Her Private Hell – Il nuovo film di N.W.Refn

Her Private Hell è un film del 2026, diretto da Nicolas Winding Refn, con protagonista Sophie Tatcher. La pellicola uscirà a partire dal 1 ottobre, distribuita da NEON.

Questo lungometraggio è stato presentato fuori concorso durante la 79esima edizione del Festival di Cannes.

-Articolo di Michele Scarperia

Her Private Hell

Her Private Hell

In una metropoli futuristica avvolta da una strana nebbia, la giovane attrice Elle (Sophie Tatcher) va alla ricerca di suo padre.

Il trailer del film

Her Private Hell – Il culmine del manierismo spicciolo

Abbiamo un momento, in Her Private Hell, nel quale viene spontaneo chiedersi se Nicolas Winding Refn abbia davvero girato un film o se abbia semplicemente deciso di mettere in scena un catalogo delle proprie ossessioni. Neon, corpi perfetti, violenza, sangue, musica techno, fumo e una realtà che si trasforma continuamente in sogno. Tutto Refn, troppo Refn.

Perché questa volta, dietro le immagini sembra esserci il nulla, lo zero totale da raccontare. Her Private Hell è un film che pretende di essere interpretato ancora prima di riuscire a essere raccontato. La storia procede per suggestioni, frammenti, allucinazioni e simbolismi, mescolando malamente fantascienza, horror, melodramma e immaginario lynchano.

Un’operazione tanto interessante, quanto fallace

L’operazione poteva essere interessante, ma il confine tra il cinema che sceglie di non spiegare e quello che non ha abbastanza da spiegare è sottile, e Refn lo oltrepassa costantemente. L’estetica mangia ogni elemento potenzialmente interessante dell’opera. Ogni inquadratura cerca di essere un’immagine da ricordare, pochissime sembrano avere motivo di esistere narrativamente.

La narrazione è pressoché inesistente, le sottotrame si accumulano senza trovare mai sviluppo, i personaggi vengono introdotti senza caraterizzazione se non quella meramente estetica e la compononente soprannaturale promette una rivelazione che non arriva mai. E così il mistero smette di essere affascinante, diventando solo frustrazione.

La sensazione è quella di un film che continua ad aprire porte senza avere alcuna intenzione di mostrarci cosa ci sia dall’altra parte, compresi i dialoghi: solenni, artificiosi, scritti male.

Her Private Hell

Her Private hell – Il vuoto dietro il neon, conclusioni

Refn costruisce un mondo magnificamente fotografato, fatto di nebbia, neon, colori saturi e grandi scenografie. Ma il film più procede, più quella bellezza diventa gabbia. Come sfogliare un libro fotografico di notevole fattura. Cerca di parlare di paternità, perdita, trauma, desiderio, ma lasciando tutto in sospeso nel vuoto più totale.

Eppure sarebbe ingiusto dire che il film non abbia nulla di nulla, alcune immagini possiedono una grande forza ipnotica, al fotografia è incredibile, la musica di Pino Donaggio amplifica bene l’estetica dell’opera e la protagonista Sophie Tatcher riesce a dare a Elle una buona presenza scenica.

Ma sono lampi dietro un’opera emotivamente vuota, perché quando si spegn il neon e la musica finisce, rimane soltanto la storia e Her Private Hell lascia poco. E forse il vero inferno privato di Refn è proprio questo: aver costruito un cinema talmente riconoscibile da rischiare adesso, di non avere più niente da dite al di fuori di sé stesso.

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