Ultimo appuntamento per il format di successo ideato da Piera Detassis, il segreto dell’attrice al BIF&ST 2026. L’ultima protagonista è la giovanissima attrice Tecla Insolia.
Tecla Insolia – Una carriera lampo
Nata a Varese nel 2004 e cresciuta a Piombino, Tecla Insolia si avvicina alla musica fin da bambina e nel 2019 vince Sanremo Young, arrivando l’anno successivo al secondo posto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Parallelamente inizia a recitare e, dopo alcune esperienze televisive, nel 2021 interpreta Nada adolescente ne La bambina che non voleva cantare di Costanza Quatriglio. Seguono 5 minuti prima, Familia e soprattutto L’arte della gioia di Valeria Golino, ruolo che nel 2025 le vale il David di Donatello come miglior attrice protagonista. Tra le interpreti più promettenti della sua generazione, nel 2026 è stata scelta tra gli European Shooting Stars della Berlinale.
L’arte della gioia – Un progetto sfidante
Quando arriva L’arte della gioia, Tecla Insolia ha appena diciotto anni e si trova davanti a una sfida enorme: interpretare Modesta, la protagonista del romanzo di Goliarda Sapienza, una donna che attraversa quasi tutto il Novecento, dalla Sicilia dei primi del secolo in poi, e che porta con sé una complessità, una libertà e una spregiudicatezza difficili da affrontare per un’attrice così giovane. Sul set Insolia si trova accanto a interpreti come Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Guido Caprino e diretta da Valeria Golino.
Eppure l’incontro con Modesta avviene quasi per caso. Tecla racconta di aver comprato il libro a Milano, poche settimane prima di ricevere la richiesta per il provino. Poi arriva la chiamata per il selftape e, quasi contemporaneamente, la consapevolezza di aver trovato un personaggio che vorrebbe interpretare a tutti i costi.
Tecla Insolia affronta diversi provini per L’arte della gioia e al terzo viene scartata: non sarebbe stata in linea con i «canoni di bellezza» che si stavano cercando per il personaggio. Una bocciatura che avrebbe potuto chiudere la porta, ma Valeria Golino continua a volerla. La regista vede in lei qualcosa che va oltre l’aspetto fisico e decide di insistere, fino a darle la possibilità di conquistare quel ruolo.
Gli esordi di Tecla Insolia: dalla musica al cinema
Prima della recitazione c’è stata però la musica. Tecla Insolia comincia a studiare musica e canto frequentando un’accademia a Piombino, la città in cui cresce. È lì che inizia a costruire il proprio percorso artistico, fino ad arrivare nel 2019 a Sanremo Young, che vince. L’anno successivo torna sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte di Sanremo con 8 marzo, una canzone intensa e tutt’altro che scontata, con cui racconta la condizione femminile e la necessità di affermare la propria identità e arriva seconda.
È dopo l’esperienza di Sanremo Young che Tecla capisce che la musica non è la strada che vuole seguire. Scopre nella recitazione uno strumento attraverso il quale riesce a esprimere maggiormente se stessa e, allo stesso tempo, a dare qualcosa in più allo spettatore. Una consapevolezza che la porta a scegliere il cinema e a costruire, passo dopo passo, una carriera che in pochi anni l’ha portata fino a L’arte della gioia.
Termina qui la prima parte dell’articolo dedicato all’incontro con Tecla Insolia all’interno del ciclo di incontri de Il segreto dell’attrice. Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte. Intanto hai già letto l’articolo dedicato all’incontro dell’attrice Anna Ferzetti o quello dedicato a La stazione di Sergio Rubini con protagonisti Margherita Buy e Domenico Procacci?
