Il grande Gatsby, in scena lo show al Teatro Lirico Giorgio Gaber, Milano. Libretto scritto da Enrique Gasa Valga insieme a Birgit Edelbauer-Heiss. Nel cast troviamo Locke Venturato, Camilla Danesi, Matthew Humphreys. Lo spettacolo sarà in scena dal 21 al 25 ottobre 2026.
Gatsby, quando la danza mostra ciò che le parole nascondono
Preparatevi a uno show basato sul Grande Gatsy, e non aspettatevi richiami al film, questo show, ha un’anima completamente sua. La storia del romanzo qui è solo una lontana linea guida che ci accompagna durante la visione dello spettacolo. Diciamo una traccia su cui ballare e cantare. In scena 20 “bolle”, ognuna accompagnata dalla sua canzone, cantata al momento.
Il tutto raccontato brevemente nel libretto (importantissimo per seguire la storia, prendetelo) che è a disposizione all’ingresso della sala.
Un’anticipazione dello spettacolo
Il Grande Gatsby, non un classico
Va in scena al Teatro Lirico Giorgio Gaber, questo show, basato sul Grande Gatsy. Un cast di ballerini, un’orchestra che suona dal vivo, come anche una cantante che ci accompagnerà per tutto lo spettacolo.
Diciamo che ci sono delle cose molto insolite in questo spettacolo, questo show. Prima di tutto dovete andare preparati, conoscendo già la storia del romanzo, almeno a grandi linee, o non capirete nulla. Strana infatti è la scelta di mettere i ballerini sul palco, e lasciare allo spettatore il compito di capire chi è chi. E purtroppo non sempre basta il nostro intuito per capire chi è chi, soprattutto nelle prime scene. Come anche abbastanza strana è la scelta di mettere in scena dei momenti ben definiti, quasi staccati dai successivi e precedenti. I ballerini bravi, alcune sbavature, soprattutto nei momenti corali, dove alle volte non sono tutti precisamente a tempo, ma bravi. Ma le scelte stilistiche di questo spettacolo faccio davvero fatica a comprenderle. Per esempio, la scelta di usare la lingua inglese, dando per scontato che in sala tutti capiscano. Come anche la scelta di inserire un momento di tip tap, completamente o quasi coperto dall’orchestra in sottofondo. Insolita anche la scelta di non far pronunciare nessuna battuta, ma affidare tutto il racconto a canzoni (più o meno famose) che ci accompagnano.
Band con musica dal vivo e canzoni cantate al momento
Canzoni cantate quasi tutte dalla cantante in alto, o dal protagonista Gatsby sul palco. Irritante e davvero fastidioso l’ingresso del protagonista. Ingresso che avviene quando ormai siamo già coinvolti nello spettacolo, che spezza immediatamente e completamente la magia, mettendosi addirittura a presentare i musicisti e la cantante. Capisco il tutto, capisco che forse sia parte dello spettacolo, ma spezza in modo irreparabile quello creato fino adesso. Davvero sopra le righe questa scelta, dove addirittura il protagonista saluta Milano, chiedendo un applauso per l’orchestra, sembrava che lo spettacolo fosse finito e ci fossero i saluti di rito. Ma è un’abitudine diffusa, visto che anche la ballerina che interpreta la moglie del meccanico chiede proprio un applauso a se stessa finita la sua scena. Diciamo che il ruolo da prima donna è bello conteso tra lei e il protagonista maschile. Irritante anche la ballerina che interpreta Daisy, che molto spesso muove le labbra, riprendendo le parole che Gatsy stà cantando. Quasi un playback, quasi una presa in giro.
Importantissimo è il libretto che viene dato prima dello spettacolo, ma ci troviamo di fronte a una scelta non indifferente. Leggiamo il libretto e ci roviniamo del tutto lo spettacolo, facendoci autospoiler… Oppure non leggiamo nulla, col rischio di non capire bene cosa stiamo vedendo? La scelta a voi.
Forse troppe le cose che si danno per scontato, e alla fine questo show non mi ha del tutto convinto. Visivamente molto bello, ma a livello narrativo per me ha delle lacune abbastanza importanti.
Diciamo che assisterete a un bellissimo ballo anni 20, accompagnato da musica dal vivo e con canzoni cantate al momento. Balli bellissimi, costumi fantastici e musica dal vivo che coinvolge e convince. Bravissimi tutti in questo.
Il Grande Gatsby, intervista con Enrique Gasa Valga
Ho avuto la possibilità di intervistare Enrique Gasa Valga, scrittore di questa libretto e questa interpretazione del grande classico di Francis Scott Fitzgerald, del 1925. Un dialogo che mi ha permesso di capire meglio lo spettacolo, e il bello è stato poterlo fare prima di vedere lo spettacolo. Quindi vi lascio una parte di quanto detto con Enrique Gasa Valga.
Quando un romanzo si trasforma, inevitabilmente qualcosa si perde. Nel suo spettacolo quale è la cosa che ha accettato di perdere e cosa crede di aver guadagnato in cambio?
