci abitano anche quando abbiamo smesso di viverle. E quando un lungometraggio riesce a trasformare quattro pareti in un ricordo in cui ritrovarsi, il cinema smette di essere uno schermo e diventa memoria.

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