La fine di Oak Street, ultimo film di David Robert Mitchell, con Anne Hathaway ed Ewan McGregor. Dura circa 1 ora e 40 minuti e sarà nei cinema italiani a partire dal 12 agosto 2026.
La fine di Oak Street, letteralmente la fine
La fine di Oak Street, ovvero il limite invalicabile. Perché? Perché Oak Street, da tranquillo quartiere residenziale, dove tutti si conoscono e si salutano, diventa all’improvviso una specie di bolla. Anzi, una specie di bolla però teletrasportata ai tempi dei dinosauri. E non quelli carini e coccolosi di Piedino alla ricerca della valle incantata. Più in stile incazzati e affamati di Jurassic Park.
E in questa bolla, a milioni di anni di distanza da noi, c’è anche Denise e la sua famiglia. Famiglia che una mattina si sveglia, dopo che di notte ci sono state delle luci fortissime nel cielo, e si ritrova proprio faccia a faccia coi dinosauri. E proprio allora si dovrà mettere da parte tutto, tutte le incomprensioni e il resto, tutto pur di riuscire a sopravvivere in un mondo popolato da dinosauri (e poi guerrieri) di milioni di anni fà, che segreti Oak Street svelerà!
Il trailer del film
E luce fu
Cadillacs e dinosauri che divorano la strada, una strada che nessuno sa se finirà.
Vi ricordate il cartone? Dove le macchine sfrecciavano in mezzo ai dinosauri? Ecco, La fine di Oak Street è basato su quella trama. Non capisco manco come si possa classificare questo film. Horror? Fantascienza? Plagio di un cartone animato anni ’90?
Che poi scusate, in effetti ho chiuso la trama con una citazione che solo in pochi avranno colto. I segreti dell’isola misteriosa. Altro cartone anni 90, in cui così tanto ho rivisto nella trama di questo film.
Un film che dopo circa 5 minuti già intuisci che andrà peggio, e in effetti. Doppiaggio italiano ingrato, recitazione discutibile, trama che fa acqua da tutte le parti.
Poi per mezzo film, quasi tifi per i dinosauri, dalle tante cose irrealistiche che succedono sullo schermo. Non ho tanto ben capito il senso di questo film. Non ho capito di sicuro la spiegazione del perchè Oak Street si ritrova all’età giurassica, Anzi, non è che non l’ho capita. E’ che il mio cervello si rifiuta di credere a una spiegazione che viene lanciata quasi per caso, messa in bocca a un’adolescente che all’improvviso, perchè ha letto un libro sullo spazio tempo, snocciola teorie che magicamente spiegano il tutto. Eddai ragazzi, almeno mettete uno scienziato che sa tutto ma a cui nessuno interessa, alla The Walking Dead. Inquadrature a tratti inquietanti, che mi hanno ricordato molto il taglio di Sign, dove anche li, era una famiglia contro il mondo e la minaccia esterna.
Soli contro una minaccia esterna
Lì erano gli alieni, qui sono i dinosauri, ma il senso di “angoscia”, i tagli di inquadratura, anche quei silenzi e i colori della pellicola sono molto similari. Trama che va avanti per morti e per inerzia, solo per vedere se arriva un dinosauro ancora più grande.
Diciamo che questo film richiama anche abbastanza It follows, film dello stesso regista. Anche qui infatti c’è un evento che sconvolge la realtà quotidiana, di cui non si non si indaga molto sul perchè, ma soprattutto sul “adesso come ne usciamo?”. Presenze e dinosauri che ti seguono che sono dietro di te, che alle volte nemmeno le senti arrivare, e ti volti quando ormai è troppo tardi. Ma mentre in It follows il senso di ansia era tangibile, con misteriose presenze sempre appena al limite del campo visivo e di presa, qui i dinosauri li vediamo eccome, e diciamo che molto dell’effetto ansia si va a perdere. Una famiglia contro il mondo, di cui seguiamo tutta la vicenda, il regista non fa praticamente intervenire figure esterne, ma si concentra esclusivamente sulla famiglia e sulle sue reazioni di fronte a un problema inaspettato e il rischio concreto di diventare pappa per un dinosauro affamato.
La fine di Oak Street, ognuno per se, tutti per i dinosauri
Che poi ad essere sinceri, visto il cast, mi aspettavo pure un film che comunque avesse qualcosa da dire. Non dico il film della vita, ma cavolo. Mi aspettavo almeno una trama in grado di generare pathos, suspance… Invece qui è più un vedere chi sarà il prossimo a venir sbranato da un dinosauro. Ovviamente passando per momenti salienti in cui la cosa più gentile che pensi è “ma davvero?” Ma davvero in mezzo a dinosauri che cercano di mangiarti e hanno mangiato metà del tuo quartiere, la cosa per te importante è vendicare tuo fratello, o rincorre il tuo cane che scappa?
Un film che lascia perplessità, e molte perplessità se posso dire. Già le scelte stilistiche di aggirarsi per una città con una borsetta a tracolla che, stilisticamente è molto figa, ma in termini di comodità e funzionalità lasciano alquanto a desiderare. Se poi ci aggiungiamo che in suddetta borsa, una tiene la polaroid per scattare foto dei momenti epici mentre, ripeto, enormi dinosauri cercano di mangiare chiunque… Beh da il taglio del film. La fine di Oak Street, un filmetto che poteva uscire giusto in agosto, quando il caldo è talmente pressante, che anche questo film va bene per passare una serata al cinema, dove almeno c’è l’aria condizionata.