In una trasposizione, qualunque essa sia, inevitabilmente qualcosa si perde. Credo soprattutto che venga persa la bellezza della lingua scritta, le sfumature delle parole. In un romanzo si ha la possibilità di soffermarsi su passaggi, mentre in uno spettacolo tutto è in movimento. Ma è anche vero che in uno spettacolo come questo, ci si guadagna in emozioni, sentimenti che vengono espressi tramite la danza e la musica. Cosa che con un romanzo, non abbiamo in modo così immediato e diretto.
Nella sua trasposizione, qual è stata la sua idea più rischiosa?
Nel trasportare un grande classico in uno spettacolo teatrale bisogna avere inanzitutto un grandissimo rispetto per la versione originale. Bisogna trovare un modo per riuscire a trasportare il messaggio dell’opera in danza e musica, senza snaturare la natura originale del testo. Credo che la mia idea più rischiosa sia proprio questa, trasportare un classico rispettando il messaggio originale, cosa non facile ai giorni nostri, dove si rischia di snaturare l’originale, per portare spettacoli che si scostano troppo dalla visione originaria.
Il Grande Gatsby è quindi uno spettacolo classico che lei ha trasportato in una versione più contemporanea?
Il mio spettacolo è una visione nuova del classico, ma molto fedele al romanzo. Non ci sono vie nuove, o innavazioni che si scostano in maniera radicale rispetto al testo originale. Trovo che il libro di Francis Scott Fitzgerald sia un’opera perfetta, da rispettare e a cui accostarsi con tatto, seppure il pubblico avrà delle sorprese. Il cast ha un talento immenso e credo che con la loro sensibilità siano riusciti a creare una magia, uno spettacolo carico di emozioni, ballerini che riescono a trasportare in movimento quello che il romanzo suggeriva a parole. Credo anche che questo sia un cast di una bravura rara, che è riuscito a portare sul palco un’opera molto attuale, benchè fedele all’originale.
Ci saranno richiami al film?
Ci prepariamo quindi a vedere un’opera teatrale, che inesorabilmente avrà un confronto con il film uscito ormai alcuni anni fa. Cosa può fare il teatro, che il cinema non può?
Il teatro credo che riesca a portare in scena ogni sera un mondo nuovo. Partendo comunque dallo stesso testo, nel teatro non abbiamo la staticità del cinema. Ogni sera sul palco abbiamo attori diversi, mi spiego. Gli attori sono gli stessi, ma ogni giorno, cambiano. La vita che si vive, il trascorrere del tempo, le emozioni private, inevitabilmente si riflettono e cambiano le interpretazioni. Possiamo dire che ogni sera è una nuova interpretazione, ogni sera non sappiamo a cosa andiamo incontro. E il cast è eccezionale nel riuscire, una sera dopo l’altra a creare un mondo, dove ogni piccola sfumatura, ogni movenza si presta a creare un’illusione sempre nuova.
Il bello del teatro è anche il riuscire a superare un piccolo intoppo, diciamo il bello della diretta, il vedere come un piccolo errore possa essere corretto, e alle volte il pubblico nemmeno se ne accorge…
Si, alle volte ci sono dei piccoli intoppi sul palco, ma devo dire che il mio cast è davvero molto bravo, e le rare volte in cui ci sono delle sbavature, risolve il tutto con una prontezza naturale, che quasi trasforma l’errore in un momento necessario per la continuità scenica.
Quale illusione vorrebbe lasciare al suo pubblico?
Noi ormai viviamo in una società che vive sempre più di apparenze, di macchine di lusso e ambisce sempre più al successo… Soprattutto i giovani ambiscono a questo. Io sono a un punto della mia vita, in cui sono convinto che la vita privata, una birra con gli amici sia più importante di una vita vissuta di apparenza che non porta a nulla. Mi piacerebbe che il mio pubblico avesse, anche solo per il tempo dello spettacolo, l’illusione di essere in un mondo a parte, che si dimenticasse di tutto e che vivesse questo spettacolo come un trasporto totale in un mondo parallelo. Un mondo creato partendo dal grande classico di Francis Scott Fitzgerald. Sono sicuro che sarà così, perchè vedrete degli attori in scena che hanno la passione nel cuore, che vi faranno arrivare esperienze uniche.
Ecco mi piacerebbe lasciare ai miei spettatori la possibilità di perdersi in un mondo fatto di illusioni e magia, un modno che li accolga e nel quale possano riuscire a sognare, anche solo per il tempo dello spettacolo!
Info utili
Team Creativo:
Direzione e coreografia: Enrique Gasa Valga
Direzione musicale: Roberto Tubaro
Set Design: Helfried Lauckner
Costume Design: Birgit Edelbauer-Heiss
Ballet Masters: Lara Brandi & Gabriel Marseglia
Lighting Design: Manfredi Michelazzi
Libretto: Enrique Gasa Valga, Birgit Edelbauer-Heiss
Cast:
Jay Gatsby: Locke Venturato
Daisy Buchanan: Camilla Danesi
Thomas (Tom) Buchanan: Martin Segeta
Nick Carraway (cugino di Daisy): Matthew Humphreys
Jordan Baker (migliore amica di Daisy): Sayumi Nishii
Myrtle Wilson: Alice Amorotti
George B. Wilson: Gabriel Marseglia
Teatro Lirico Giorgio Gaber
via Larga 14, Milano
21 Ott – 25 Ott 2026
durata 1h 25′ più intervallo
Qui i biglietti.
