Richard Jewell di Clint Eastwood (2020)

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Richard Jewell, quarantesima pellicola firmata dal regista statunitense Clint Eastwood Premio Oscar per Gli Spietati (1993) e Million Dollar Baby (2005), arriva nelle sale italiane Giovedì 16 Gennaio accompagnato da una candidatura ai prossimi Oscar a Kathy Bates come Miglior Attrice Non Protagonista. Tra i produttori anche Leonardo Di Caprio e Jonah Hill.

Richard Jewell
Poster del film Richard Jewell

Richard Jewell

Prendendo spunto da un articolo di Marie Brenner e sceneggiato da Billy Ray (nominato all’Oscar per la Miglior Sceneggiatura per Captain Phillips nel 2014), il film racconta di un fatto reale avvenuto durante le Olimpiadi di Atlanta nel 1996 in cui Richard Jewell, guardia di sicurezza durante l’evento, scopre una bomba ed evita la catastrofe avvertendo per tempo la gente sul posto e le autorità per essere poi accusato e primo indiziato su quanto accaduto, trovandosi contro lo Stato e la stampa.

Il tocco di Clint Eastwood

L’equilibrio tra sostanza narrativa ed espressione emotiva dei personaggi raccontati è sempre stato un confine molto labile nei film del regista, laddove il prediligere spesso dei melodrammi che da Changeling (2008) a Hereafter (2010)  e Il corriere – The mule (2018) si spostavano poi a film più lucidi e quadrati come Gran Torino (2008) e American Sniper (2014), lo portava di tanto in tanto a dei film dove invece questo confine rimane dubbio e il risultato, pur sempre sufficiente quando a firmare è Eastwood, nel suo insieme era più precario del solito come nel caso di J.Edgar (2011) o Ore 15:17 – Attacco al treno (2018).

Il regista Clint Eastwood spiega la scena al protagonista Paul Walter Hauser

Prendendo spunto da un articolo uscito a pochi giorni di distanza dal reale fatto avvenuto e con la consapevolezza che anche oggi, e forse più di ieri, il limite tra fatti reali e manipolazione mediatica è sempre più un confine invisibile, Eastwood riesce a intessere un racconto denso che si concentra sulla cronaca e sulla forza del bellissimo cast, riuscendo ad uscire indenne da qualsiasi enfasi o forzatura emotiva prevedibile o didascalica. 

Il film vince proprio laddove la regia di Eastwood rimane sempre a favore del fatto e soprattutto delle sue conseguenze rimanendo sempre a favore dell’uomo e di come gli elogi e le accuse lo colpiscono.

In questo funziona anche la scrittura e il ritmo dei dialoghi serviti ad un cast di alto livello dove fa capo il Richard Jewell di Paul Walter Hauser (Tonya, E poi c’è Katherine), Sam Rockwell (Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Jojo Rabbit), Kathy Bates (Una giusta causa, La mia vita con John F. Donovan), Jon Hamm (7 sconosciuti a El Royale, The Report) e Olivia Wilde (The Lazarus Effect, La vita in un attimo).

Nella scena (da destra a sinistra) Sam Rockwell, Kathy Bates e Paul Walter Hauser

Richard Jewell è una bella parabola sul risveglio dal sogno americano di un uomo che crede nello stato e nelle autorità e che, di fronte ad un’esperienza diretta e delicata, si troverà a ricredere e ricredersi per ripartire con una nuova consapevolezza.

Il piano formativo e il piano della cronaca s’intersecano perfettamente in un racconto che perde di vista alcuni personaggi secondari ‘di servizio’ all’evoluzione del personaggio protagonista che invece ne esce forte e dà modo al pubblico di empatizzare con lui, sia per la storia vissuta dal personaggio e sia per la straordinaria prova d’attore di Paul Walter Hauser.

Il trailer di Richard Jewell

Trailer italiano del film “Richard Jewell”

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