The Invitation: a cena da Karyn Kusama

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The Invitation è un film del 2015 diretto da Karyn Kusama. I protagonisti della pellicola sono: Logan Marshall-Green, Tammy Blanchard e Michiel Huisman.

The Invitation
La locandina ufficiale di The Invitation

Prima di raggiungere il mercato home video e on demand, la Drafthouse Films ha acquisito i diritti dell’opera per la distribuzione cinematografica. Nonostante un incasso di circa 350.000 dollari, il lungometraggio ha comunque riscosso successo grazie al passaparola generale.

The Invitation

Dopo la tragica morte del figlio, Will e Eden si separano. Trascorre del tempo e la donna, accompagnata dal nuovo marito, torna a Los Angeles. I due decidono di organizzare una festa per passare una serata con gli amici di vecchia data: tra i quali figura l’ex fidanzato della padrona di casa. Tutto sembra scorrere liscio, ma una strana tensione comincia a permeare l’atmosfera.

Trailer ufficiale di The Invitation

Antipasto

Una location elegante, tra le colline losangeline, ospita un party composto da vecchi amici e nuovi conoscenti. Volti e abiti valorizzati dall’avvolgente luce della dimora, vengono ripresi con classe dalla regista, mentre i personaggi intenti a sorseggiare del buon vino, si scambiano sorrisi e battute. Tra un bicchiere e un’amouse-bouche, i rapporti interpersonali iniziano a delinearsi, introducendo man mano i characters: c’è chi racconta di esser stato promosso al lavoro, chi si presenta per la prima volta e coloro che sembrano più propensi al divertimento. Eppure, non tutti riescono a godere del clima spensierato che la rimpatriata suggerisce. Will è attanagliato da una strana sensazione oltre che da dolorosi ricordi e, i suoi sospetti, vengono fortificati da dettagli fondamentali: nuove inferiate, porte chiuse a chiave e pillole inusuali ritrovate nel cassetto di un comò.

The Invitation
Le presentazioni

Primo

La tensione si fa tangibile quando la scrittura scopre le prime carte sul tavolo. Un video cattura l’attenzione dei commensali e, contemporaneamente, la camera si concentra sui protagonisti, passando da primi piani a piani a due/tre. L’inquadratura larga spezza tale sequenza al fine di fornire una visione d’insieme: il salotto nella totalità e gli sguardi che cercano risposte. Dunque, l’atmosfera rarefatta e lo sconforto accompagneranno d’ora in avanti la narrazione. Se dapprima il filmato aveva riunito i soggetti, ecco che il nucleo viene smembrato. I ghigni lasciano spazio a visi corrucciati e a dialoghi sussurrati in stanze diverse, salvo poi ricercare un po’ di leggerezza attraverso il gioco e il coraggio liquido. Si tenta nuovamente la strada della convivialità, ma un racconto colpisce ancor più nel profondo gli animi degli ospiti, tant’è che uno di essi abbandona la festa. La diffidenza dell’ex fidanzato di Eden nei confronti degli anfitrioni e dei nuovi invitati prende il sopravvento: lo stesso, non a caso, si concentrerà morbosamente sulle mosse di ciascuno, pronto a scattare al primo segnale concreto di pericolo.

David spiega le ragioni che l’hanno portato ad avvicinarsi al Messico

Secondo

Il banchetto pantagruelico è servito. Il rallenty permette anche al fruitore di assaporare le prelibatezze della tavola imbandita: le panoramiche si focalizzano sui calici e il loro contenuto, sulla carne e la frutta d’accompagnamento. I bagliori soffusi enfatizzano il contrasto tra i chiarori e i rossi densi delle bevande, così come la divergenza fra i toni caldi della fotografia del presente e i tormenti del passato. Will rimugina e si estrania dal contesto nel quale è coinvolto, imbrigliato continuamente dalle catene del trauma. Le boccate d’aria che si concede sono le medesime del pubblico: momenti volti alla riflessione e al ragionamento circa quel che si sussegue a schermo.

The Invitation
Il brindisi

Dolce

Una splendida “Velluto Rosso” viene proposta, tuttavia, ai commensali sarà negata la possibilità di gustarla. Will infatti, esplode improvvisamente in un impeto di rabbia, riversando nei riguardi di chi gli sta attorno, tutto ciò che di negativo aveva immagazzinato fino ad allora. Un flusso continuo di insinuazioni e accuse, vomitate con insolenza e apparentemente prive di fondamento. Difatti, anche lo spettatore si troverà disorientato: poiché se prima era convinto delle ragioni del protagonista, ora si vede costretto a ricredersi.

Will continua a rielaborare gli eventi

Il meccanismo rivela un interessante cortocircuito sviluppato dall’intelligente sceneggiatura: una volta abbassate le difese, infatti, irrompe di punto in bianco una dose brutale di violenza. Lo scenario assume connotati da Home Invasion (seppur concettualmente capovolto) e si compone d’angoscia e adrenalina. Il buio costituisce la messinscena, gli spazi si fanno ancor più angusti e le vie di fuga divengono trappole. Ciliegina sulla torta menzionata, il finale: emblematico di come l’inferno si estenda oltre le mura domestiche.

The invitation: menù

In conclusione, Kusama si dimostra un’ottima padrona di casa. Oltre alla capacità d’intrattenere noi invitati, spicca l’abilità nell’assemblaggio del menù: piatti dottamente preparati mixando ingredienti eccellenti. Le materie prime vengono valorizzate da un invidiabile forma e, nell’insieme, il tutto risulta sapientemente trattato. Tirando le somme, le punte di creatività risaltano a fine pasto e portano a termine il servizio nel migliore dei modi.

Grazie per l’attenzione. Continua a leggere gli articoli della Rubrica horror da me curata!

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